• MERCOLEDì 15 APRILE 2026
Clubbing

I primi quarant’anni dell’Hollywood raccontati dal CEO Fabricio Lanfredi

Una storia importante raccontata da chi la vive ogni giorno dall'interno

foto di Matias Alejandro Arado Viceconti

Lo scorso febbraio 2026 l’Hollywood Rythmoteque di Milano ha festeggiato il suo quarantesimo compleanno: 40 anni di continuità – stesso nome, stessa location, soci originari sempre presenti – sono un traguardo raro in un settore atipico come quello dell’intrattenimento serale e notturno, anche e soprattutto per una discoteca attualmente aperta sei sere su sette e capace di caratterizzare la zona della movida milanese per antonomasia come quella di Corso Como. Per ripercorrere la storia del club milanese e farsi raccontare il suo futuro prossimo ed anteriore, abbiamo intervistato il CEO Fabricio Lanfredi.

Fabricio Lanfredi

L’Hollywood ha appena compiuto 40 anni. Quale serata attuale secondo lei rappresenta più di tutte lo spirito del locale?
È difficile scegliere una sola serata. Però posso dire che la recente festa per i quarant’anni dell’Hollywood è stata davvero speciale. In quell’occasione, da proprietario e CEO, vedere insieme i soci fondatori come Giorgio Baldaccini, Roberto Galli, Dj Ringo, tutti i PR, i clienti storici e le persone che hanno fatto la storia di questo club insieme ai nuovi soci è qualcosa che mi ha toccato profondamente. Ho sempre creduto molto in questo progetto, soprattutto nel periodo più difficile durante la pandemia, quando il locale è rimasto chiuso per 21 mesi. Nonostante tutto, ho sempre pensato che Hollywood potesse tornare ai suoi livelli e continuare a essere un punto di riferimento.

Se dovesse indicare tre momenti che hanno segnato questi quarant’anni dell’Hollywood Milano, quali sarebbero?
Soltanto tre… non è semplice. L’Hollywood ha vissuto tanti momenti memorabili: da Bruce Willis dietro al bancone senza maglia, a Tupac Shakur che ballava in pista, fino alla nazionale brasiliana di calcio ospite del locale prima del Mondiale 2022.

Come è arrivato all’Hollywood?
Sono brasiliano e sono arrivato in Italia nel 2004 per lavorare come modello. Conoscendo l’Hollywood, ho iniziato a organizzare una serata il martedì sera: ho cominciato così, sino a poi diventarne uno dei soci. Nel settore dell’intrattenimento ho iniziato a 17 anni, collaborando all’organizzazione di eventi in città come Londra, Barcellona, Ibiza e Marbella, oltre che in vari paesi dell’Asia, per un totale di nove nazioni in tutto. Per circa dieci anni ho portato avanti sia la carriera da modello sia quella nell’intrattenimento: nel 2010 a 26 anni ho aperto il mio primo locale, il Baobar. A 30 anni sono diventato proprietario del Loolapaloosa, che nel 2015 abbiamo aperto anche a Ibiza, nel 2021 sono diventato uno dei proprietari dell’Hollywood.

 

Milano è sempre stata una capitale del divertimento notturno: quanto è cambiata la nightlife dagli anni ’80 a oggi?
La nightlife è cambiata molto nel tempo. L’Hollywood sta puntato molto su tecnologia e comunicazione, adattando il locale alle esigenze delle nuove generazioni come Gen Z e Millennials, che hanno aspettative molto diverse rispetto al pubblico degli anni ’80, ’90 e 2000.

Social network, smartphone e nuove abitudini hanno trasformato il modo di vivere la discoteca: oggi è più difficile creare le situazioni giuste rispetto ad una volta?
Oggi il cliente è molto più esigente. Sta alle nostre capacità realizzare qualcosa di nuovo e sorprendere i nostri clienti giorno dopo giorno. Non è più come una volta, quando bastava aprire le porte e i locali si riempivano. Oggi la concorrenza è molto forte e vince chi riesce a innovare continuamente, mantenendo una squadra giovane, unita e sempre aggiornata.

