Sabato 23 Ottobre 2021
Costume e Società

NFT: Calvin Harris, 3lau, Steve Aoki, deadmau5, Aphex Twin. Tutti a bordo della rivoluzione

È partita la corsa all'oro dei Non Fungible Token, certificati digitali che attraverso l'utilizzo della tecnologia blockchain si fanno largo nel clubbing e nella discografia. E portano una boccata d’aria fresca e stimoli a tutto il comparto

Mentre SIAE e Algorand annunciano la creazione di una piattaforma open basata su tecnologia blockchain che permetterà di gestire in maniera trasparente i diritti, di settimana in settimana le creazioni vendute via NFT crescono e a dismisura: 4 milioni in un lasso di tempo di sette giorni. I token non fungibili irrompono nell’industria dei festival e in quella discografica. Un nuovo orizzonte si apre davanti ad artisti e produttori. L’esteso settore dell’intrattenimento ne sta uscendo già rinvigorito, dopo troppi mesi bui.

Sono in molti a sostenere che gli NFT sono una bolla, una moda passeggera ma questi sono gli stessi che storcevano il naso davanti ai primi social e al digitale. Ci sono una miriade di questioni legali che circondano il copyright e la proprietà intellettuale, inutile negarlo. Opere copiate e poi usate e vendute via NFT saranno così chiarite, discusse e risolte in modo rapido e indolore; ci porteranno su strade nuove che non abbiamo ancora del tutto tracciato sino a oggi.

Restano ovviamente diverse domande. Stiamo parlando di un contratto vincolante? Quali sono i diritti che vengono ceduti durante la transazione? Dove si comprano? Secondo Wired, la vendita di un’opera di crypto-art consuma la stessa quantità di energia utilizzata da un’attività commerciale in due anni: ne vale la pena?

3lau sta sbancando attraverso l’NFT

 

Dopo le preannunciate gocce di Elon Musk, c’era d’aspettarselo, prima è arrivata la pioggia con deadmau5, Carl Cox, Aphex Twin, Grimes, 3Lau (che ha guadagnato 11,3 milioni da un’asta) e Jacques Greene, e poi il diluvio universale con un’esponenziale coda che vuole dire la sua, mentre un Calvin Harris in versione ecologista lancia una collezione NFT composta da cinque brani musicali inediti e cinque pezzi di arte digitale associati dell’artista visivo Emil Nava.

Una galleria, questa brandizzata come ‘TECNHOFISH’, uscita a fine marzo da Nifty Gateway (di proprietà di Winklevoss). “Sto lavorando come consulente per la società Aerial e una parte dei proventi sarà destinata a progetti di conservazione forestale di alta qualità verificati dalla American Carbon Registry e a supporto di tecnologie emergenti come Charm Industrial, che cattura il carbonio dai rifiuti di biomassa e lo immagazzina permanentemente nel sottosuolo”, rivela Harris.

Intanto, anche un’etichetta come la Monstercat ha evidenziato come l’NFT possa diventare nuova fonte di guadagno per gli artisti e per tutta l’industria musicale. La label, nei primi due minuti di vendita di una raccolta composta da videoclip animati con sottofondo musicale creato ad hoc, sempre via Nifty Gateway, ha generato 180mila dollari grazie anche alla collaborazione con l’artista australiano Giant Swan, noto per il suo strabiliante uso della tecnologia VR, e il produttore di platino Varien, responsabile della traccia ‘The Crown’.

Il visionario Don Diablo nel contempo è pronto a lasciare il segno dal versante delle criptocreazioni con la presentazione della sua opera rivoluzionaria dedicata alla genesi della stessa NFT. L’olandese ha formato un ibrido tra un modello dell’arte criptato e fisico e la vendita di pura arte digitale accompagnata da tracce inedite e un pezzo (fisico, reale) unico. Il primo gettone avvierà una catena di montaggio digitale attraverso uno strumento che ricorda un po’ le cartucce dei videogiochi degli anni ’80.

 

Citato poco sopra, Jacques Greene è un produttore di elettronica underground e ha recentemente venduto i diritti del suo nuovo singolo, ‘Promise’, e l’animazione che lo accompagna, per circa 20mila dollari (la traccia può ancora essere comprata o ascoltata in streaming). 3Lau (in alto, nella foto) in un solo colpo ha venduto all’asta ben 33 NFT, tra cui un disco in vinile in edizione speciale, delle tracce inedite e una canzone personalizzata. Bene, quest’ultima è stata venduta per 3.666.666 dollari (…).

Lo scorso dicembre deadmau5 ha venduto 6.000 oggetti da collezione via NFT per un valore complessivo di 96.940 dollari. Grimes ha messo all’asta dieci NFT per 6 milioni di dollari. Andiamo avanti? Richie Hawtin ha allestitio una serie di aste intorno alle foto originali della sua Roland TB-303, la collezione Dream Catcher di Steve Aoki è stata venduta per 4,25 milioni di dollari; Aphex Twin ha venduto una clip AV con Weirdcore per poco più di 128.000 dollari. Se da un grande potere derivano grandi responsabilità, come recita Spider-Man, allora solo da una grande fan base derivano grandi risultati. E quindi un forziere pieno di denaro.

