• GIOVEDì 26 MAGGIO 2022
Costume e Società

Abbiamo visto Off The Record, il documentario su Laurent Garnier. Ecco 5 buone ragioni per non perderlo

Il film arriva nella sale italiane il 10, 11 e 12 gennaio 2022, con tantissimi ospiti illustri e una narrazione unica sulla storia della club culture

Giovedì 9 dicembre siamo stati invitati alla proiezione, in anteprima per la stampa, di Off The Record, documentario sulla vita e sulla carriera del leggendario dj e producer francese Laurent Garnier. 90 minuti di film in cui Garnier – una carriera iniziata nel 1987 all’Haçienda di Manchester, uno dei club più iconici e seminali di sempre, e proseguita con un successo planetario che dura da 35 anni – e il regista Gabin Rivoire utilizzano la prospettiva in prima persona dell’artista per gettare una luce narrativamente ampia e avvincente sulla club culture nel suo senso più profondo e, perché no, politico (termine che ricorre spesso durante il film).

Off The Record, realizzato attraverso una campagna di crowdfunding su Kickstarter, arriverà nei cinema italiani il 10, 11 e 12 gennaio 2022 distribuito da Wanted Films.

Ecco cinque ragioni per cui vale la pena di andare al cinema a vederlo. Le leggete dopo il trailer.

 

1. Non è il classico documentario autoreferenziale e celebrativo
Certo, Garnier è il protagonista del film, ma con grande classe si fa anche e soprattutto “tramite”, diventando il mezzo attraverso cui viene raccontata una scena e una cultura, quella dei club, della techno, della house, dagli anni ’80 ad oggi, nella sua accezione migliore

2. La club culture è narrata con il suo peso specifico
Né mistificata con pedante retorica, né spettacolarizzata come troppo spesso accade in tempi recenti. Qui si parla del ruolo aggregativo, socializzante, politico della musica da ballo e dei club come luoghi di incontro non convenzionali. Con ironia, senso del divertimento ma anche con la consapevoleza del proprio ruolo nello scenario sociale

3. Racconta la vita e la carriera dell’artista in modo dettagliato
Con grande cura, ricerca di materiale video e fotografico di repertorio, senza fermarsi alla superficie di ciò che è noto ma parlando anche dei retroscena più curiosi: la famiglia, gli esordi, il lavoro all’ambasciata, il mestiere di cameriere

4. La galleria degli ospiti coinvolti è di altissimo livello
Richie Hawtin, Jeff Mills, Derrick May, DJ Pierre, Miss Kittin, Peggy Gou sono solo una piccola parte dei personaggi intervistati. E i meno noti (agenti, manager, promoter) sono ancora più interessanti

5. Laurent Garnier
I racconti, ma soprattutto l’attitudine del protagonista di Off The Record valgono da sole la visione del film. Sembra scontato da dire, ma non lo è. In un mondo sempre più egocentrico ed egoriferito, in cui chiunque si parla addosso senza ombre di auto-critica e dipingendo una versione pubblica di sé da leader di qualche repubblica delle banane, Garnier – che avrebbe pure tutte le ragioni per auto-celebrarsi, carriera alla mano – ne esce con una signorilità unica: parla di tutti, racconta pro e contro delle varie epoche che ha vissuto, dei pregi e dei difetti di essere un superstar dj, tenendo sempre al centro della narrazione l’amore per la musica e per la consolle, e ancor di più una dignità rara e una considerazione altissime per il mestiere del dj. Un gigante.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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