Lunedì 14 Ottobre 2019
Clubbing

Un pomeriggio all’Ushuaïa con Axwell & Ingrosso

Il programma estivo dell’Ushuaia Hotel per la stagione 2016 è mastodontico, e i più accaniti fan dell’EDM – ma non solo – sicuramente se ne sono accorti. Tra l’ultima residency di Avicii – che vedrà il fischio finale dei suoi live il 28 agosto – quella di Martin Garrix – candidato più appetibile per il primo posto nella prossima Dj Mag Top 100 – e tutte le altre tra cui David Guetta, Hardwell, Jonas Blue e la mitica ‘Ants’, non può passare inosservato il party di Axwell & Ingrosso, al suo quarto anno sull’isola. Prendiamo in esame mercoledì 7 agosto, quando ai due svedesi si sono uniti Salvatore Ganacci e Ruby Rose nella magica cornice bianca all’ombra dell’Ushuaia Tower.
Opening act della giornata è Salvatore Ganacci, produttore svedese di casa Refune Recordings, che a parte qualche trazione su una sbarra adiacente alla console di spettacolare ha offerto ben poco. Per di più senza cuffia. Avrebbe fatto meglio a prepararsi più a dovere. Segue Ruby Rose, che in un’ora passa da una progressive house abbastanza interessante – alla Tom Staar, per intenderci – ad una sfilza di hit più che conosciute al pubblico. Brava ma non quanto bella. Parliamoci chiaro, dovessimo dare un voto ai due probabilmente non raggiungerebbero la sufficienza.
È limpido che aprire a due giganti come Axwell e Ingrosso sia un’arma a doppio taglio: da una parte si può godere di estrema visibilità, per l’hype dei nomi in questione e il prestigio dell’Ushuaia, da un’altra però non ci si può allontanare troppo dallo stile dei due, che negli ultimi due anni hanno sfornato un successo discografico dopo l’altro, e quindi il rischio di scadere nello scontato è altissimo. Però c’è modo e modo: sentire due volte di seguito ‘Satisfaction’ di Benny Benassi (ovviamente original mix), o Enrique Iglesias ficcato tra un brano progressive e qualche hit EDM del 2012, stona un bel po’ su un palco del calibro dell’Ushuaia, che è inutile enunciare quanti nomi eccellenti abbia ospitato nel suo dj booth.
La cosa più grave è che mercoledì scorso la delusione si è constata non solo sui volti degli intenditori, ma anche nel resto del pubblico, che possiamo assicurarvi non esplodeva d’entusiasmo; perlomeno fino a quando è comparso quel simbolo sui ledwall.
Verso le dieci e mezza è il turno dei due assi svedesi, e l’atmosfera si infiamma fin da subito con ‘Dream Bigger’, uno dei loro ultimi singoli, consueto brano d’apertura. La musica è cambiata. Un alternarsi di vecchie glorie, piccole citazioni di hit e tracce inedite, a cui si aggiungono gloriosamente gli inni firmati Swedish House Mafia; il tutto in una cornice pirotecnica che da sempre è uno dei punti di forza dell’albergo-club più famoso d’Europa. ‘Something New’, ‘This Time’, ‘On My Way’, ‘Barricade’, ‘Flags’. Tutte le munizioni sono state esplose, e il bersaglio è stato centrato.
Qualcosa che vi farà sorridere: una proposta di matrimonio che arriva direttamente in console da parte di “Pyro Pete”, parte dello staff dei due dai tempi degli Swedish House Mafia, per la sua ragazza sulle note di ‘Sun is Shining’, a pochi minuti dalla fine dell’esibizione di Axwell e Ingrosso (“chissà quanto avrà pagato”: commento del 90% degli spettatori che come me inizialmente non si era reso conto di chi fosse il personaggio in questione).
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Bravo Axwell a tenere la pista col microfono e col CDJ, bravo Ingrosso a fare il suo come sempre. 
I due svedesi hanno l’enorme merito di saper mantenere sempre alta la propria credibilità in un contesto che più pop di così non si può. Un ambiente saturo che in certi momenti ci sembra vicinissimo al collasso e in altri ci sembra più forte che mai, rimandando la chiusura dei giochi ad un futuro più prossimo.
A volte mi capita di paragonare l’industria mainstream attuale ad una nave da crociera: un’imbarcazione imponente nel mezzo di una tempesta, che balla paurosamente sulle onde anche per colpa dell’eccessivo carico di passeggeri che ospita. Meteore, promesse non mantenute, qualche certezza e qualche vecchia gloria: a bordo ci sono proprio tutti. Ecco, in una situazione del genere è difficile restare sempre in piedi, non cadere a terra neanche una volta, non farsi trascinare giù neanche per poco. Axwell e Ingrosso, in questo contesto, me li immagino così. Sempre in piedi, sempre a testa alta, anche nei momenti più pericolosi. Difficile uscire insoddisfatti da un loro show, ancor più arduo è unirli al fascio d’erba del resto dei nomi della scena.
Ieri è andato in onda un altro episodio, che ha visto i due affiancati da Lost Frequencies, Tom Staar e Kimotion, mentre mercoledì prossimo sarà il turno di Seeb e Sunnery James & Ryan Marciano. The show must go on. Ax e Sebastian sono ancora in piedi. 
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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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