Giovedì 01 Ottobre 2020
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La musica elettronica in scena al Museo del Design di Londra

Sino al 14 febbraio prossimo si terrà nella capitale inglese una mostra che partendo dai Kraftwerk e passando dai Chemical Brothers ricrea l’atmosfera dei club ripercorrendo la storia della dance.

Un viaggio nella storia della dance è un’ottima occasione per conoscerne aprofonditamente le origini: si intitola ‘Electronic – From Kraftwerk to The Chemical Brothers’ ed è la rassegna in scena sino al prossimo 14 febbraio presso il Museo del Design di Londra. Prevista inizialmente per il primo aprile scorso e posticipata a causa della diffusione del coronavirus, la mostra esplora il ‘mondo ipnotico della musica elettronica’, come recitano le prime pagine del catalogo.

I visitatori avranno la possibilità di scoprire l’impatto globale che ha avuto il genere partendo dai movimenti underground e arrivando al mainstream. Ci sarà la partecipazione di artisti del calibro di Jeff Mills, Ellen Allien, Jean-Michel Jarre e tanti altri ancora, assicura Tim Marlow, amministratore delegato e direttore del museo. La mostra includerà anche un’esperienza tridimensionale basata sui suoni e le immagini dei Kraftwerk e ci saranno anche delle installazioni sonorizzate dai francesi Laurent Garnier e Jean-Michel Jarre.

‘Non potrebbe esserci una mostra migliore con cui riaprire. Questa è una importante dichiarazione sulla libertà creativa tra musica, arte, tecnologia e design, che celebra ciò che molti di noi hanno perso di più durante questi mesi’, ha detto Marlow pronto a introdurre nuove misure di sicurezza per gestire il flusso nella struttura: dalla capacità ridotta alle regole di distanziamento sociale sino all’uso obbligatorio delle maschere per il viso.

Evocando l’esperienza di essere all’interno di un vero club, con strobo studiate ad hoc, la mostra trasporta i presenti nel mondo dell’arte, del design, della tecnologia e della fotografia che hanno plasmato e segnato l’intero comparto della musica elettronica. Si festeggiano anche i 50 anni dei Kraftwerk con uno spettacolo in 3D e ci si potrà addentrare nel mondo dei visual firmati dai Chemical Brothers, mentre ulteriori elementi visivi ed effetti luce interagiranno grazie a Smith & Lyall, vincitori di un Grammy con ‘Got to Keep On’.

 

 

Sono oltre 400 gli oggetti che rappresentano artisti, etichette, progetti: indirettamente in scena vi saranno le testimonianze di leggende della techno di Detroit Kevin Saunderson, Juan Atkins, Jeff Mills e Richie Hawtin, il compianto padrino della house Music Frankie Knuckles, il designer dell’Haçienda di Manchester Ben Kelly e la follia pura di Weirdcore che è stato dietro per anni ai lavori di Aphex Twin.

I biglietti costano dalle 16 (giorni feriali) alle 18 sterline (fine settimana), quindi sotto i 20 euro. Vastissimo infine lo shop che include il catalogo della mostra, flyer, gadget e ovviamente cd e vinili.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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