Tra i progetti a cui tiene di più c’è Aut Dance, dedicato al diritto al ballo per le persone con autismo: come è nata questa iniziativa e che impatto ha avuto?
Il progetto è nato da una richiesta diretta di alcuni ragazzi con autismo, che sentivano il desiderio di potersi divertire e ballare come tutti gli altri in un locale rinomato. L’impatto è stato straordinario: siamo riusciti a coinvolgere non soltanto i ragazzi con autismo, ma anche tante altre persone. L’evento è stato sostenuto interamente da Hollywood e dall’associazione The Corp, di cui sono vicepresidente. Dopo il successo della prima edizione, abbiamo già fissato nuove date: il 29 marzo all’Hollywood e il 10 maggio la tappa estiva nel nostro nuovo locale Nomad.

 

Che cosa le hanno insegnato le serate Aut Dance sul valore sociale della musica e della dance?
Per me sono stati momenti davvero emozionanti. Vedere ragazzi, adulti e bambini, ballare, saltare e divertirsi tutti insieme è stato qualcosa di speciale. Altrettanto emozionante vedere i loro genitori leggeri e sereni nel vedere i propri figli felici: è stato uno dei momenti più belli da quando faccio l’imprenditore. L’idea di Aut Dance nasce da mia moglie, Beatriz Lanfredi, con il desiderio di portare a questi ragazzi un po’ della gioia e del divertimento che ogni giorno cerchiamo di offrire nei nostri locali. Sempre insieme a mia moglie, siamo prossimi alla pubblicazione di un libro che nasce dal desiderio di condividere la nostra esperienza per poter aiutare i giovani e tutte le persone che attraversano momenti difficili, mostrando che con resilienza, forza di volontà, umiltà ed educazione si può arrivare lontano, proprio come è successo a noi.

Oltre allo storico club di Corso Como, il gruppo Hollywood è presente anche in altri locali: qual’è oggi la vostra visione imprenditoriale nel mondo dell’intrattenimento?
Oltre a essere CEO dell’Hollywood, ricopro lo stesso ruolo anche al Loolapaloosa e sono co-fondatore e CEO di Nomad Milano, che inaugurerà a maggio nel Certosa District: ne stiamo costruendo la struttura completamente da zero. La nostra visione imprenditoriale è quella di sviluppare l’intrattenimento come parte di un ecosistema più ampio, integrandolo con settori come turismo, moda, design e sempre più anche il terzo settore. In un contesto sempre più competitivo e globale, crediamo che l’esperienza offerta al pubblico sia diventata il vero motore delle scelte e dei consumi, ed è proprio su questo che continuiamo a investire e innovare.

 

Come immagina la vita notturna tra dieci anni e che ruolo pensa avrà un club come l’Hollywood?
Dal 2021 Hollywood ha intrapreso un importante percorso di innovazione, non soltanto dal punto di vista della ristrutturazione del locale ma anche a livello societario; oggi la società è rappresentata da soci giovani e moderni, pronti a portare avanti questo storico club ancora per molti anni: siamo in continuo cambiamento e innovazione, stagione dopo stagione. Tra dieci anni immagino Hollywood ancora più in alto di oggi, anche perché uno dei nostri obiettivi è portare il brand in giro per il mondo. Uno dei miei sogni è sempre stato aprire un Hollywood a New York, città che amo molto, anche perché sono sempre stato un grande fan dello storico Studio 54.

Se potesse dare un consiglio a chi oggi sogna di lavorare in questo settore, quale sarebbe?
Il mio consiglio è quello di prepararsi bene. Il settore dell’intrattenimento è cambiato molto negli anni, sia per quanto riguarda il pubblico sia per il modo di fare business, e oggi richiede sempre più competenze. Io mi sono sempre occupato dell’operatività delle mie società, ma negli ultimi anni ho deciso di studiare economia per poter dialogare in modo più diretto con fondi di investimento e partner finanziari. Credo che questo possa essere un esempio per i giovani che vogliano entrare in questo settore: passione sì, ma anche preparazione e formazione.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.