Domenica 18 Agosto 2019
News, Recensioni

Nonkeen: Il ritorno di Nils Frahm

A volte accade che un artista debba abbandonare un progetto per mancanza di ispirazione, motivi economici o semplicemente per imprevedibili contingenze esterne. Questo è il caso della curiosa storia dei Nonkeen, ensemble nata a fine anni ’80 da un’idea di Nils Frahm, Frederic Gmeiner e Sebastian Singwald. I tre, accomunati da gusti comuni in materia musicale, si conosco ai tempi delle scuole medie ed iniziano da subito a comporre materiale a cavallo tra folk e ambient, cercando nella contaminazione di genere la loro personalissima chiave di lettura e di espressione. Nel 1997 un incidente sfortunato nel corso di una loro esibizione li spinge ad accantonare il progetto assecondando nuove e più personali ispirazioni.

Passano così molti anni e Frahm diventa un artista riconosciuto internazionalmente, un nome che spesso mette d’accordo pubblico e critica, dote rara in tempi dove a tutti è concesso urlare la propria opinione attraverso il distorto megafono dei social network. Così Singwald riapre le porte del proprio studio ed accoglie il figliol prodigo e l’amico Gmeiner riesumando il materiale prodotto più di vent’anni prima. I tre ora hanno talento e mezzi sufficienti per poter rimodellare come creta quelle vecchie demo e “The Gamble”, primo lavoro ufficiale del trio riunito, vede la luce nel febbraio di quest’anno. A questo punto della storia sarebbe lecito aspettarsi che i tre, soddisfatti di aver chiuso un capitolo importante della loro vita, tornino alle rispettive occupazioni. Pochi giorni fa invece R&S Records, label di riferimento per qualità e costanza, pubblica “Oddments Of The Gamble”, secondo lavoro in studio dei Nonkeen.

Il viaggio lisergico di Frahm e soci continua attraverso paesaggi indefiniti e sospesi nel tempo. Gli ingredienti sono molti ma ben abbinati, dalle suggestioni introspettive dei Pink Floyd passando per le armonie di Ray Manzarek. Dato il contesto in cui “Oddments Of The Gamble” è stato prodotto non ci troviamo di fronte ad una rivoluzione che farà gridare i più al miracolo, sicuramente però i Nonkeen ci hanno portato in un bel viaggio in cui basta chiudere gli occhi per immergersi in luoghi ed atmosfere dove sarà piacevole perdersi.

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