Sabato 24 Ottobre 2020
News

Movement approda su Twitch

La celebre piattaforma di streaming, ora proprietà di Amazon, apre agli eventi musicali attraverso una serie di collaborazioni inedite. Tra queste una serie di festival prodotti da Paxahau, società produttrice del celebre Movement Festival di Detroit

Se avete seguito attentamente le pagine di Dj Mag Italia avrete notato nel corso dei mesi scorsi alcune menzioni riguardo a Twitch. La piattaforma di streaming dedicata al gaming, o meglio, nata per questo scopo, ha infatti contribuito enormemente ad eventi virali in rete come il dj set di Marshmello o lo show concerto di Travis Scott, entrambi su Fortnite. Twitch è stata anche un volano mediatico importante per il concerto dei Massive Attack nel celebre mondo di Minecraft ed oggi, timidamente, inizia ad aprirsi al mondo della musica tout court. Con la crescita e la professionalizzazione dei content creator la piattaforma sta aumentando sempre di più le stream catalogate nella categoria ‘Just Chatting’, format in cui si predilige il dialogo tra streamer, ospiti e chat.

 

Si parla, si discute e si torna ai tempi di quei talk show che la tv generalista sembra aver abbandonato da tempo, per motivi che sarebbe davvero difficile condensare in poche righe. Il mondo si evolve, ormai a velocità molto diverse, in base ad età, passioni ed interessi. Non stupisce dunque che alcune realtà anche attorno al nostro mondo abbiano deciso di esserci, trovando con il giusto tempismo un più facile posizionamento di audience, di mercato e di strumenti. Paxahau, azienda alle spalle della produzione del celebre Movement Festival di Detroit, cerca però di spingersi oltre, nel tentativo di anticipare una scomoda concorrenza. È stato infatti siglato un accordo di partnership ufficiale proprio con Twitch per lavorare alla produzione di quattro festival online ed un palinsesto dedicato ad artisti, produzioni ed eventi legati al clubbing.

 

Il format prevderà tra gli altri la presenza confermata di Juan Atkins, Maceo Plex, Aux 88 e Kevin Saunderson. La curiosità attorno a questo episodio zero è molta e potrebbe rappresentare un benchmark per una possibile futura generazione di content creator nati nei club e nei festival. Difficile dire se il successo sarà garantito data la natura particolare della piattaforma, ma iniziamo a cogliere alcune delle conseguenze di un mondo globalizzato improvvisamente costretto ad una totale rinuncia all’intrattenimento live. Non resta dunque che collegarci nel corso delle prossime settimane per assistere con i nostri stessi occhi ad una possibile rivoluzione o ad una chance sprecata.

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