• SABATO 28 GENNAIO 2023
Interviste

Planet Funk, riunione di famiglia per singolo, album e tour

‘The World’s End’ è il ritorno di un vero collettivo internazionale. Marco Baroni, Alex Neri e Domenico Canu raccontano i retroscena dell'ultimo lavoro

Parlare con i Planet Funk, approfittando del loro ritorno sulla scena, dopo un lungo silenzio discografico, è un piacere. Perché fanno parte di quella schiera di artisti a cui non devi per forza strappare a fatica una dichiarazione. Quando parlano a ruota libera, al contrario di molti, ti danno titolo, spunti e idee dell’articolo. Involontariamente o no, sono un ensemble votato alla comunicazione. Fosse sempre così, i giornalisti non dovrebbero pensare altro che annotare e riportare, senza commentare e divagare.

Un esempio? Quando ti dicono che nella band “tutti suonano tutto”, quando ti emozionano ricordando la scomparsa e quel vuoto incolmabile lasciato da Sergio Della Monica in una triste domenica romana del 18 febbraio 2018. Oppure quando parlano di adunata o “riunione di famiglia”, perfetto per un titolo di apertura o magari di un album. Perché è dal 13 dicembre di quel maledetto anno che i Planet Funk non pubblicano qualcosa di nuovo. Poi a febbraio del 2020 una raccolta a celebrare i 20 anni di carriera, ‘20:20’.

 

Il percorso di quello che è uno dei gruppi da esportazione più eterogenei d’Italia non si ferma. Segna un solenne ritorno con un singolo nuovo ora (cantato da Alex Ulhmann), ‘The World’s End’, un album ad aprile (circa, forse prima o forse dopo) e una possibile tournée. “Ogni fine è solo l’inizio di qualcosa di nuovo. Tutto è possibile se ci lasciamo andare. Questo nuovo lavoro nasce sempre da una matrice dance, ma possiamo definirlo musicalmente innovativo, un album con forti connotati di indie electronic”, dichiara la band attraverso un comunicato stampa.

DJ Mag Italia è andato oltre. Ha chiamato Marco Baroni, Alex Neri e Domenico Canu, per gli amici GG. È Alex Neri il primo convocato a svelare qualche retroscena. Il singolo lo avevamo scritto cinque anni fa allo Strongroom Studio ancora quando c’era Sergio (Della Monica); poi sono nate e arrivate altre tracce, scritte da me, Marco (Baroni) e Gigi (Domenico Canu), da soli, durante il Covid mentre tutto era chiuso”.

Marco Baroni e Alex Neri in una immagine tratta da Facebook

L’album è pronto ma non ha ufficialmente un titolo, per ora, almeno nel momento in cui chiudiamo questo articolo. A supporto, faremo prima un party di presentazione e poi una tournée. L’intero lavoro è stato concepito in uno studio in Toscana, all’interno del quale abbiamo vissuto insieme un vero momento di ripresa. Le ispirazioni erano tante. Abbiamo cercato di essere il meno possibili condizionati da ciò che circondava e da ciò che avevamo già fatto. Volevamo evitare di ripeterci e di farci condizionare dal suono del passato”.

Album e singoli saranno marchiati dalla label del gruppo Wisemama. “Siamo distribuiti e supportati da Just Enterteinmen di Sergio Cerruti, un’etichetta indipendente che ci permette di essere liberi e che per questo ringraziamo. L’album è stato mixato da Vincenzo ‘Cenzo’ Capellini Townshend, mixing engineer che ha collaborato con i più grandi artisti del panorama internazionale, come Ed Sheeran, U2, 30 Seconds to Mars e molti altri ancora”.

Le immagini dello Strongroom Studio, struttura dove hanno lavorato i Planet Funk

Domenico “GG” Canu ricorda che sono trascorsi ormai cinque anni dall’ultimo inedito, ‘You Can Be’. “Questo è il primo singolo di un lungo viaggio. Siamo in un periodo musicale molto complicato. Siamo stati lontani dalla musica di moda e non abbiamo comunque abbandonato la scena mainstream. Oggi con Spotify è difficile trovare il tempo per approfondire e soffermarsi su un progetto. Ci proveremo. Pensiamo a questo punto di fare il nostro ignorando la grande onda del flusso. Fortunatamente, poi, contiamo sulla nostra fan base che è di carattere internazionale”.

Domenico “GG” Canu

Le voci di questo album sono storiche da una parte e sorprendenti dall’altro: “Dan Black, Alex Uhlmann e Sabina Margrit Sciubba, quest’ultima cantante delle Grammy Brazilian Girls, compositrice e attrice. Poi c’è la collaborazione con James Lavelle, che abbiamo fatto addirittura cantare. Speriamo di fare anche dei remix per la scena club”.

Per Marco Baroni è una bella emozione. “Anche se non siamo stati mai fermi. Sono anni che lavoravamo su tantissima musica. Lo scopo di fare questo mestiere è avere un feedback da parte del pubblico e ora eccoci qui, con la pubblicazione del primo singolo estratto dall’album. Siamo reduci da diverse fasi per la stesura di questo album. Abbiamo registrato diverse cose a Londra ma anche a Firenze. Questo album è il frutto di tanti passaggi”.

Planet Funk in uno scatto del 2017

Il capitolo live chiude il cerchio con quello discografico. “Abbiamo diversi vocalist per i nostri spettacoli dal vivo”, conclude Baroni. “Sul versante degli show ci sono sempre tantissime strade da poter percorrere. Dobbiamo comunque far contenti i nostri fan che, in presenza, hanno sempre il forte desiderio di vedere tutto il nostro collettivo sul palco”.

 

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.