Martedì 01 Dicembre 2020
Costume e Società

Perchè il video di Nek è lo spirito del tempo

Zeitgeist. Lo spirito del tempo. Un termine tedesco ormai sdoganato ai più, che indica quei fatti, quei personaggi o quelle situazioni capaci di incarnare lo spirito del proprio tempo, della contemporaneità. Curiosamente, è ciò che è accaduto e sta accadendo a Nek in questi giorni. Il cantante ha pubblicato un video rap dove se la prende con J Ax e Fedez, affermando che i due “fanno il rap per i bimbiminkia” mentre lui invece “è il rap italiano”. Poi parte una roba gangsta/pimp. Chiaramente è tutta una parodia: Nek – che non ha mai fatto rap in vita sua – è uno dei giudici di Amici su canale 5, insieme proprio a J Ax (ideatore, regista e montatore dello sketch). Nel video compaiono anche altri giudici dello show, Emma Marrone ed Elisa. Fedez c’è perchè lui e Ax sono ormai gemelli siamesi, più che partner musicali (e l’accoppiata funziona bene, il loro brano “Vorrei ma non posto” sta toccando cifre record su YouTube). Nel “brano”, Nek riprende alcuni titoli e frasi delle sue hit più famose buttandoli in chiave ironica: “lascia che io sia/il tuo brivido più grande/nelle mutande”, “conto sti soldi/finchè non torna Laura”, “tu vuoi sapere chi è il king/Sassuolo come Palm Springs”, “lambrusco e festiniiiii” (con un autotune degno di Drake). Mitologica questa: “se non mi conosci/chiedi a tua madre/perchè io ti conosco/sono tuo padre”. Un concentrato di spacconate degno del peggio pimp rap di Atlanta, o se vogliamo stare in Italia, di Migos o Club Dogo.

Che c’azzecca tutto questo con Nek?
Siamo abituati a sentirlo in smielate canzoni d’amore. Il gioco è questo: fare uno spot virale per il programma, a costo zero e con l’arma dell’autoironia a sfondare il web. Infatti, puntualmente, il video ha superato i 3 milioni di views in meno di 24 ore. J Ax è uno che ha capito come funziona il gioco, e in Fedez ha trovato il partner ideale: freschezza dei contenuti, leggerezza, frasi a effetto, hook viralissimi e qualche trovata pseudo-politica a dare quel tocco da ribelli che fa sempre la sua figura. Non a caso i due stanno sbancando i social e il web: Fedez è l’artista più seguito della sua generazione, Ax riesce a coinvolgere un pubblico costantemente giovane, un ricambio che forse solo Jovanotti ha in Italia in ambito mainstream. Nek, dopo l’involontario successo virale dello scorso anno, quando il suo brano sanremese ‘Fatti avanti amore’ arrangiato EDM diventò oggetto di meme e prese in giro (memorabile la finta line up del Tomorrowland con il cantante inserito sul mainstage), si è lasciato andare a qualosa di spiritoso e divertente, una parodia del rap, genere che si prende sempre troppo sul serio, tra machismo e “attitudine” ostentati con vigore.

Tutto bello, ma…
Ma se tutti hanno applaudito divertiti allo sketch, i fan (i puristi) dell’hip hop se ne sono risentiti. C’è chi si incazza perchè il rap non si tocca, e non ci si può improvvisare rapper, e chi denota una preoccupante deriva verso soluzioni facili: con un buon beat e un po’ di autotune tutti possono fare rap, non come una volta (quando si usavano campioni tagliati male e i flow erano talvolta discutibili). Una frangia di persone per cui l’hip hop dovrebbe probabilmente essere confinato in un eterno 1992 delle posse, o qualcosa di simile. Peccato che i tempi siano cambiati, e parecchio: negli USA i personaggi più credibili della scena non esitano a mettersi in gioco. The Roots sono la band che accompagna Jimmy Fallon nelle sue parodie in TV (The Roots, non Vanilla Ice); Snoop ha prestato ‘Drop it like it’s hot’ per uno spot delle merendine, e fa featuring con chiunque. Ariana Grande ha preso in giro Tidal e mezza black culture in uno sketch che è già leggenda al SNL. Se invece Nek fa una cosa simile in Italia, è scandalo. Ma proprio per questo Nek e J Ax hanno capito lo zeitgesit, scattando un’istantanea perfetta, anzi un selfie perfetto, e i fan del rap sono rimasti, per continuare il paragone, a scattare con la macchina con il treppiede e la lastra d’argento. Nek non è un rapper, non ha intenzione di fare rap o di “essere crediile” per la scena. Ha solo compiuto un’operazione pubblicitaria pazzesca, con leggerezza e goliardia, che fa tanti click e catalizza l’attenzione. Il resto è coda di paglia: pochi nella scena dance si incazzano per le parodie sulla Boiler Room, per i meme su Guetta, per i video “epic dj fails” o per quelli come “DJ Da Vinci”, una delle cose più divertenti viste sul web. Anzi, ben vengano. Se una cosa è imitata, parodizzata, messa in ridicolo, significa che è diventata parte dell’immaginario collettivo.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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