Venerdì 04 Dicembre 2020
Costume e Società

‘Larry’s Garage’ è la storia di Larry Levan e del Paradise Garage

Il video scovato su YouTube è stato registrato a New York nel 1989 e ha dato vita a un vero docufilm. E ora che ha conquistato l’Amsterdam Dance Event si appresta a diventare culto nel mondo.

Nel luglio del 2015, mentre navigava in rete, Corrado Rizza ha trovato quello che considerava un video straordinario su YouTube. Pubblicata da Hiroyuki Kajino, un dj giapponese attivo negli anni ’80, un’intervista inedita con il famoso dj Larry Levan del Paradise Garage di New York.

Il Paradise Garage è stato aperto nel 1977 ed era un club leggendario in cui Larry Levan ha mostrato il suo genio creativo per dieci anni. Era così creativo che ha trasformato il suo club in un tempio della musica. Larry è morto prematuramente nel 1992, all’età di 38 anni.

Larry’s Garage from Ramp Production on Vimeo.

Il video trovato su YouTube da Rizza è stato registrato presso il Choice a New York nell’89. Era una discoteca creata da Richard Vasquez e Joey Llanos dopo la chiusura del Garage, all’interno della discoteca Loft precedentemente di proprietà di David Mancuso. L’intervista di Larry, oggi, dopo quasi 30 anni, è ancora straordinaria e moderna. Dopo quella incredibile scoperta, Rizza si è messo in contatto con il dj giapponese chiedendogli i diritti in esclusiva per produrre e dirigere il lungometraggio.

Prodotto con Claudio Napoli (produttore e direzione artistica) e Massimo Mascolo (produttore e montatore), colleghi che si sono trasferiti a New York, e con l’apporto di Domenico Scuteri (musica originale) e Crescenzo Mazza (montatore online), Rizza per quattro anni ha lavorato per ricostruire la storia di Larry e la storia del Paradise Garage attraverso filmati originali e d’archivio. Un vero lavoro certosino e infinito, ‘Larry’s Garage’. L’obiettivo principale era quello di capire cosa rappresentasse Levan per molte persone e per l’intera club culture.

Molte persone tra New York, Los Angeles, Londra, Roma e Miami si sono dimostrate disposte a condividere esperienze e ricordi su Larry e sull’iconica discoteca. Rizza ha recuperato interviste con Arthur Baker, Prince Thomas, Boy George, Danny Krivit, David Mancuso, David Morales, François Kevorkian, Frankie Knuckles, Justin Berkmann, Keith Haring, Kenny Carpentier, Lenny Fontana, “Little” Louie Vega, Nicky Siano, Paul Oakenfold, ovviamente Larry Levan e tantissimi altri.

 

Il Paradise Garage in una immagine tratta dal docufilm ‘Larry’s Garage’

 

 

Corrado, cosa è successo da quando il docufilm è uscito a oggi?
Il documentario è uscito solo su Vimeo nel dicembre del 2019, in attesa di trovare una distribuzione mondiale tipo Netflix. L’idea di fare un documentario che parlasse di Larry Levan e del suo Paradise Garage è nata casualmente. Larry nell’intervista diceva cose molto interessanti e lungimiranti e così, insieme a Napoli e Mascolo, che di cinema ne hanno fatto tanto, in veste di registi e producer, abbiamo deciso di realizzare il docufilm.

Come sei arrivato a presentarlo all’ultima edizione dell’Amsterdam Dance Event?
Lo abbiamo presentato allo staff dell’ADE che ha capito subito che si trattava di un documento eccezionale anche per la rarità dell’intervista, forse l’unica in circolazione, al grande Larry Levan; si è pensato così di proiettarlo subito durante la versione digitale del festival olandese. Purtroppo, a causa della pandemia, siamo andati solo online. Tuttavia, devo dire che è stato uno degli eventi più seguiti della manifestazione.

Scriverai mai un foto book di questa storia?
Mi piacerebbe. Scrivere un libro su questa storia necessiterebbe però di un importante volume di materiale fotografico e quello ha disposizione è veramente poco: al Garage non si poteva entrare con una macchina fotografica. E poi molti dei protagonisti sono stati veramente difficile da intervistare. Però una mezza idea ce l’ho, sfruttando il lavoro già fatto, che devo dire è stato moto simile a una vera investigazione nel passato e nella vita di Larry.

Cosa hai ancora nel cassetto?
Ho pronto da molto tempo un docufilm che parla della storia della scena clubbing di Roma, la mia città. L’avevo iniziato a produrre 10 anni fa con Marco Trani e mi piacerebbe ultimarlo e portarlo sugli schermi. Ho sempre qualche idea editoriale che vorrei realizzare nel cassetto.

 

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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