Il logo di NFT

 

Gli NFT possono essere utilizzati per far crescere comunità, fan base appunto, e potrebbero davvero rivoluzionare l’industria musicale restituendo potere agli artisti stessi, introducendo nuovi flussi di entrate e garantendo retribuzioni dirette saltando a pie’ pari gli intermediari. Perché non è possibile copiare, condividere, scaricare e ricaricare gratuitamente tutti i file digitali? Questo è probabilmente il più grande gap, il salto mentale necessario per comprendere il valore aggiunto dell’universo NFT. Parola d’ordine: esclusività. La blockchain può rendere ogni contenuto di poco valore o prezioso e traccia l’autore a cui riconosce la paternità dell’opera (cosa che non fanno i social network).

Se non si ha già un pubblico affezionato, è dura vedere ritorni significativi. Gli artisti ai margini hanno sempre un vantaggio invidiabile rispetto alla concorrenza che vive nei bassifondi dell’underground. Mai giudicare poi gli NFT solo sul risultato dell’esito delle aste: significherebbe sottostimarne il potenziale. Un NFT è solo un tipo di file, come un mp3 o un elemento html: viene utilizzato in infiniti modi. E un domani giocheranno probabilmente un ruolo nella costruzione di innovativi sistemi economici per nuovi e vecchi gruppi di artisti intenzionati a sperimentare modi diversi di raccogliere fondi e condividere beni con gli altri.

 

Spotify ha già iniziato intanto la sua esplorazione nella galassia blockchain con l’acquisizione di Mediachain Labs nel 2017, una startup che stava lavorando per sfruttare la suddetta tecnologia per risolvere e snellire i problemi di attribuzione dei diritti. Da poco, la società di pagamenti Square Inc di Jack Dorsey (il fondatore di Twitter) ha acquisito il servizio di streaming TIDAL. Tra l’altro, i servizi di streaming basati sulla blockchain esistono da tempo e tra i più promettenti c’è Audius, dietro al quale c’è il CEO di Beatport Robb McDaniels, il co-fondatore di Twitch Justin Kan e l’ex manager di Avicii Ash Pournouri (tra i consulenti della piattaforma figurano deadmau5, Rezz e RAC).

Anche Don Diablo nel mondo NFT

 

La tecnologia blockchain potrebbe essere utilizzata per memorizzare le informazioni sui contratti e salvare i dati sensibili relativi alla carriera di un artista e di un contenuto. Potrebbe consentire all’industria musicale di operare con maggiore trasparenza. L’italiano Federico Luyo, quotato da diversi anni tra i primi 50 artisti afro house e soulful house per Traxsource, vende il suo ‘Ishtar’ in 8 copie via NFT. “Attraverso la mia etichetta Double Cheese Records mi occupo di tutto il processo produttivo musicale, dalla scrittura, alla post produzione, alla distribuzione, alla contabilità. Bene, questa posizione privilegiata mi permette di avere una idea piuttosto chiara di come si sviluppa tutta la filiera produttiva. Sono sempre stato appassionato di tecnologia e di cripto valute e appena ho scoperto il mondo dei NFT ne ho subito colto la potenzialità che potesse avere nel settore discografico”.

Nell’NFT si può offrire quello che l’mp3 non ha mai permesso: la scarsa reperibilità. “La garanzia che in circolazione ci siano poche copie di quell’oggetto ne garantisce immediatamente un valore più alto”, prosegue Federico Luyo. “Che è il motivo per cui i collezionisti sono disposti a pagare migliaia di euro per un vinile raro. Il paradosso è che ora la cosa sia applicabile al mondo digitale. Le implicazioni sono tante. La distribuzione diretta da parte dell’artista renderà nel tempo obsoleto il concetto di etichetta discografica, che potrà magari reinventarsi come agenzia di marketing. Il 100 per cento delle vendite va all’artista. Il sistema di vendita permette di mettere la traccia all’asta anziché pre-determinarne un valore. L’artista invece può ricevere una percentuale sulle vendite secondarie”.

Untold presenta l’ingresso nel mondo NFT

 

Grazie all’NFT e la tecnologia blockchain gli organizzatori di eventi inoltre potranno, insieme agli artisti e ai loro manager, di stabilire regole specifiche per i biglietti, inclusi i prezzi, i requisiti di età per l’acquisto, il numero di volte in cui possono essere rivenduti e a quale costo. Lo sanno quelli del festival rumeno Untold, il primo evento al mondo a sposare la politica NFT. Gli organizzatori si stanno preparando a lanciare il loro primo NFT. I frequentatori dell’appuntamento e i fan della musica dance avranno la possibilità di diventare i proprietari di alcuni momenti memorabili e di una collezione unica NFT, che saranno messi in vendita sul più grande mercato di collezionismo digitale al mondo, OpenSea.

Intanto, Zedd ha rivelato il progetto legato agli ultimi due pezzi della sua raccolta di 6 parti intitolata ‘ANTIPODE’ insieme a fvckrender e Gabe Damast: tutto sarà disponibile come NFT tramite Nifty Gateway.

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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