Domenica 15 Dicembre 2019
News, Recensioni

La Ninna Nanna di Lucy e Ben Klock

Quando nel 1914 il giornalista, scrittore e poeta romanesco Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, meglio noto come Trilussa, compose la “Ninna Nanna della guerra”, nessuno avrebbe mai e poi mai potuto immaginare l’uso che di quel brano dal forte contenuto culturale e morale sarebbe stato fatto nel 2015. “War lullaby”, ninna nanna della guerra appunto, è il titolo dell’ultima uscita Stroboscopic Artefacts firmata da Ben Klock, di ritorno nelle vesti di producer dopo oltre un anno di assenza (eccezion fatta il remix di “Are you there” per Josh Wink editato nel 2014), e Lucy, label owner di Stroboscopic e fiore all’occhiello di casa nostra (milanese di nascita, berlinese d’adozione) che ha fatto fortuna (tanta) all’estero, come spesso accade. L’Ep consta di quattro tracce, due a fare da intro e outro, Bliss e Ghost Lovestory, e due pezzi di singolare ricercatezza artistica. In “War lullaby” un vocal spettrale recita la poesia di Trilussa su base thrilling, il climax della traccia si assesta su un binario di viva tensione. Il messaggio della “lullaby”, originariamente concepita per raccontare le brutture della prima guerra mondiale ed esorcizzare possibili ricadute del genere umano, fornisce un input di profonda inquietudine.

“Santeria” è una traccia pulsante, dal synth articolato, al punto da sembrare un racconto. Sfugge alla metrica ordinaria di un brano techno, si arricchisce progressivamente di particolari sonori accarezzando l’udito fino a congedarlo con una carezza tribale. Chapeau per Lucy e Klock!

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