Venerdì 22 Novembre 2019
Esclusiva

Parla la proprietà della Praja: “la sicurezza è la nostra priorità”

Francesco Susca, socio di maggioranza della Praja di Gallipoli, ci ha fornito le sue personali risposte alle dichirazioni dei giorni scorsi riguardo la sicurezza all'interno del locale

 

Qualche giorno fa hanno fatto scalpore le dichirazioni di Alessandro Toffi, ex socio della Praja di Gallipoli, uno dei club più noti del Salento e di tutta Italia. Toffi denunciava fatti molto gravi, riguardanti la mancanza di rispetto delle norme di sicurezza sulla capienza del locale. Un’uscita molto forte, rimbalzata su molti giornali, e che abbiamo ripreso anche noi per dovere di cronaca. Contestualmente, abbiamo pubblicato anche le dichiarazioni della proprietà del club, che smentivano tali affermazioni. Ma le notizie ci piace averle di prima mano, non per sentito dire, e ci auspicavamo un riscontro diretto da parte della Praja. Così siamo entrati in contatto con Francesco Susca, socio di maggioranza della società che gestisce la Praja, e gli abbiamo fatto alcune domnde per sapere la sua versione dei fatti, approfittandone per allargare il discorso sulla sicurezza in modo trasparente. L’argomento è molto importante, e poterne parlare con chi per lavoro se ne deve occupare ogni giorno è un’occasione di serio confronto. 

 

Un vostro ex-collaboratore ha rilasciato dichirazioni molto esplicite, con accuse tutt’altro che leggere sul rispetto delle norme di sicurezza alla Praja. Da parte vostra, avete diramato un comunicato di smentita. Ci spieghi come stanno davvero le cose? Perché un ex-socio si lascia andare a uscite così forti?
Il Sig. Toffi si è allontanato da quasi tre anni da qualsiasi ruolo gestionale in Praja, per cui ha informazioni sommarie e lontane dalla realtà delle cose. Di certo i motivi morali da lui addotti stranamente in quella denuncia a ridosso del periodo caldo dell’estate, vanno in netto contrasto con i suoi comportamenti, con le richieste economiche e le reali motivazioni che spingono una persona a venire meno al patto sociale, essenza di qualsiasi società, ma la procura a breve accerterà e indagherà su questo. La sicurezza delle persone era, è e sarà sempre una nostra priorità.

La Praja è uno dei club più noti del Salento e di tutta Italia. In estate specialmente, l’afflusso di pubblico è davvero notevole, vista la qualità della programmazione e la fama ormai internazionale del locale. Come si fa a controllare gli ingressi? Esistono dei sistemi con cui riuscite a prevenire eventuali sovraffollamenti? Vi avvalete di sistemi di prevendite?
Innanzitutto Praja è il locale con i prezzi di ingresso più alti del Salento e probabilmente dell’intera Puglia e forse d’Italia. Il sistema di controllo Praja è molto semplice. Pur avendo cinque accessi, vengono caricati alle casse i biglietti pari alla capienza, una volta terminati se ne emettono di nuovi solo dopo che escono clienti. Si consideri che una notte alla Praja inizia alle 22 / 22.30 fino alle 5, orario finale dello sfollamento, per cui in sette ore di musica è sempre possibile un minimo riciclo di clientela.

 

In generale, la sicurezza è davvero una questione spinosa, a livello nazionale. Credo che entrambi ne abbiamo avuto esperienza: tu sei una persona che lavora da anni ad alti livelli nell’organizzazione dei club, io li frequento da molto tempo. Cosa si può fare per migliorare e monitorare la sicurezza di chi paga un biglietto per assistere a uno spettacolo e passare una serata indimenticabile?
In realtà la normativa italiana legata alla sicurezza dei locali da ballo ed eventi di intrattenimento in genere è molto vincolante ed è probabilmente una delle normative più restrittive a livello europeo. Si consideri che l’Italia, dai tempi della riviera romagnola, è sempre stata meta dei giovani del ballo e del divertimento in genere. In 25 anni di carriera, e specificamente a Gallipoli nei 7 anni di Praja non abbiamo mai registrato problemi legati alla gestione di flussi o alcuna scena di panico collettivo.

 

Sicurezza significa anche controlli, nel senso più rigido del termine: viviamo anni non proprio sereni, visti gli attentati e le diverse attività criminali di cui ci tocca spesso vedere gli effetti. In Inghilterra esistono i metal detector e i controlli sui furti con il check di telefoni e portafogli all’uscita dei club, in festival come Tomorrowland ci sono controlli antidroga e antiesplosivo. In Italia come viviamo questo problema, e come lo preveniamo?
Ecco, questo è un tema moderno ed importante da affrontare. Da questo inverno al Cromie di Castellaneta (TA) abbiamo effettuato una serie di bonifiche pre-evento in collaborazione con Polizia, Finanza e Carabinieri, utilizzando anche le unità cinofile per la ricerca di esplosivi o altro, ma si deve fare di più, io per primo sto cominciando a studiare autonomamente progetti di modifica degli accessi con utilizzo di metal detector o altri sistemi di prevenzione. Non è semplice, ma bisogna cominciare ad affrontare il problema con la dovuta serietà. 
 

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.