Sabato 07 Dicembre 2019
Interviste

Per Cosmic Gate un tour, un album e la trappola dell’EDM

 

Il settimo album dei Cosmic Gate uscirà venerdì 20 gennaio e si intitola ‘Materia’. I fan del duo tedesco sono in visibilio, così come tutta la comunità legata al mondo della musica trance. Nic Chagall e DJ Bossi sono pronti a riabbracciare tutta la fan base grazie a una lunga tournée che inizialmente prenderà il via dagli Stati Uniti. Non prima, tuttavia, di averci raccontato alcuni dettagli sul loro ultimo lavoro.

 

 

Un album, per un artista, è un passo importante: con quali propositi nasce ‘Materia’?
Possiamo semplicemente dire che era tempo per mettere un nuovo sigillo alla nostra discografia e produrre un nuovo lavoro. Quando sei impegnato a suonare in giro per il mondo ti rendi conto che il tuo cervello è pronto a scrivere e comporre nuova musica. Abbiamo iniziato a produrre dei primi demo per cantanti e cantautori, sviluppato collaborazioni; dopo tutto questo è stato naturale fare una cosa tutta nostra. E siamo così partiti dal titolo, inizialmente provvisorio e in latino: ‘Materia’. Un album, questo, con una sostanza fisica, pronto a riunire tutto ciò che rappresentiamo.

Siete partiti dal presupposto di fare qualcosa di puramente trance o in generale di elettronica, priva di schemi?
È un po’ difficile da spiegare il nostro processo produttivo, che a volte nasce da pura composizione musicale, a volte da beat ascoltati in giro. Sicuro è l’imprinting trance. Per noi la trance è molto più di un genere, a volte è un mezzo e non un fine, intendiamo la trance come una sensazione musicale ma anche un stile di vita, e notiamo spesso che essa mette dei limiti al pensiero delle persone. Partiamo sempre dalla melodia e poi i avviciniamo al concetto di club, anche in fase di produzione. ‘Materia’ in questo caso è trance progressive che dialoga con il concetto di musica elettronica. La sua classificazione è secondaria.

L’attuale singolo, ‘Fall Into You’, è la vostra terza collaborazione con JES. Cosa trovate di così tanto speciale nelle sue canzoni e nella sua voce?
JES per noi è semplicemente una delle cantanti di maggior talento in circolazione da molti anni, il suo stile è unico, la sua voce, il suo timbro speciali. Non solo: il suo modo di scrivere è così riconoscibile, personale, che restiamo sempre impressionati quando ascoltiamo le sue idee. JES capisce perfettamente ciò che noi avvertiamo e cerchiamo in fase di produzione e così, naturalmente, aggiunge la sua parte, il suo intervento, con estrema naturalezza. È un piacere e un onore per noi lavorare con lei.

 

 

Dopo ‘Event Horizon’, e appositamente per il nuovo album, avete prodotto un nuovo brano con Ferry Corsten: ‘Dynamic’. Perché avete aspettato tanti anni per riaccendere questa collaborazione?
A volte non è facile organizzare le produzioni a più mani: occorrono tante email, tante chat e il pezzo giusto per il team giusto. Con Ferry abbiamo iniziato il lavoro abbastanza velocemente. Dopo aver pubblicato ‘Event Horizon’ sull’etichetta di Ferry, la Flashover, gli abbiamo chiesto se non fosse il caso di fare qualcosa per ‘Materia’ e per la nostra, di label, la WYM Records. Ferry ha così accettato. Non vediamo l’ora per uscire anche con questo singolo congiunto, perché è uno dei nostri brani preferiti contenuti nell’album e le reazioni nei club, quando lo suoniamo, sono incredibili.

