Mercoledì 21 Agosto 2019
Festival

Neversea è diventato grande

Palchi lungo la spiaggia, sabbia nelle infradito, super personaggi come Gianluca Vacchi (che si racconta in esclusiva per noi), Ofenbach e Jassie J che coinvolgono un pubblico numerosissimo. Dopo l'Untold, la Romania non è mai stata così dance.

Se Salvatore Ganacci mixa un evergreen heavy metal del posto come ‘Aşa Sunt Zilele Mele’ di Adrian Minune alle hit mondiali e se KSHMR fa appello alla commedia di Nicolae Furdui Iancu ‘Noi Suntem Români’ (“Siamo Rumeni”) comprimendola ai groove fotonici della big room, significa una cosa. Significa che ancora una volta local e global si sono accorpati consolidando un termine: glocal. In sintesi, la scena: dj e cantanti che vanno e vengono a bordo di elicotteri brandizzati, van dai vetri oscurati, jet privati, in un contesto fatto di spiaggia, mare, food truck di natura (inter)nazional popolare, stage di svariate dimensioni, bandiere rossogialloblu sventolanti, dalle consolle spesso e volentieri il piccolo tributo alla nazione che ospita, come un ringraziamento, un pensiero.

La Romania accoglie a braccia aperte una folla davvero cosmopolita e una miriade di addetti ai lavori. La città di Costanza è diventata non solo porto di Mar (Nero) ma anche incubatore di idee e aggregatore di anime per quattro giorni filati, durante i quali è stata festa continua, colorata, animata, sonorizzata al top, organizzata nei minimi dettagli. Pazienza se lo stage, il suono e la promo stampa sono stati curati da una mega azienda olandese, tutto il resto è sudore e mezzi autoctoni.

 

Dal 4 al 7 luglio è stato un party infinito, lo sa bene anche Gianluca Vacchi che, seduto su un divanetto del Villaggio degli Artisti, proprio alle spalle del palco principale, racconta in esclusiva per DJ Mag Italia la sua esperienza. “È sempre un piacere venire qui in Romania, ho suonato già a Costanza presso un beach club e poi a Bucarest, poi ora il Neversea, è sempre una bella cosa, un grande pubblico, caloroso, che senti vicino”. Vacchi è in formissima, prima e dopo il suo set. Canotta pre concerto prima della prestazione, una camicia bianca quando lo incontriamo nuovamente nel privé curato dalla discoteca Fratelli, che qui è un po’ come il Billionaire. “Questa è gente che vuole divertirsi, che ama la spensieratezza, il vivere con gioia e questo lo si avverte anche quando sei a decine di metri di distanza, in consolle, circondato dal led e fumo”, spiega il dj, al lavoro in queste ultime settimane per una fatica discografica insieme a MC Fioti.

“Di base, non ho una regola per produrre né per i live: avere uno stile è non avere una regola, oggi”, prosegue Vacchi. Il capitolo haters è ormai chiuso. “Capisco che ci sia una piccola ritrosia nel vedere delle figure nuove nell’ambiente, poi però bisogna valutare i risultati e capire se le cose siano state fatte seriamente”. Vacchi ha cambiato un po’ la faccia di Ibiza, con la sua residenza, ora ha dato una spinta al Neversea con la sua forza da influencer. Ma gli organizzatori tengono a precisare che non lo hanno chiamato per questo. E ora? Vacchi punta al mondo, partendo “dalla Villa delle Rose” (dove ha da poco suonato) e passando per i Balcani. Dalle piccole discoteche ai grandi appuntamenti: C’è uno studio che dimostra che se sei forte in un club, poi rendi meglio nei festival. Ora ho date fino a novembre, per sette mesi sarò in Europa e il resto dell’anno negli Usa. La mia curiosità per questo settore è sempre viva e questo è positivo”. Così, alla domanda sulla possibilità di diventare anche un guru della produzione e aprire un proprio studio di registrazione nella sua mastodontica villa, taglia corto con un “non lo escludo”.

Mar Nero, Romania, Costanza, una cittadina che non ha nulla da invidiare a località balneari come Rimini o Riccione, in fatto di ricezione turistica, servizi, attrezzature e offerte. A nord c’è al spiaggia di Mamaia, costellata di discoteche e disco bar, localini alla moda e il mitico e pluri citato Fratelli, un po’ il riferimento per quanto riguarda la nightlife modaiola. A sud, la spiaggia di Neversea, che dà il nome al festival. Era stato preannunciato come uno degli appuntamenti europei più bollenti per la musica dance elettronica e non ha deluso le aspettative. EDM a go go, big room e progressive, electro, future e bass house come se avesse piovuto, un tornado di ritmi spezzati e sincopati e una massiccia dose di “commerciale”, quella da classifica, anni Novanta e Duemila, nel suo stage per amanti del genere nostalgico e radiofonico, che va dalla Macarena al tormentone locale sino agli Snap! e i J Balvin.

 

I rumeni non hanno badato a spese, hanno investito e molto dalla sicurezza all’arredo, dalla promozione più tradizionale alla line-up più trasversale che ha infiammato il mainstage ma anche in quella dei dislocamenti secondari come The Ark, Daydreaming e Oasis, palchi più o meno grandi occupati da cantanti, band e dj internazionali. Sembra che i 300 mila abitanti della città che ospita il Neversa siano tutti qui, in spiaggia, a fare la fila ai food truck, alle toilette, all’ingresso dei privé. Intanto, Black Coffee, Bob Moses, Guy Gerber e Oliver Koletzki, ma anche Nero e Valentino Khan, Andy C, Sub Focus e Rudimental, sino ad Afrojack, Jessie J, Dubfire, ATB, Steve Aoki (nel pieno del suo trionfo), Sean Paul e Alesso, hanno spinto il carro del suono sino all’impossibile. Con l’eccezione di DJ Snake che ha tirato il pacco non solo qui ma anche in altri tre mega eventi in zona balcanica.

 

Così, l’evento di quest’anno è riuscito a superare tutte le aspettative e le edizioni precedenti. Un totale di 240 mila persone hanno goduto di 70 ore di superlativi show. Il picco nell’affluenza si è registrato la domenica con 60mila persone. Fan della musica elettronica sono arrivati da Regno Unito, Germania, Bulgaria, Francia e Italia. Novanta artisti provenienti da tutto il mondo si sono abilmente aggiunti alla sessantina di nazionali. Sono tre milioni le persone che si sono collegate al live streaming delle varie esibizioni tramite Facebook e YouTube, portando il festival ad un pubblico infinito. Il flusso di bit confluisce con quello del sangue donato dai giovani rumeni, cosa che ha permesso loro tra l’altro di godere di sconti sul biglietto di ingresso: 1900 persone hanno donato 840 litri di sangue alla stazione mobile. Neversea ha in qualche modo aiutato oltre 6000 pazienti. Della serie: fai del bene che poi ti torna e balli anche gratis.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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