Sabato 16 Novembre 2019
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“Essere fuori dalla Swedish House Mafia è stata la cosa migliore” parola di Eric Prydz

Sliding doors: Pryda poteva essere il quarto membro del supergruppo con Axwell, Angello, Ingrosso. E invece...

Sembra una rivelazione shock, ma ovviamente va contestualizzata. Certo, se a dichiarare una cosa del genere è Eric Prydz, tutti saltiamo sulla sedia. Perché stiamo parlando di uno degli artisti più importanti e influenti del panorama della musica elettronica degli ultimi quindici anni (e non soltanto in uno scenario mainstream: basti pensare alle collaborazioni con personaggi come Four Tet o Adam Beyer per capire quanto Prydz goda di considerazione trasversale e unanime tra producer e dj). Che a sua volta parla del supergruppo per eccellenza, la triade formata da Steve Angello, Sebastian Ingrosso e Axwell, tornata prepotentemente alla ribalta nell’ultimo anno e mezzo con il discusso tour della reunion (discusso e discutibile).

 

In un’intervista con il conduttore Zane Lowe su Beats 1, la radio di Apple (qui sopra un estratto), Pryda racconta dell’amicizia di lunga data con Seb, Ax e Steve, del periodo in cui tutti e quattro lavoravano spesso insieme scambiandosi suoni, idee e un certo gusto sonoro che ha portato una ventata di novità nell’electro-house di metà anni ’00. E di come, al momento di essere effettivamente il quarto membro della Swedish House Mafia, si sia tirato indietro, trasferendosi a Londra e spostando il baricentro della sua musica lontano dalle hit radiofoniche, verso un concettualismo che lo ha posto in quell’equilibrio unico tra trance, techno, EDM e molto altro e che lo ha portato a diventare il visionario artista al centro degli show multisensoriali a cui ci ha abituato negli ultimi anni. 

Un progetto ambizioso quanto quello dei suoi amici di sempre, che hanno invece avuto un grande successo con alcuni memorabili brani, tra i più caratterizzanti del decennio che sta avviandosi alla conclusione. E Prydz dice nell’intervista di essere comunque molto fiero di loro, nonostante sia convinto di aver fatto la scelta migliore per la propria carriera. Difficile dargli torto, ma certamente, visto com’è andata anche alla SHM, Eric sarebbe cascato comunque bene.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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