Giovedì 24 Ottobre 2019
Interviste

Naten, il futuro è passato di qui

Anche se alcune sue uscite potrebbero farlo sembrare, non si tratta di un musicista in smoking e papillon alle prese con banjo o clarinetto, ma di un talento già scovato da Spinnin’ e Wolv, la cui musica si distingue sempre, grazie ad un sound particolare e unico. Naten è un ventenne olandese e produce un’elettronica frizzante capace di generare un’onda che investe letteralmente d’energia l’ascoltatore. Un’originalità di suoni e idee che si mostra forte e chiara in tracce come “2077“, “Numb“, “Automaton“; è la caratteristica che spicca maggiormente nelle sue produzioni, e di rimando uno dei requisiti minimi che lo ha reso visibile agli occhi di grandi come Hardwell, Danny Howard, Chuckie, Afrojack e soprattutto Dyro. Allora, per la sua serie “retrofuturistica”, ecco servito un nuovo capitolo, “NYE 2099“, seguito ideale di “2077” che ripesca da un passato lontanissimo, riportando al presente e al futuro un suono con un marchio stampato in maiuscolo: Naten.

Anche se sei molto giovane il tuo sound dimostra molta tecnica ed esperienza. Le tue prime uscite poi sono targate Spinnin’ e questo, pur non avendoti proiettato verso il mainstream degli alti livelli, è un ottimo segno. Da dove è nata la tua passione per la musica e come si è evoluta verso l’elettronica?

Credo di aver iniziato a fare musica quando avevo sei anni o giù di lì. Ho imparato a suonare diversi strumenti, ma non ho mai seguito corsi o cose del genere. Invece per l’elettronica ecco, è il fattore Olanda. Qui la musica dance è sempre stata grande ed io fin da subito volevo essere come Tiesto e gli altri grandi.

In alcune tue produzioni c’è una fusione tra la tua impronta che si sente già nei tuoi primi lavori e lo swing degli anni 20/30. Oltre che essere un qualcosa di molto particolare è davvero una combinazione che fai funzionare bene, come sei arrivato a questo tipo di idea?

Ho sempre amato il vecchio swing e da molto tempo questa idea mi girava per la testa. Poi nel 2014 ho scoperto i Caravan Palace che sono praticamente le guide di questo genere completamente nuovo che è l’electro swing. Da quel momento ho iniziato a pensarci seriamente e visto che l’house e lo swing sono entrambi generi molto influenzati dal basso mi è saltato subito agli occhi come trovare la combinazione perfetta. Però ecco, in realtà queste cose swing sono un po’ un progetto a parte, anche se le adoro e la gente le ama, non tutti i dj le reputano funzionali per i dancefloor e questo significa che dovrò ovviamente fare cose un po’ diverse per WOLV. Ma comunque il ritmo per me resta davvero importante e questo si sentirà sempre nelle mie produzioni.

Tu sei olandese e sappiamo bene quanti grandi nomi dell’EDM siano tuoi connazionali. Trovi che questo sia positivo o qualche volta ti sei sentito in difficoltà ad emergere con il tuo suono? Non è più difficile distinguersi quando sai che l’attenzione generale è puntata su personaggi come Hardwell, Afrojack o Nicky Romero?

Non credo, perchè qui in Olanda l’industria dance è molto grande e sviluppata ed è più semplice essere notati. Ci sono grandi agenzie, editori ed etichette e in più c’è sempre molto interesse per i nuovi talenti olandesi. Questa è la ragione per cui in Olanda ci sono più talenti emergenti rispetto agli altri paesi.

Parliamo delle tue influenze. Chi sono i tuoi riferimenti ?

La maggior parte delle influenze viene da Dyro, soprattutto a partire dal 2013. Prima e ancora oggi la musica di Wolfgang Gartner resta una enorme ispirazione per me.

Tornando al discorso di prima, è palese come a volte un grande nome possa aiutare e semplificare tutto quel processo che porta le persone ad interessarsi a te e alla tua musica. Nel tuo caso, come hai conosciuto Dyro è come è nato il rapporto che professionalmente vi lega?

Dopo la mia uscita Spinnin’ con i Bisbetic “F22 Raptor” gli ho mandato un messaggio e proprio prima di Tomorrowland 2013 mi ha risposto dicendo che gli era piaciuta molto. Non sapeva che fossi olandese, ma quasi subito mi rivelò della sua idea di creare una label e mi disse che dovevo farne parte. L’ho incontrato di persona all’Ade di quell’anno insieme ai ragazzi di Revealed e da quel momento in poi ho capito che stavo andando nel verso giusto. Poter contare sull’opinione di Dyro e quindi su WOLV è qualcosa che mi consente di pensare al futuro come una continua sfida: ho scelto di cercare di superare qualsiasi barriera con la mia musica originale.

La coppia produttore-dj è stata sostituita negli anni da una figura nuova che si occupa di entrambe le cose e qualche volta anche di altro. Piano piano ci fai conoscere sempre più delle tue produzioni, ma per quanto riguarda il djing?

Al momento non suono affatto, l’ultima volta è stata due anni fa. Il fatto è che non ne vale ancora la pena e penso sia inutile suonare in un piccolo cafè per quasi niente. Suonare verrà da sè, più la mia musica migliora e più persone saranno interessate ad ingaggiarmi. Saper suonare la propria musica di fronte alle persone è straordinario, ma mi concentro molto più sulla produzione..un po’ come Deadmau5.

Concludiamo facendo un po’ di nomi. Il dj che merita il primo posto nella DJ Mag top 100 di quest’anno, l’emergente che ci sorprenderà nei prossimi mesi, l’artista undergound più svitato che ti piace e la collaborazione che sogni di poter realizzare.

Per il numero uno penso sia arrivato il momento di Martin Garrix, mentre per un giovane emergente direi Hasse de Moor. Sta crescendo molto in fretta e di recente ha anche suonato in un party di Diplo: è l’artista underground più pazzo che conosca!

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Marco Cucinotta
Innamorato del suono che irrompe squarciando la mediocrità, sono sensibile al cielo quando incontra le stelle e nutro la mia fede nell'avvenire lasciando che siano le sensazioni a parlare di verità.

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