Martedì 21 Maggio 2019
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Ones to Watch 2019: Prima parte

L'Italia nel 2019 promette benissimo. I nomi da tenere d'occhio sono tutti giovanissimi e dimostrano di non aver nulla da invidiare all'estero. Ecco una prima serie di nomi

Sarà un anno speciale. Sì, lo abbiamo già detto. Quel che ci mancava da ipotizzare sono i nomi che cavalcheranno il rinascimento musicale del 2019, sia in Italia che all’estero. Sfida dell’anno: la giovane scena elettronica italiana deve affermarsi nel dance pop. E anche questo lo abbiamo spiegato. La techno sappiamo farla, eccome. I nostri nomi (soprattutto all’estero) sono rispettatissimi e lo zoccolo italiano nelle grandi line up dei festival che spaziano tra techno, house e derivati è certamente durissimo. Dall’altro lato, a rigor di hype e classifiche, il 2018 è stato l’anno dell’isterica esplosione del fenomeno della trap italiana. E anche qui stiamo dimostrando – insieme a Francia e Inghilterra – di aver talenti da vendere. Sfera Ebbasta è l’artista più ascoltato su Spotify in Italia; Charlie Charles, Sick Luke, Boss Doms e compagnia hanno messo la firma sui maggiori successi dell’anno; Achille Lauro è il nome più pronunciato nel web dopo l’ultima edizione del festival di Sanremo. Nel nostro primo approfondimento sugli ones to watch – ovvero “quelli da tenere d’occhio” nell’anno da poco iniziato – non potevano non esserci più di un nome della famiglia trap. Ma parliamo anche di techno. Spoiler: c’è tanta Roma. 

Foto: Antonio Cavalieri
Sxrrxwland 

I Sxrrxwland (pronunciato Sorrowland) sono un collettivo artistico formato da Giovanni Vipra, Osore e Gino Tremila. Il sound di questo particolarissimo trio, che abbiamo scoperto quasi per caso nel web e che non abbiamo più smesso di seguire, si colora di una serie di background creativi che ne costituiscono la forza: c’è il graphic design, il fashion design, l’illustrazione, la fotografia, l’ingegneria del suono. Il risultato è musica che non vuole definizioni (qualcuno ha provato a metterla nel calderone della emo trap ma non ce la sentiamo), ma sicuramente dai connotati distopici, acidi, schizofrenici. E ovviamente elettronici. Il trio è di casa Asian Fake – una delle realtà italiane più avanguardiste degli ultimi anni – e con appena due anni di musica  Giovanni, Osore e Gino hanno già ampiamente attirato l’attenzione. Segnaliamo ‘Cassandra’, la loro ultima collaborazione con Frenetik&Orange e ‘Facebook’, datata 2018 e parte dell’album ‘Buone Maniere Per Giovani Predatori’. 

Adiel

Chi frequenta la scena clubbing romana – in particolare le feste della crew del Goa Club – il nome di Adiel lo sente da diverse anni e ha avuto infinite occasioni per vederla esibirsi in console. E noi l’abbiamo vista crescere, dj set dopo dj set, e oggi possiamo affermare che Alessia di Livio sia uno dei volti da tenere a mente per quanto riguarda ciò che accadrà nel 2019. Un paio di anni fa Adiel fondava Danza Tribale, la sua personale label in cui si può sperimentare al meglio il personalissimo sound che questa ragazza è riuscita a cucirsi addosso, e un assaggio lo si può avere anche attraverso i suoi ultimi due EP, ‘Ritmo’ e ‘Tokyo’ – entrambi distribuiti su Danza Tribale – ma soprattutto con ‘Cavallina’, l’EP realizzato con Donato Dozzy, ufficialmente disponibile dall’11 febbraio 2019. Forte anche di una serie di date internazionali di rilievo – Berghain a Capodanno, tanto per riassumerle in una – sembra proprio che per Adiel stia iniziando un anno di svolta fondamentale. 

Nayt

Un altro nome romano assolutamente da segnalare. Nayt è uno dei nomi emergenti del panorama rap più interessanti in questo preciso momento. In un periodo storico in cui il mondo hip hop è dominato dalla trap e dal suo minimalismo concettuale (e tecnico, perchè la forza della trap è sicuramente nell’attitude), Nayt dimostra che si può ancora far parlare di sé nella scena di primo piano senza sacrificare un flow da favola e una serie di contenuti che vomitati sul microfono da un classe ’94 fanno brillare gli occhi. A fianco del suo fedele beatmaker 3D, William Mezzanotte si sta facendo rapidamente strada a colpi di featuring interessanti – vedi Gemitaiz, Madman e Tha Supreme – e numeri grossi negli stream: per esempio ‘Gli Occhi Della Tigre’, il suo singolo di punta uscito nel 2018, ha superato gli undici milioni di ascolti su Spotify. “Tutti quanti seguitemi” dice Nayt in ‘Animal’, il suo ultimo capitolo musicale, distribuito via VNT1 Records dal 25 gennaio e già con oltre un milione di stream. Va bene, ti seguiamo. Soprattutto quest’anno.

ARTBAT

Gli ARTBAT sono i portabandiera della scena techno ucraina. La grande capacità di Artur e Batish – questi i nomi di battesimo – è quella di saper offrire un suono che può adattarsi perfettamente a tutti i tipi di dancefloor, conquistando gli insider del settore tanto quanto chi è abituato ad amare la techno senza scavare troppo a fondo; non a caso i lavori degli ARTBAT vengono continuamente proposti in console da nomi come Richie Hawtin, Solomun, Maceo Plex e tanti altri, in contesti che spaziano dai festival ai club più intimi. Nel 2018 hanno avuto occasione di esibirsi in lungo e in largo, dal Circoloco di Ibiza al party Dyinamic in Svizzera e ancora Israele, Australia, USA, Sudafrica e altro ancora. Per quanto riguarda le loro release, l’ultimo EP ‘Upperground‘ (uscito su Dyinamic e realizzato con Dino Lenny) è sorprendente: ‘Atlas’, parte della raccolta, è uno dei dischi più interessanti di questa stagione invernale. Altro EP degno di menzione è ‘Planeta’, uscito nel 2018, sempre in casa Dyinamic. La label di Solomun da anni sta dimostrando di saperci vedere lungo in quanto a stelle nascenti. 

Tutti Fenomeni 

C’è chi lo ha definito il “Franco Battiato della trap italiana”, per noi è il miglior esponente di un sottogenere musicale che internazionalmente viene definito “lol trap” ma che, in questo caso, di “lol” ha una leggera sfumatura. Per lol trap si intende una composizione tipicamente trap che non si prende sul serio, ovvero che fa dell’autoironia un elemento portante del messaggio dell’artista. Tra le varie voci che compongono questo coro in Italia, spicca Tutti Fenomeni. L’artista romano si sta facendo strada nel web – soprattutto su Youtube – dimostrando un interessante charme e un’identità artistica del tutto originale nella scena italiana, attirando quasi da subito la nostra attenzione. Le scelte lessicali e l’immaginario ricostruito nei pezzi sono il perfetto equilibrio tra provocazione irriverente e critica sociale, con una giusta dose di eclettismo che ci piace da matti. Il pezzo ‘Modigliani Ultras’ è un ottimo esempio. 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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