Domenica 29 Novembre 2020
Interviste

Nicky Romero, il team, le scuole e l’amore per la fotografia

 

“L’obiettivo principale è suonare quello che mi va senza compromessi”: Nick Rotteveel, noto ai più come Nicky Romero, nato il 6 gennaio dell’89 nella piccola città di Amerongen, in Olanda, oggi vive a Veenendaal, un comune della provincia di Utrecht. Nicky è uno che ha le idee chiare in testa. Nato suonando R&B si è poi focalizzato sul suono più dance ed è approdato a etichette come Spinnin’, Fly Eye, Toolroom e Flamingo. E a tante serate in giro per il mondo, in consolel nei club più importanti del pianeta. Fino ad arrivare, un paio di settimana fa al Number One, in provincia di Brescia. In questa occasione il dj olandese ha subito svelato il nome del suo attuale collega preferito.

 

Chi è che davvero bisogna tenere d’occhio tra i numerosi artisti e produttori in hype?

I nomi sono tanti ma se devo farne uno allora faccio quello di un mio amico: Martin Garrix. È il suo momento e col trascorrere degli anni farà sempre meglio.

 

Il tuo ultimo singolo, invece, ‘Crossroads’, come è nato?

Tutto è partito da una mia base e dall’idea dei Navarra, che erano nel mirino mio e del mio team da tanto tempo. Così siamo entrati in contatto. Li abbiamo portati in studio e quello che sentite ora è il risultato finale. Siamo davvero soddisfatti delle reazioni ottenute sino a oggi. I Navarra sono delle nuove stelle della musica olandese e provengono dalla scuola di produzione Herman Brood Academie, la stessa che ha cresciuto gente come Martin Garrix e Julian Jordan. Alcuni della nostra squadra, la Protocol, arrivano da lì.

 

 

 

 

I giovani dj e produttori, necessitano di scuole?

Dipende il loro obiettivo. Il risultato invece dipende dagli insegnanti e dal programma che queste offrono. Se si ha una grande passione per la musica ma non si hanno le idee chiare, le accademie, gli istituti possono fare molto.

 

Parli spesso del tuo team, ne sei davvero tanto orgoglioso?

Certamente. Sono fortunato ad avere una squadra così impressionante intorno a me. Senza questa sicuramente non sarei dove sono oggi.

 

 

 

 

Da dove nasce il tuo forte interesse nei confronti della disco, che si avverte nelle tue ultima uscite?

Sono sempre stato influenzato da diversi generi, soprattutto di recente. Nel mio singolo ‘Future Funk’ si possono sicuramente avvertire alcune vibrazioni disco. Mi piace la sperimentazione e unire suoni vintage a suoni più attuali. Il mio stile è un… mix di stili. Dire EDM sarebbe troppo generico: sono invece concentrato nel coinvolgere musicisti e integrare i loro strumenti in ogni pubblicazione e questo per dare più profondità e personalità nelle mie produzioni. Io suono il pianoforte, la batteria e la chitarra però voglio anche altri professionisti nei miei progetti.

 

Sempre più persone abbracciano la dance. Perché?

È aumentata la sua popolarità e quindi è diventata pop. I musicisti sono sempre alla ricerca di nuove sonorità per i loro lavori e i dj a loro volta necessitano di featuring. Lo scambio è continuo e dà i suoi frutti da anni.

 

Hai qualche hobby?

No, però in realtà ho appena comprato una macchina fotografica professionale e voglio cimentarmi seriamente nella fotografia. Ho creato un sito e un account Instagram appositamente per le mie foto.

 

 

Siamo nell’era della promozione intensa, asfissiante. Come si fa a promuovere una buona produzione musicale, oggi?

Posso dire quando è ben riuscita: ovvero quando i fan la amano, la cantano e la supportano. Questa è davvero la migliore promozione che si possa ottenere, quella dei fan, perché solo loro sanno diffondere la parola nel mondo. Sono assolutamente d’accordo, l’industria della musica è cambiata e spingere una traccia oggi è la priorità. In Protocol lavoriamo sempre duramente con i nostri editori e promoter per arrivare a ottenere ottimi risultati: i media coinvolti sono tanti e servono per ampliare la cassa di risonanza e quando dico media dico non solo giornali, radio e tivù ma anche canali come Spotify o feedback dei miei colleghi dj.

 

Che cos’è NOMOBO?

È una mia idea, nata in concomitanza con The Flying Dutch, per far vivere ad amici stretti e parenti un’atmosfera unica che solo una grande festa ti può dare nel nostro paese. Ho suonato in questo contesto per ben tre volte diverse in altrettante città. Io ai party arrivo in volo, a bordo di un elicottero. È molto divertente.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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