Domenica 13 Giugno 2021
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Nasce Albo Dj, per un censimento e un nuovo status giuridico per i dj

L’associazione A-DJ, presieduta dall’avvocata romana Deborah De Angelis. lancia una campagna per regolarizzare il settore dei dj

Quella del Primo Maggio scorso è stata una data molto animata e anche simbolica. Si è celebrata la Festa dei Lavoratori ed è stato lanciato Albo Dj, il nuovo portale nazionale per un censimento dei disc jockey che vivono e operano in Italia. A supporto dell’iniziativa ci sono A-DJ, SILS (Sindacato italiano dei lavoratori dello spettacolo), AID (Associazione Italiana Dee Jay) e CFC (Club Festival Commission).

Per studiare, analizzare e comprendere i numeri reali di un comparto il più delle volte incompreso dalle istituzioni, è stata studiata ad hoc un’operazione mirata. La promotrice del censimento e del nuovo marchio di Albo Dj è l’avvocato Deborah De Angelis, presidente di A-DJ (e collaboratrice di DJ Mag Italia), una delle associazioni che negli anni più si è battuta in difesa della categoria (tra le numerose battaglie, quella di voler rimuovere l’obbligo di pagamento del compenso per copia-lavoro).

 

L’inquadramento giuridico dei dj attraverso la costituzione di un registro nazionale presso il Ministero del Lavoro è un passaggio obbligato. Un’azione che l’intero segmento richiede da anni per un fatto di professionalità, di competenze e di innovazione. Così, A-DJ, SILS e AID hanno deciso di unire forze e competenze per dare finalmente ordine a un settore strategico per la socializzazione e la creatività, facendone emergere le potenzialità, intraprendendo un dialogo costruttivo, efficace e dignitoso con le istituzioni.

Remando tutti nella stessa direzione, si viaggia verso la creazione di un registro professionale con l’intenzione di monitorare e comprendere una scena in continua evoluzione. Trasformiamo un momento di crisi in un’occasione da non perdere, spiega Deborah De Angelis. “Il primo passo è raggiungere l’obiettivo è il censimento nazionale dei dj. Contarci per contare, è questo il nostro motto”. Compilando il form online, si partecipa alla raccolta delle informazioni necessarie per il censimento.

L’avvocato Deborah De Angelis, presidente di A-DJ

“Si tratta di un’idea nel cassetto dal 2008, anno in cui nacque A-DJ. Nel tempo aveva trovato poca aderenza da parte della categoria. Poi, la pandemia ci ha dato la spinta a concretizzare il progetto”, prosegue la De Angelis. “Voglio premettere che stiamo facendo un percorso a tappe partendo, appunto, da un censimento. Ci serve per avere una panoramica su coloro che esercitano una professione artistica. Entrerà successivamente in scena un registro pubblico il Ministero del Lavoro”.

I criteri per l’iscrizione al registro costituendo sono pubblicati nella pagina registro del sito www.albodj.it. “Abbiamo già scritto un disegno di legge, che è oggi valutato dalle istituzioni. Il numero dei censiti aumenta di giorno in giorno. Oggi, con l’Europa che ci dà sempre più stimoli per la creazione dei registri, siamo arrivati a questo”.

Le cariche di Albo Dj arriveranno solo in un imminente futuro. “Attualmente, un dj non arriva a una media di 120 giornate lavorative. Si tratta di una professione davvero atipica e non paragonabile ad altre, ecco perché abbiamo bisogno di più confronti e del supporto fondamentale di associazioni e sindacati come SILS, AID e CFC”, conclude la De Angelis.

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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