Sabato 21 Settembre 2019
Speciali

Quello che non ci ha detto Alex Trecarichi dei Reset!

Ha lavorato sul suono di Dolcenera, Max Pezzali e Fedez. Altro bolle in pentola? Lo abbiamo incontrato in questi giorni sulle pagine di DJ Mag Italia. Alex Trecarichi dei Reset! ci dà una dritta in fase di produzione, come possiamo capire dal video.

“Ho prodotto l’album dei The Kolors, una band di Napoli che ha un suono tra Chromeo, Soulwax con un falvour anni 80.. È un prodotto interessante. E poi a breve uscirà ‘Future Madness’, il nuovo album di Reset! con la bellezza di 17 tracce, in italiano e in inglese”.

Quando hai conosciuto Pezzali e Pierpa?

“Era il 2003, la BMG mi aveva incaricato di mixare in surround tre dvd per Dalla, Carboni e D’Alessio. Lavorai fianco a fianco con Marco Guarnerio, l’allora produttore di Max Pezzali. Finito il lavoro per la BMG, Marco mi chiese di registrare l’album di Pezzali. Pierpa è da sempre il suo manager, ci conoscemmo lì. In quegli anni ero impegnato con Elio e Le Storie Tese nella realizzazione del CD Brulè, di cui avevo sviluppato tutto l’aspetto tecnico. Finito il tour di Elio, mixai l’album “elettronico” di Syria (Ayris) e Pierpa mi chiese subito dopo di registrare e mixare il nuovo album di Pezzali. Contemporaneamente, nel 2007 è nato Reset! e nel 2010 ho iniziato per qualche mese a fare il dj alle nostre serate. L’approccio con la gente, dalla consolle, cambia, soprattutto per uno che sta sempre chiuso in studio. Vivi il momento più di quando sei tra quattro mura, ma tra impegni di studio nel pop, produzioni di eventi e mille altre cose non potevo dedicare il tempo necessario all’attività da dj. Sono un precisino e per fare le cose come vorrei sarebbe necessario un sacco di tempo a disposizione, e alla fine ho capito che il mio vero posto è lo studio”.

Come sei arrivato alla SAE?

“Ho solo preso la porta sul retro. Suonavo in una band di rock alternativo, ma dei miei compagni ero l’unico che voleva davvero fare della musica una professione. Poco dopo essermi diplomato alla SAE, trovai lavoro come assistente nello studio del produttore di Elio e Le Storie Tese e qualche mese poco dopo uscì la prima versione Reason. Fu una piccola rivoluzione. Passai dal rock alla musica elettronica, misi su una band con cui improvvisavamo su dei loop, suonando dal vivo con un batterista che, facendo il fabbro, aveva modificato una vecchia batteria segando dei tom e adattando i cerchi per usarla come trigger drum”.

Se dovessi scegliere un dj italiano e uno straniero da produrre o con cui produrre un pezzo, chi sceglieresti?

“Come italiano Stefano Fontana. A me il suo ultimo l’album piace e mi piace il suo approccio alla musica. Tra gli stranieri il genio è Pharrel. Non ti tiro neanche fuori un nome di quella che oggi definiscono EDM: in fondo non ci trovo questa innovazione, mi ricorda un sacco la dance degli anni ’90”.

In studio mixi tutte la produzioni Reset!?

“Mi occupo di tutta la parte tecnica, missaggio e mastering e idee folli. Qualche mese fa ho messo in piedi un dj set in surround con visual in 3D, mi piace cimentarmi in idee strane. Nelle produzioni io sono sul gusto più electro e disco. Mace è più sull’ hip-hop e ultimamente sulla trap; infine, c’è Zizzed, che è ha una formazione più da musicista: gli assoli di synth e buona parte delle melodie alla fine arrivano da lui. Ma abbiamo tutti una matrice comune nel funk”.

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