Sabato 04 Dicembre 2021
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Ci ha lasciati Costantino Padovano, il mitico Mixmaster

Uno degli storici dj italiani ci abbandona. Ha contribuito alla storia della house music da esportazione e Da Mola di Bari a Miami è stato protagonista di una carriera unica

La notizia ha preso in contropiede tutti gli amici e gli addetti ai lavori del mondo della musica elettronica. È morto Costantino Padovano, il mitico Mixmaster, il celebre Funky Junction, il dj dal sorriso splendente e costante, l’uomo dalla verve raggiante, un personaggio amato e con cui tutti volevavo scattarsi una foto o fare le ore piccole in discoteca. Uno dei dj italiani che hanno segnato le prime, grandi stagioni della house, quando ancora era un movimento davvero underground.

Era uno dei nomi di maggiore rilievo negli anni ’80 e soprattutto ’90, periodo durante il quale ha contribuito in modo davvero significativo a portare il suono house nel nostro Paese nei migliori club di tendenza. Costantino Padovano, Tino per gli amici, se l’è portato via un brutto male. Lo piangono i familiari, i fan, tutti. Perché lui era un tipo schietto, sincero, diretto. La prima tournée italiana Frankie Knuckles la trascorse con lui. Il primo rave fu a Brooklyn con lui. Al Midem 2000 fu premiato come migliore remixer dell’anno (740 Boys ‘Shimmy Shake’). A New York era conosciuto pure come DJ Tino. 

 

 

Partecipò alla prima Love Parade, nel ’92, che si chiamava Love Train. Il suo disco preferito era ‘Take a Change’ dei Lost in Time. Collaborazioni con e per 740 Boyz (‘Shimmy Shake’), KC Flightt (‘Bang’), 2 Unlimited, Diva Convention, inoltre, rapporti tutt’altro che occasionali con le più prestigiose label italiane ed estere, come Radikal, Eightball, Cutting, Vicious Muzik, UMD, Manifesto, Limbo, Pulse 8 e Next Plateau. Un curriculum così farebbe impallidire pure Todd Terry.

 

Bruno Guerrini, Kenny Dope Gonzalez, Little Louie Vega, Todd Terry e Costantino Mixmaster Padovano al WMC di Miami di fine anni Novanta

Nel ‘74, Costantino inizia la propria carriera a New York, a Brooklyn, vaga per la Grande Mela suonando al Palto’s Retreat, al Limelight, al Danceteria e al Tunnel, tutti locali storici nella vita della house americana. Nel ‘90 si trasforma in produttore discografico e sfodera ‘In The Mix’, pubblicato dalla statunitense DJ International. Nel ‘91 suonerà con Frankie Knuckles, poi con Ralphie Dee e di seguito con Derrick May. Ha lavorato per Radio Italia Network e 101 Network, trovando il tempo di suonare la notte all’Underground Cafè di Milano, al suo Upper Level Studio di Milano. Poi si è trasferito a Miami e infine aveva ideato una formula food & dj set chiamata Cooking with Costa. Da Mola di Bari a Miami. Ora in cielo. Ciao Tino.

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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