Sabato 26 Settembre 2020
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È morto Albert One. Un uomo grande che era un grande uomo

La gentilezza, la bontà d’animo e l’affabilità sono le caratteristiche di un artista che aveva dato tutto se stesso al tricolore da esportazione della Italo Disco. E che ci lascia a 64 anni

È destino che gli anni Ottanta si sgretolino e che alcuni dei suoi protagonisti ci lascino. Non avevamo ancora somatizzato la perdita del pioniere della techno, Pascal Feos, risalente a qualche giorno fa, che è il momento, triste, di nuovo, di nascondere qualche sincera lacrima. Se n’è andato nel paradiso degli artisti, tra le stelle, colui che illuminò la pista da ballo (anche per chi scrive) per diversi decenni: è morto Alberto Carpani, che fan e amici chiamavano Albert One per via della sua imponente stazza.

Suoi intimi confidenti confermano che non è stata la pandemia ad avercelo strappato dalle braccia ma delle complicazioni cardiache. Alberto se le trascinava dietro da troppo tempo. Erano problemi fisici che venivano magicamente annullati dal potere della musica che lui stesso assorbiva e irradiava, ma che poi tornavano e facevano male, malissimo. Alberto intanto ha proseguito a segnare più di una generazione con le sue hit, da ‘Turbo Diesel’ a ‘Sing A Song’, partendo e arrivando dal sound Italo Disco che spensierato non smette mai di essere di moda.

 

La gentilezza, la bontà d’animo e l’affabilità sono le caratteristiche di un uomo che aveva dato tutto se stesso al groove sincopato tricolore e da esportazione. Era ormai di casa all’evento milanese del Midance, Alberto: in quella occasione, puntuale, ogni anno, portava allegria, raccontava le sue storie, creava festa, produceva sorrisi quanto i suoi successi. L’uomo grande, che era un grande uomo, ci lascia così.

Molti in queste ore i ricordi degli amici e collaboratori di sempre: al musicista Cristian Piccinelli aveva ripromesso di “fare qualche nuovo disco insieme”. L’avvocato Giorgio Tramacere lo conosceva “sin dai tempi dell’università a Pavia” e dopo averlo “sentito per telefono anche pochi giorni fa”, lo piange restando “senza fiato”. Col produttore Roberto Turatti, con la cantante Kim Lukas e con Fabrice Quagliotti leader dei Rockets condivideva una fan base infinita di amanti di quel genere che ancora oggi influenza il mondo dell’elettronica. “Sono molto triste, è volato in cielo un amico, un grande artista e uno dei pilastri della Italo Disco, gli volevo bene, mi lascia un grande vuoto, ciao bro”, dice Gazebo dalla sua pagina Facebook.

 

La nascita professionale di Gianfranco Bortolotti, fondatore di Media Records, coincide con la carriera di Albert One. “Mi ha insegnato alcuni segreti della produzione, mi ha dato modo di guadagnare i primi spiccioli per fare il mio primo studio in cantina. E poi il mio primo viaggio di lavoro a Monaco di Baviera per registrare un noto programma musicale: ci arrestarono per un sorpasso un po’ azzardato al casello del Ponte della Libertà a Innsbruck, ma ci rilasciarono dopo aver rilasciato autografi a gendarmi e interprete”.

Dj, conduttore radiofonico e produttore discografico, amante della disco e voce per progetti come Jock Hattle, F.T. One, X. One, A.C. One, Albert One con gli anni è diventato un grande partendo dal piccolo, dal paese di Giussago, nel Pavese, tra la Lomellina e l’Oltrepò, per arrivare ai dancefloor e alle classifiche di tutta Europa. Conduttore a Pavia Radio City, si fece scrivere un pezzo dance, ‘Yes-no Family’, direttamente da uno scatenatissimo Enrico Ruggeri. Poi, l’approdo in Baby Records, la partecipazione a Discoring, la produzione di molti singoli di showgirl come Lorella Cuccarini, Heather Parisi e Raffaella Carrà e le interpretazioni dal vivo con la sua Albert One Live Band. Albert One era nato a Pavia il 23 aprile 1956. Aveva 64 anni. Lui se ne va ma resta per sempre la sua musica.

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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