 

 

Come avete selezionato i restanti collaboratori di ‘Materia’?
Per Ilan Bluestone è stato semplice, siamo stati in tour con lui spesso ed è nata una vera amicizia. Ma c’è anche gente con cui vorremmo semplicemente fare qualcosa di più, come Alastor, dj e produttore di Los Angeles, semplicemente un musicista dotato di immenso talento, ed è per questo che siamo molto contenti di una traccia come ‘Fight The Feeling’. Inoltre, abbiamo avuto il piacere lavorare per la prima volta con Julie Thompson e Tim White.

Ma è possibile che viviate di soli pane e trance? Non avete un genere musicale a cui siete interessati, oltre alla trance?
Sicuramente la techno e la deep house: sono generi che ascoltiamo con attenzione o che balliamo quando stiamo con gli amici, se c’è tempo.

Quindi, alla fine, non vi scollate dalla progressive trance?
Questo è un termine che la maggior parte delle persone, che non sono realmente conoscitrici della scena, molto probabilmente non capiscono. Per questo motivo chiediamo solo alle persone di ascoltare le nostre produzioni senza preconcetti. Alla fine, lo sappiamo, ci chiedono: ‘Forte, ma questa è trance?’. Per noi, amanti del mondo trance, è un pugno allo stomaco. Ma in fondo noi siamo i Cosmic Gate e pensiamo che il nostro stile possa andare oltre a un genere: ci distinguiamo da tanti altri proprio per la nostra visione sonora.

 

 

Perché avete diviso l’album in due uscite separate?
Avevamo messo insieme troppo materiale: metterlo tutto su un solo album sarebbe stato impossibile. Non volevamo escludere alcune tracce e così è nata l’idea di suddividerlo in due capitoli. Il mercato musicale si muove così velocemente, che uscire con due capitoli ci darà più tempo per pubblicare svariati singoli: 18 nuovi brani significano molto, vuol dire che se non li curi con attenzione rischi di bruciarli.

Dove vivete ora e perché?
Viviamo a Las Vegas e New York. Sono due città diverse e complementari, come noi del resto: grandi hub per il nostro lavoro e i nostri spettacoli. Sono luoghi di puro divertimento e stimolanti.

Siete tornati in Back Hole Recordings con questo album. Cosa vi ha portato a lasciare Armada?
Black Hole è una famiglia e Cosmic Gate anche: insieme, siamo un’immensa famiglia, che ha le stesse idee quando si tratta di creare e diffondere musica. Abbiamo il pieno sostegno in tutto ciò che facciamo, da parte di Black Hole, e questo è molto importante noi. La totale libertà artistica e il supporto per le nostre idee sono ingredienti fondamentali per la buona riuscita di un progetto musicale.

 

 

Chi o cosa vi influenza di più oggi nel mondo del clubbing?
Come detto, ascoltiamo molta techno. Non solo: seguiamo Eric Prydz e la sua Pryda, poi Stefan Bodzin, Maceo Plex.

Quindi, niente EDM big room per voi?
Per essere onesti, non produciamo big room o suoni da main stage perché riteniamo che il mondo EDM, inteso come quello dei festival, dei grandi appuntamenti, sia più una trappola che altro, almeno per noi. Quel suono non ci tocca personalmente, lo troviamo poco entusiasmante. A un sacco di gente piace. A noi no.

Intanto la trance fatica a conquistare spazi proprio nel mondo dei festival. Non è abbastanza crossover, secondo voi?
La musica si ripete perché spesso è ciclica: un giorno, siamo sicuri, la trance diventerà ancora più popolare, come durante la fine degli anni ’90. Non ci vorrà troppo tempo.

Qual è il prossimo Paese che salirà alla ribalta grazie alla dance?
La musica elettronica è già, ovunque, un fenomeno mondiale. In alcuni territori si fa maggiormente sentire. Asia e Cina in particolare sono mercati che hanno ancora un notevole potenziale di crescita. La Cina è così grande ed estesa, col suo miliardo di persone, che sarà divertente da vivere quando si tufferà totalmente e definitivamente a piene mani sul settore della musica elettronica.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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