Martedì 07 Luglio 2020
Interviste

Maurizio Pasca (SILB): pronti a scendere in piazza

Il Sindacato dei Locali da Ballo, il suo protocollo per riaprire e le sue proposte al Governo. Pronto a scendere in piazza se il settore sarà ancora ignorato  

A causa della pandemia, a fine febbraio le discoteche sono state le prime attività a chiudere, ed è assai probabile che saranno le ultime a riaprire. Nel frattempo il Governo non ha ancora mosso un dito per il settore, così come certe uscite “istituzionali” sul mondo dell’arte e della cultura, ma anche dell’intrattenimento, sono sembrate nella migliore delle ipotesi piuttosto demagogiche. E i video nelle piazze di questo fine settimana – tra assembramenti, risse e traffico bloccato sino alle 4 di mattina – non sembrano indicare che ci si stia incamminando sulla strada giusta. Ne abbiamo parlato con Maurizio Pasca, il Presidente del SILB, il Sindacato Italiano dei Locali da Ballo, che associa oltre il 90% delle imprese del comparto censite dalle Camere di Commercio. Un’attività che coinvolge 2.500 imprenditori, 50mila dipendenti, 40mila collaboratori e alimenta un giro d’affari annuale pari a circa 4 miliardi di euro.

Tutta colpa della movida?
Tutta colpa della movida incontrollata! Le discoteche sono state le prime a chiudere, mostrando da subito un grande senso di responsabilità. Lo stesso senso di responsabilità che siamo pronti a mostrare quando riapriremo, nel pieno rispetto delle leggi e delle regole. O vogliamo che gli assembramenti si svolgano in strutture abusive e non autorizzate – per non dir di peggio – con tutti i rischi del caso? Noi siamo un’altra cosa. Riapriremo soltanto quando sarà possibile e lecito. Non facciamo confusione: non possiamo essere oggetto di attacchi indiscriminati e demagogici che accorpano realtà simmetriche nel concetto alquanto astratto di movida. Vedere le piazze aperte e le discoteche chiuse mi fa davvero incazzare. È un palese controsenso!

Impossibile pensare di tenere giovani e meno giovani chiusi in casa ancora per molto tempo, così come stabilire una sorta di coprifuoco – si è visto nei giorni scorsi – ottiene l’effetto opposto. Le discoteche italiane come si immaginano la loro riapertura?
Le discoteche sono gli unici locali che hanno una capienza fissata da un organo pubblico, le Commissioni di Vigilanza prefettizie o comunali. Una capienza determinata da un affollamento massimo di poco superiore a una persona al metro quadro; un dato che fa capire come la distanza di sicurezza sia ampiamente garantita. Per questo motivo abbiamo redatto un protocollo per la prevenzione del Covid-19 nelle imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo a tutela dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori, un protocollo comprensivo di un allegato tecnico-scientifico di approfondimento sul virus Covid-19 causa della pandemia in corso, elaborato con la supervisione di un esperto infettivologo dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

 

Il Governo non ha ancora non ha mosso un dito per l’intrattenimento serale e notturno, oppure qualcosa si sta muovendo?
Abbiamo presentato alle istituzioni una serie di proposte di natura fiscale, così come ci siamo resi disponibili per un tavolo tecnico che unisca politica e professionisti del settore. Tra le misure sollecitate, l’estensione del credito d’imposta, della cassa integrazione in deroga e il ripristino dei voucher cartacei. Fatti, non parole lanciate al vento sui social come tutti sono capaci di fare, lamentandosi ma senza proporre niente di concreto. Il nostro settore significa occupazione, indotto e cultura: non dimentichiamocelo mai!

In questo periodo molti addetti ai lavori si stanno dando da fare con associazioni, chat, gruppi social. Ogni voce in questo momento va ascoltata.
Assolutamente d’accordo, mi piace definire queste realtà veri e propri comitati d’opinione. Il Silb ascolta tutti, io in prima persona partecipo se posso a chat e a call su zoom, spesso scontrandomi ma ancor più spesso trovando un punto d’incontro con gli interlocutori: preferisco una critica sincera ad un complimento falso. Chiaro che poi serve chi sappia fare una sintesi di tutto quanto e sia legittimato a rapportarsi con le istituzioni: sento parlare di federazioni e associazioni pronte e nascere. Ben vengano, se sapranno inquadrarsi da un punto di vista legale e giuridico; il SILB sarà sempre pronto a collaborare con chiunque sia in grado di dire la sua e a fare una sintesi dei loro contributi: il nostro sindacato esiste da 60 anni e mai come in questa fase deve essere in prima linea.

Secondo lei i locali hanno avuto modo di ripensare il proprio futuro in questi mesi di stop?
Deve tornare il concetto di club, che prescinda dal guest in quanto tale, dove si va perché piace il locale, non il dj di turno. All’estero mi prendono sempre in giro, persino ad Ibiza ci accusano di aver fatto lievitare i cachet dei deejay come nessun’altra nazione al mondo: gli addetti ai lavori italiani hanno alimentato una corsa al rialzo invece di fare cartello e calmierare i prezzi. Una gara dove domina il tutti contro tutti, dove alla fine vincono soltanto le agenzie di booking, per le quali temo che la festa sia finita, se non per sempre, almeno per parecchio tempo. Inoltre mi piacerebbe che i locali trovassero modo di essere aperti più sere a settimana, in modo da spalmare i costi di gestione. Senza voler apparire come un nostalgico a tutti i costi, mi domando come mai negli anni Novanta e ad inizio millennio avevano le discoteche migliori del mondo e invece adesso non più. Per tutto questo, servono ovviamente normative meno penalizzanti e investimenti importanti.


Come e quando si ripartirà?

Noi vogliamo aprire a luglio. Se non si vietano gli assembramenti o non si attuano misure efficaci per il distanziamento tra persone, non ha senso tenere chiuse le discoteche.

E se questo non accadesse?
Ci faremo sentire in tutti i modi possibili: se ci sarà da andare a manifestare a Roma, ci andremo. Siamo pronti a scendere in piazza, proprio in questi giorni stiamo attendendo le autorizzazioni del caso per un sit-in, che coinciderà con un nostro Consiglio Direttivo all’aperto. Sempre nel rispetto delle regole, perché il SILB è composto da imprenditori e da professionisti, e come tali sempre ci comportiamo e ci comporteremo.

 

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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