• GIOVEDì 23 APRILE 2026
Clubbing

Nairobi: una capitale elettronica tutta da scoprire

La capitale del Kenya si va sempre più affermando come uno dei punti di riferimento per dj, club e festival, africani e non. E dove l’Afro House è giocoforza al centro della scena

foto di Iann Mburu

Capitale del Kenya e cuore pulsante dell’Africa orientale, Nairobi è oggi una metropoli da oltre 4,5 milioni di abitanti, snodo strategico per politica, economia e innovazione. Nata alla fine dell’Ottocento come avamposto ferroviario durante il dominio britannico, conserva tracce evidenti del suo passato coloniale, ma si muove ormai a una velocità tutta contemporanea, sospesa tra eredità storica e ambizioni globali. In tutto questo Nairobi ha saputo sempre più conquistarsi un ruolo di primissimo piano tra le capitali mondiali della musica elettronica. DJ Mag Italia ha potuto verificarlo in presa diretta e raccontarlo ai suoi lettori con questo reportage.

Kunye Festival
A Nairobi è la afrohouse a farla da padrona, o meglio ancora un sound che è una sorta di mix unico tra ritmi tribali kenioti e deep house sudafricana, in una città caotica ma allo stesso tempo sempre euforica, con party in ogni dove senza un attimo di sosta, feste che sfidano blackout, piogge torrenziali e skyline mozzafiato, in un contesto che cattura chiunque: residenti, stranieri, turisti. Paradigmatico in tal senso Kunye Festival, il festival organizzato da Shimza, dj e producer che ormai ha sempre più un ruolo di primissimo piano nel panorama del djing mondiale e che questa estate sarà resident al Pacha di Ibiza, come già ricordato nella nostra prima guida ibizenca di quest’anno. Kunye è un festival organizzato con tutti i crismi – sicurezza, soundsystem, logistica – capace di radunare circa 7mila persone, nonostante le piogge forti che quasi tutti giorni fanno capolino anche se per breve tempo a Nairobi: la line-up di Kunye ha soddisfatto tutti quanti, con Shimza headliner, affiancato da DJ Maphorisa, la star sudafricana APE Drums, l’idolo nazionale Sun EL Musician, Darque e tanti local heroes quali Suraj, Euggy e Sofiya Nzau. Una scena decisamente cangiante ed in continua evoluzione.

“Kunye significa insieme ed è il titolo di un disco di Shimza che uscì nel 2019 su Cadenza, l’etichetta di Luciano – spiega Jarrad Treger, co-fondatore di Kunye – Subito dopo il Covid abbiamo iniziato ad organizzare party per 200 persone, quelle che era possibile riunire in quel periodo, per poi crescere un passo alla volta, in modo da unire un pubblico variegato per target, età, provenienza e far conoscere la Afro House in modo diverso da come si era abituati. Tra Nairobi e la musica elettronica si è creato un legame davvero speciale”.

Kunye festival – crediti: Iann Mburu

 

Le label radicate nel territorio
La scena clubbing di Nairobi è in continua espansione, si evolve a 360 gradi, forte del contrasto tra i suoi grattacieli e la savana non distante dal centro abitato, con una serie di locali e di party che vedono in prima linea le etichette discografiche attive sul territorio, tra le quali spiccano Gondwana e My Other Side of The Moon.

Gondwana ed i suoi DJ Suraj & Euggy sono un indiscusso punto di riferimento, in particolare grazie alle loro feste che si svolgono su un rooftop che si affaccia sul Nairobi National Park, dove si mescolano tramonti con la savana sullo sfondo, elefanti all’orizzonte, un pubblico cosmopolita – Nairobi ospita una delle sedi delle Nazioni Unite – ed una musica che cresce di intensità con il calare del sole. Da provare almeno una volta nella vita.

my Other Side Of The Moon showcase (foto ufficio stampa)

My Other Side Of The Moon, etichetta con base in Mozambico ma molto presente sul territorio kenyano, si sta affermando come una delle realtà più rilevanti della scena afro elettronica; proprio insieme al milanese Riccardo Castelli, co-owner del progetto, che si divide da anni tra Maputo e Nairobi, abbiamo avuto modo di vivere e conoscere più da vicino Nairobi, entrando nel cuore della sua scena notturna. I loro party, principalmente ospitati all’Alchemist, raggiungono picchi fino a 2000 presenze e hanno ospitato artisti del calibro di Joezi, Enoo Napa, Jamiie, Neil Amarey, Breeze and The Sun e Sounds Human. Un format che si è rapidamente imposto come uno dei label showcase più interessanti in loco, anche grazie a un’identità visiva forte e riconoscibile, dominata da una luna gigante che caratterizza tutti i loro eventi e che lo scorso autunno è stato protagonista anche durante l’Amsterdam Dance Event.

