Giovedì 05 Agosto 2021
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Ufficiale: Nameless Music Festival rinvia al 2022

Ancora un rinvio causato dalle incertezze sanitarie e burocratiche

“Ci abbiamo provato, ci abbiamo sperato, ma oggi dobbiamo arrenderci. Dobbiamo arrenderci ancora una volta davanti all’evidenza che nel nostro Paese non siamo considerati un’attività necessaria. In tutto il mondo si svolgono eventi con migliaia di partecipanti in un clima di graduale ritorno alla normalità, con regole chiare ed applicabili. In Italia dopo mille protocolli presentati, discussi e talvolta approvati, siamo ancora avvolti da un imbarazzante silenzio. Un clima di costante incertezza che ci impedisce di lavorare con serenità e progettualità”.

Così inizia il comunicato che il team di Nameless Music Festival ha appena pubblicato sui propri canali ufficiali. Un comunicato che ha il compito, purtroppo, di annunciare un ulteriore rinvio del festival. L’edizione 2021, infatti, non avrà luogo. Non a giugno, e non a settembre, come pronosticato dall’organizzazione. Leggiamo infatti: “Il tempo per attendere è però finito: come potete immaginare, la costruzione di Nameless richiede svariate settimane, con centinaia di professionisti che si alternano in cantiere. Il termine massimo per l’inizio dei lavori è già passato da giorni e, purtroppo, ormai irrecuperabile. Oggi è un giorno triste, il giorno in cui per la terza volta in meno di due anni, buttiamo via il lavoro di una squadra bellissima e distruggiamo i sogni di migliaia di ragazzi. Non è da noi arrenderci e, nemmeno questa volta, lo faremo. Ci vediamo il 2, 3, 4 e 5 giugno 2022 per un’edizione che varrà come tre. Questo sì, possiamo promettervelo”.

Insomma, tutti i tentativi sembrano vani. Le riaperture che hanno ormai interessato tutto il Paese non toccano il mondo della musica elettronica. Abbiamo i ristoranti aperti, abbiamo le spiagge e gli chalet con la musica, abbiamo i concerti da seduti, e praticamente ogni altro tipo di attività aggregativa ormai completamente, o quasi, ritornata a un regime di normalità (e tutto questo è molto positivo, intendiamoci: non siamo qui a puntare il dito perché “voi sì, noi no”). Ma evidentemente, tutti i governi e le cabine di regia possibili e immaginabili non sono ancora in grado di trovare soluzioni ragionevoli con l’ampio comparto di organizzatori e lavoratori del mondo dei club e dei festival. Abbiamo riempito le piazze con i maxischermi (immaginiamo i controlli…) e i caroselli per gli Europei, abbiamo visto una manifestazione di massa esagerata per la vittoria degli Azzurri a Roma (tutto bellissimo, ci mancherebbe), ma chi deve investire tempo, soldi, sacrifici, per portare a casa la pagnotta, deve restare nel dubbio, e nel dubbio, cancellare, rinviare, rimandare, chiedere scusa e pregare per la pazienza di chi spende i propri soldi nel sogno di tre giorni di musica.

 

Il gruppo di lavoro di Nameless, in questi anni, si è distinto per aver portato, oltre ad un festival entusismante da vivere, un modo nuovo di comunicare, con il pubblico così come con le istituzioni. Personaggi come Alberto Fumagalli, così come Sergio Ricciardone di Club TO Club, Juni Vitale di Kappa FuturFestival, Carlo Pastore di MiAmi, Daniele Ferrazzano, Andrea Pusceddu, Max Savietto e Nautilus Events di Decibel Open Air, giusto citare qualche nome che conosciamo bene, ma davvero potremmo citarne moltissimi altri, hanno fatto fare un salto di qualità all’immagine di chi lavora nell’organizzazione degli eventi in Italia. La serietà con cui chi organizza concerti e festival si approccia al proprio lavoro è massima, e si parla di passione come di attenzione per i tecnici, i lavoratori, gli artisti, il pubblico. È una questione di rispetto. Un rispetto che dovrebbe essere garantito anche da parte di un sistema burocratico e politico che invece ha proprio deciso di latitare, di non prestare ascolto e di non cercare soluzioni per un settore importante perché dà lavoro a molte maestranze, crea lavoro tra le fasce più giovani della popolazione, e forma lavoro altamente qualificato e specializzato. Non solo: genera cultura, turismo, innovazione.

È chiaro che stiamo vivendo anni difficili, e si naviga davvero a vista, perché quando sembra che i vaccini e l’estate stiano sconfiggendo il Covid, arrivano le varianti e gli assembramenti “rilassati” da zona bianca a rigettarci nella preoccupazione; ed è  vero che in tanti Paesi europei le ripaerture sono state premature ed fin troppo ottimistiche (della serie: l’erba del vicino non è sempre più verde, guardate l’Olanda, il Belgio, il Regno Unito); ma è anche vero che comunque la vogliamo vedere, la sensazione che il sistema istituzionale abbia una percezione distorta e superficiale del nostro settore, è chiara e palese. E fa male. Intanto, non si può far altro che prendere atto dell’annuncio sconfortante di Nameless, stringere i denti, esprimere solidarietà e sperare che al più presto potremo tornare, davvero, a muoverci e vivere sereni.

Per la cronaca, tutti i biglietti di Nameless Music Festival acquistati saranno automaticamente validi per l’edizione 2022.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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