Martedì 15 Giugno 2021
Clubbing

Il caso inglese: gli eventi open air saranno una soluzione?

Abbandonato lo smarrimento iniziale, si percepiscono i primi segnali di una reazione alla pandemia. I tempi purtroppo non sono uniformi tra le varie nazioni e c'è chi sembra essere in netto vantaggio nel processo di ripartenza

In queste ore stiamo assistendo a scambi più o meno accesi attorno all’evento tenutosi a Barcellona con circa 5.000 persone presenti. Un esperimento – ricordiamolo e sottolineiamolo: un esperimento – che è il seguito ideale di altri eventi di questo tipo che si sono tenuti anche in altri stati, tra cui citiamo l’Olanda che ne ha sottolineato la valenza scientifica e l’utilità sociale. In questo momento però la strategia vaccinale migliore pare essere quella inglese, un paradosso se pensiamo all’opinione comune sugli inglese e sul Regno Unito a seguito del referendum sulla Brexit e soprattutto del modo spregiudicato in cui il premier britannico Johnson ha gestito le fasi iniziale della pandemia. Se nel caso del vaccino la spinta è venuta dall’alto, con istituzioni che hanno compiuto scelte difficili tra cui la scommessa sulla singola somministrazione, ora anche i promoter sembrano intenzionati a voler intervenire su quelle dinamiche che possono realmente influenzare per poter tornare a lavorare regolarmente.

 

Una forma mentis interessante che cerca di intervenire su tutte quelle variabili che possono rendere più facile prevenire i problemi invece di doverli regolarmente affrontare o, come in questo caso, subire. Così compaiono i primi nuovi club “post pandemia”, rispettivamente a Londra e a Manchester, frutto di gruppi imprenditoriali diversi, che hanno avuto la medesima intuizione in questo momento storico. Entrambe le realtà infatti saranno open air di ampie dimensioni, per facilitare la gestione e la dispersione del pubblico. Nella capitale sarà lo Ernie’s Yard, spazio polifunzionale di oltre 1.000 metri quadri, che ospiterà tra gli altri i party di Secretsundaze. A Manchester toccherà invece allo Square One, nuovo spazio open air che sarà inaugurato il 26 giugno.

 

Guardiamo con grande interesse a ciò che sta avvenendo in Inghilterra, con particolare attenzione ad eventi come la riapertura del celebre Fabric. Una maratona di 42 ore che inizierà il 21 giugno e che sarà un test importante per comprendere come anche altri club possano riprendere la loro attività. Ma mentre attendiamo c’è già chi cerca di prevedere quali scelte e quali strumenti ci serviranno per i next step della sfida che tutti stiamo vivendo, e forse è questo il punto da cui dovremmo trarre vera ispirazione.

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