Giovedì 12 Dicembre 2019
Tech

Abbiamo provato il nuovo Rane DJ Twelve

Il nuovo controller Rane Twelve ha tutte le comodità del digitale ma l'aspetto di un giradischi. Riuscirà a convincere la giuria di DJ Mag Tech?

A DJ Mag Tech adoriamo l’unpacking di nuovi modelli e ci sfreghiamo sempre le mani con impazienza quando qualche novità arriva in studio. È come se fosse Natale tutti i mesi, con nuovi regali con cui giocare. Questa volta ci è arrivato il nuovo giradischi digitale Twelve della Rane. Dobbiamo ammettere che non vedevamo l’ora di metterci le mani sopra fin da quando ne abbiamo sentito parlare alle prime conferenze stampa. Per coloro che non lo sapessero, Twelve è un controller per Serato DJ Pro, ma anziché essere la classica unità all-in-one, è un apparecchio stand alone basato sullo chassis di un giradischi tradizionale. Rane DJ ha deciso di ridare la carica a quest’area del djing offrendo ai dj quella connessione fisica con la musica che sempre più raramente si può sperimentare nel mondo della musica digitale. Il che ci porta a Twelve.
Spacchettandolo non siamo davvero riusciti a contenere un sorriso infantile, un mix di emozioni tra nostalgia del passato e una presa di coscienza sulle potenzialità delle future generazioni di apparecchiature per dj. È un deck pesante, con case in metallo e il logo Rane in rilievo su tutti i lati. Una cosa da notare è che, al contrario del nuovo VL12 di Denon DJ, Twelve non presenta tutti gli elementi che ci si aspetta da un giradischi. L’assenza di braccio e testina permette di non rispettare le regole legate alle vibrazioni, dato che senza braccio analogico si evitano i problemi di skip. La confezione comprende il piatto (identico al piatto di un giradischi), il tappetino, un vinile da 12” completo di solchi tradizionali, il cavo di alimentazione e un cavo USB. La cura dei dettagli è grandiosa, in linea con il motto originale di Rane: apparecchiature di qualità con componentistica high-end. L’acquisto dell’azienda da parte di inMusic non ha cambiato nulla. Ma torniamo ad analizzare il Twelve.

Per quanto riguarda i controlli, è stata fatta una selezione dell’essenziale, quindi zero performance pad o cose del genere. I dj troveranno il classico pulsante start/stop, un tasto 33/45, uno switch per l’accensione del motore (che assomiglia parecchio a quella del VL12), un pitch slider, pitch range select, pulsanti di selezione per i quattro deck virtuali del software e una search strip che può essere usata anche come hot cue strip, con otto accessi individuali a hot cues personalizzate. Un deck piuttosto minimale. Sul retro c’è l’ingresso per l’alimentazione, una levetta per variare la coppia del motore e un ingresso USB. L’orientamento del dock è quello standard delle battle mode, ma è possibile ruotarlo per coloro che fossero più inclini ad un set up classico. Tranquilli, non scadremo in noiosi discorsi sul fatto che i dj siano veri dj solo se usano vinili o giradischi, siamo i primi ad usare tutto ciò che ci capita per fare musica e far danzare. L’idea di poter usare questo controller con Serato DJ Pro ci ha intrigati e per questo abbiamo invitato alcuni amici a giocare a turno su questo nuovo disco d’acciaio. Twelve è andato alla grande – lo abbiamo inizialmente messo alla prova con l’MP2015 mixer di Rane DJ, una configurazione moto probabile. Lo abbiamo poi utilizzato con una selezione di tracce, esattamente come avremmo fatto con un giradischi tradizionale – ed è stato fantastico, permettendoci di scegliere liberamente tra i nostri brani su Serato DJ e mixarli come si faceva una volta. Il feel ed il flow sono estremamente naturali, anche grazie al piatto motorizzato. Ovviamente sappiamo che dovremo paragonarlo ad un Technics – ogni giradischi deve necessariamente passare il confronto con lo standard del settore – ma possiamo assicurarvi che all’opera sono davvero difficili da distinguere.

Sebbene Twelve sia stato presentato come un battle deck, e sarà probabilmente acquistato per essere usato come tale, lo troviamo un’ottima opzione per qualsiasi dj che voglia aggiungere un giradischi al proprio set up digitale. Sarebbe bello vederlo anche in qualche club, come apparecchio aggiuntivo a set up Serato DJ. Per quanto sia molto recente, sarebbe interessante sentire già di qualche dj che ha deciso di inserirlo nel proprio rider tecnico. Dopo un po’ di cut e cueing, abbiamo sostituito l’MP 2015 con il mixer Rane Dj Seventy Two, che è poi l’accoppiata ideale e suggerita fin dall’inizio dalla casa madre. Guardare i nostri esperti usare deck e mixer insieme è stato incredibile, ci ha riportati alle radici del djing ed è riuscito persino a farci dimenticare l’assenza di braccio e testina. Twelve e Serato DJ lavorano veramente come un corpo solo. Da veterani di questo settore, siamo rimasti stupiti dai setup in entrambe le configurazioni, che fosse attaccato al Seventy Two, all’MP2015 o a qualsiasi mixer Serato, il giradischi Twelve si è dimostrato il controller ideale per un set up dj definitivo.
Se usato con il Seventy Two, i dj avranno facile accesso ad addizionali controlli per Serato DJ Pro, invece, se usato con l’MP2015, la selezione tracce, ricerca brani, looping – praticamente ogni altra cosa – dovrà essere eseguita su laptop. Per quei dj che intendono ritrovare l’essenza del djing riscoprendo una connessione fisica con la propria musica, Twelve di Rane e Serato DJ Pro lavorano alla grande insieme, offrendo ai dj un vecchio ma nuovo modo di suonare.

Prezzo 
799 euro

Tutte le info QUI

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
19.07.2018

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