Sabato 15 Maggio 2021
Interviste

Raffaele Attanasio: Nuovo Futuro, il debutto su Axis e gli hater

Il dj e musicista partenopeo debutta sulla iconica label di Jeff Mills con 'Nuovo Futuro', un album che flirta fortemente con il jazz, il prog-rock e la tradizione napoletana.

Sin dai suoi esordi avevamo prestato particolare attenzione a Raffaele Attanasio, inserendolo nel novero di quei talenti emergenti che prima o poi avrebbero trovato la giusta consacrazione. Non ci ha dunque stupito particolarmente l’annuncio del suo debutto sulla mitica Axis Records di Jeff Mills, per quanto  sia stata indubbiamente una notizia piacevole. Le sorprese infatti sono arrivate successivamente. La prima nella volontà di produrre un album, sintomo che la scommessa in questo caso è forte e concreta. La seconda nelle sonorità, che si distaccano fortemente dai precedenti lavori del dj e producer. ‘Nuovo Futuro‘ segna un cambio di passo nella vita artistica di Raffaele Attanasio, nomen omen musicalmente parlando. Ne abbiamo parlato proprio con lui ripercorrendo gli ultimi mesi della sua carriera e qualche interessante, quanto sorprendente, episodio.

 

L’ultima volta che ci siamo visti era in una freddissima mattina di gennaio, tu avevi da poco finito il tuo live al Berghain e noi stavamo tentando di recuperare le energie. Da allora sono successe parecchie cose, ma andiamo con ordine ed iniziamo dall’episodio del back to back improvvisato con Jeff Mills. Una clip che è diventata virale nel giro di poche ore e che sicuramente rappresenterà una grande soddisfazione per te.
A differenza di quanto si possa pensare, quel back to back è stato una cosa improvvisata, nata in quel momento e mai più ripetuta. C’è stata una possibilità un paio di anni fa in una delle ultime serate del Golden Gate, club che purtroppo oggi non esiste più, ma non si è concretizzata. Penso che la scintilla sia nata quando ho realizzato una versione al piano di ‘The Bells‘ che lui ha ricondiviso attraverso i suoi social. Quella sera ci siamo scambiati qualche cenno di saluto e poi lui ad un certo punto mi ha detto di prepararmi e che avrei avuto 15 minuti prima di iniziare a suonare con lui. All’epoca è stata una bella botta e il giorno dopo ricordo che avevo la inbox di Facebook piena di messaggi. In un secondo momento però le cose non sono andate così bene. Alcune persone hanno iniziato a screditarmi accusandomi addirittura di averlo pagato.

Conoscendo la sua integrità, se una persona gli proponesse un accordo di questo tipo probabilmente sarebbe bannata a vita dal suo network.
Assolutamente, però in quel momento si sono scatenati gli hater e per quasi un anno mi hanno tenuto nel loro mirino. Dopo quella serata mi ricordo che all’ADE parlai con alcuni addetti ai lavori i quali mi dissero chiaramente che ciò che era successo aveva “dato fastidio”. Le motivazioni erano le più disparate. C’era chi diceva che non ero degno di tale onore, chi si lamentava del mio set up e così via. Spiegai a quelle persone che quello che era successo era frutto di improvvisazione e che se avessi saputo prima mi sarei preparato in maniera diversa. È la prima volta che ne parlo pubblicamente anche perché all’epoca non volevo alzare alcun tipo di polverone. Ho preferito aspettare che il tempo facesse il suo corso ma per queste invidie e per queste gelosie purtroppo mi sono state cancellate alcune date importanti, in Italia e all’estero.

 

“In un secondo momento però le cose non sono andate così bene.

Alcune persone hanno iniziato a screditarmi accusandomi addirittura

di averlo pagato”

 

Dopo aver affrontato un momento così teso quanto tempo è trascorso prima che nascessero dei veri e propri contatti con Axis Records?
Passò diverso tempo ed incontrai nuovamente Jeff durante la serata Mutate. Non gli avevo mai proposto nulla vedendo Axis come un traguardo irraggiungibile, alla stregua di un sogno. Però in quel momento Mills aveva creato una sub-label che forse poteva essere interessata alla mia musica. Preparai delle demo da consegnarli personalmente, sinceramente senza grosse aspettative, e quando gliele diedi mi chiese come mai non gliele avessi girate via mail. Fu un episodio abbastanza divertente, era convinto che io avessi il suo indirizzo mail ma io gli spiegai che non lo avevo mai chiesto a lui e a nessun altro per rispetto. Così, dopo aver ascoltato il materiale, mi disse che gli era piaciuto ma che Axis Records stava prendendo una direzione artistica differente. Mi propose di inviarli del materiale suonato al piano e fu praticamente quello che feci nei mesi a seguire, sino a quando non mi disse che voleva 5 dei miei brani per un progetto sulla sua etichetta.

E da quel momento è iniziato il lavoro effettivo su ‘Nuovo Futuro’?
Sì, ho chiesto a Jeff come ci saremmo organizzati per la fase di mix e si è reso disponibile per delle sessioni online. Abbiamo lavorato io dall’Italia, lui da Miami ed il sound engineer da Chicago. Durante la prima sessione è andato tutto bene ma già alla seconda mi ero reso conto che c’era qualcosa che non suonava come avrei voluto. Così con Francesco e Mario, i ragazzi con cui abitualmente collaboro, abbiamo sostanzialmente risuonato tutto aggiungendo batteria e basso in parti che erano state concepite per essere inizialmente più elettroniche. Da quel momento abbiamo ripreso la fase di mix ed in seguito abbiamo affrontato gli altri step fino ad arrivare qui.

Da un punto di vista estetico quali sono invece le influenze che convergono in ‘Nuovo Futuro’?
C’è sicuramente una parte della mia passione per il prog-rock, che Mills ha colto e ha voluto contestualizzare nell’artwork, e che è più evidente in brani come ‘Indagini Sospette’. C’è il retaggio partenopeo come nella opening track ‘Parlesia’, il cui titolo deriva dal linguaggio segreto dei vecchi musicisti napoletani. Una sorta di codice per parlare sul palco senza farsi capire dal pubblico. Nelle versione alternate c’è la componente più legata al dancefloor. È un lavoro variegato che spero sarà apprezzato, così come spero di poter iniziare a provare il prima possibile il live che dovremo portare in tour.

 

Mentre per quanto riguarda il progetto Letters From Jerusalem, tua etichetta e piattaforma artistica, ci dobbiamo aspettare uno standby momentaneo?
Al contrario, ho lavorato molto anche ad un album che uscirà proprio su questa label. In questo caso mi sono dedicato maggiormente al prog-rock, all’IDM e ad alcune collaborazioni molto particolari tra cui quella con il flautista giapponese Tetsuroh Konishi ed il celebre The Hacker. Ma comunque si tratterà di un lavoro che vedrà la luce tra molti mesi e che quindi avrò tutto il tempo di perfezionare.

Visto che abbiamo parlato di futuro prossimo sul piano meramente ipotetico, chiuderei con un po’ di ottimismo, chiedendoti dove vorresti andare a ballare e festeggiare non appena sarà possibile farlo.
Al Duel di Napoli, anche per una questione affettiva, all’Umbria Jazz per godere di qualche live d’eccellenza, poi direi Berghain, Tresor e fabric. Ma la voglia è tanta e spero che torneremo tutti con la giusta energia.

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