La scena clubbing
Westlands è il quartiere di Nairobi più pulsante e vivace per quanto riguarda la vita serale e notturna della capitale kenyota, dove si concentrano i club che abbiamo avuto modo di visitare. Il nostro itinerario è partito all’Alchemist, dotato di una programmazione soprattutto afrohouse ma che si sta aprendo anche ad altri generi: un locale post industriale aperto sette giorni su sette, con all’interno ristoranti fusion, negozi di streetwear e dove ogni tanto viene montato anche un ring per incontri di pugilato. Quando si dice un sito polifunzionale, valido sia di giorno sia di sera.

“Ci siamo sviluppati con il tempo ed il nostro club è sempre stato un punto di ritrovo che la gente frequenta per il piacere di stare insieme, per un buon cocktail e ovviamente per la buona musica – parole di Aftab Sheikh aka Dj Afu, Events Director di Alchemist – Tutto sta nel trovare il giusto equilibrio tra il valore del dj che si chiama, il suo cachet ed il prezzo del biglietto all’ingresso. Puntiamo su nomi che non si è soliti avere come guest dalle nostre parti e non abbiamo zone riservate o privè all’Alchemist. In our House we are all equal”.

the alchemist (foto ufficio stampa)

 

Il MUZE è un locale che suona piuttosto familiare ai nostri lettori, in quanto presenza costante nella nostra Top 100 Clubs; da poco si è trasferito in spazi modernissimi con capacità raddoppiata, negli anni ha ospitato una serie di top dj quali Alex Wann, Francis Mercier, MoBlack e Sonaa (il figlio di Blackcoffee); il suo Muze Open Air è un party all’aperto che si svolge in location diverse ed è diventato un must nel calendario degli eventi elettronici nazionali.

“Credo che uno dei punti di forza del MUZE sia la capacità di fidelizzare il proprio pubblico ed il passaparola dei clienti – racconta Willie Gichora, co-founder e CEO del MUZE – Chi viene da noi ha imparato a fidarsi delle nostre proposte musicali, anche e soprattutto quando non si tratta di superstar. È giusto dare alla gente quello che si aspetta, ma devi anche educarla e indirizzarla: se una sera si ascolterà un dj che non si conosce e ci si divertirà, non ci si scorderà mai di quei momenti e si vorrà riviverli. Expect the unexpected: ecco come si crea una comunità”.

muze (foto ufficio stampa)

Koda è un club di recente formazione, gestito da dj Dylan-S e Foozak, rispettivamente all’anagrafe Dylan Sejpan e Akaash Patel e autentici punti di riferimento nella scena elettronica in Kenya: un locale dove si punta sempre su Afro House sia tradizionale sia innovativa, con ospiti quali Fiona Kraft e Awen, con una main room ed una sala dedicata alle serate techno, dove non mancano autentiche jam session ed uno studio discografico che ospita masterclass per giovani talenti.

“Puntiamo molto sui talenti locali – spiegano Dylan-S e Foozak, co-founders di Koda – In questo momento la scena elettronica kenyota è molto forte, ci sono tantissimi dj e produttori che meritano di essere conosciuti e che possono confrontarsi a pieno titolo con gli omologhi sudafricani. Non servono per forza i top dj per creare la giusta atmosfera e per questo facciamo quanto possiamo per supportare la scena locale. Facciamo lo stesso con i nostri eventi Komplex Ke, per i quali puntiamo su location atipiche quali hangar di aeroporti. Una volta abbiamo persino scelto una strada a Malindi”.

koda (foto ufficio stampa)

Nairobi unisce una sua eredità storica ben definita ad uno slancio innovativo, tra infrastrutture moderne e richiami al passato: grattacieli e savana, usi britannici come la guida a sinistra, l’inglese stesso come lingua ufficiale, prese e spine di tipo G (quelle del Regno Unito) ma anche il tipico calore, i sorrisi e l’ospitalità kenyota che si unisce alla professionalità di tipo anglosassone. Un mix vincente che si riflette anche nei club, nei festival e nella musica di Nairobi, una metropoli che merita di essere raccontata attraverso il linguaggio universale dei dj e della musica elettronica.

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Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
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