Giovedì 21 Novembre 2019
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Red Bull Music Academy, l’ombelico del mondo a Parigi

Metti Parigi in autunno. Una fortunata settimana di sole e temperature clementi all’inizio di novembre. Metti una manciata di musicisti, dj, produttori, scelti tra i giovani talenti di tutto il mondo. Metti delle lezioni speciali con personaggi che sono tra le colonne portanti del music business. Uno scenario lieto. Di più, meraviglioso. Poi, solo qualche giorno più tardi, il disastro. L’abbiamo visto, sentito, letto dapperutto, ci ha preso allo stomaco, ci ha schiacciato l’anima e invaso il cuore. Gli attentati al Bataclan, allo Stade de France, e tutto il resto. Onestamente, non me la sono sentita di mettere online un articolo che parla di una Parigi così diversa, così distante, nel clima sociale e nell’umore, da quella riportata nelle ultime ore dalle gravissime notizie che tutti conosciamo. Mi è sembrata una questione di rispetto verso la rivista, verso voi lettori, e soprattutto,sempre e comunque, verso le vittime. Ero là solo pochi giorni prima, un paio di amici hanno seriamente rischiato di essere al concerto quella sera. Ci sono momenti in cui si deve tirare il freno, in nome del buonsenso. Ora che è passato qualche giorno, e la voglia più forte che sentiamo è quella di vivere, la voglia di fare cose normali, vi posso raccontare dell’esperineza di Red Bull Music Academy.

Che cos’è RBMA?

È Il mecenatismo 2.0. Da quasi 20 anni Red Bull organizza la sua “accademia”: nata in sordina, è cresciuta di anno in anno in quanto a fama e prestigio. Si tratta di scegliere giovani musicisti, dj, produttori, cantanti, selezionati attraverso un form da decine di migliaia di ri chieste provenienti da tutto il mondo; di portarli in una città diversa ogni anno, con studi professionali attrezzati al meglio per dare sfogo alla loro creatività e docenti decisamente particolari. Cosa intendo? Laurent Garnier, Nicolas Godin degli Air , Jean Michel Jarre o Craig Leon, per fare qulche esempio; personaggi come Just Blaze (producer di gente come Kanye West, Eminem, Snoop Dogg, Jay Z), Modeselektor, e Marco Passarani dei Tiger & Woods come tutor in studio, per farne un altro. Cominciate a entrare nell’ordine delle cose? Aggiungete delle sedi suggestive, con gallerie d’arte, spazi super cool e un palazzo come il Gaité Lyrique, ex teatro rimesso a nuovo, e il quadro è davvero alletante.  Ma andiamo con ordine, che raccontare questa esperienza in prima persona non è niente male.

 

 

Un lunedì da leoni

E’ lunedì mattina quando arrivo in città, il tempo di arrivare in centro, buttare le mie cose in hotel e sono subito diretto vero Le Gaité Lyrique, sede dell’Academy, che dopo New York e Tokyo, quest’anno torna in Europa. Godin è appena passato a tenere la sua lecture, e se mi dispiace essermelo perso, mi consolo ripensando al fatto che l’ho incontrato la scorsa estate, a Milano, in un bel pomeriggio di giugno, dove abbiamo avuto modo di scambiare una lunga chiacchierata (poi finita su DJ Mag n.53, di agosto/settembre). Sabrina, una responsabile della RBMA, mi porta in giro per un tour degli studi, e mi mostra tutti piani del Gaité Lyrique, diventato lun centro culturale multimediale, con mostre, installazioni, attività di vario genere. Al primo piano c’è la RBMA Radio, che trasmette sul web ospitando i ragazzi dell’Academy e alcune tra le figure professionali presenti, tra dj, influencer, musicisti. Il tempo di un pranzo veloce (il catering dell’Academy è decisamente gustoso) e di salutare Furtherset, uno dei due ragazzi italiani che sono riusciti a passare le selezioni (L’altro è Lamusa, sarà però nella seconda tranche, più avanti), ed eccomi alla lecture pomeridiana. Protagonista una ricercatrice olandese che si occupa di acustica. Con lei comprendiamo alcuni meccanismi di psicoacustica, e i ragazzi sono invitati a comprendere alcune dinamiche che stanno a metà tra la creazione musicale e il suono scientificamente inteso. Molto interessante, soprattutto per il modo ludico e non convenzionale di trattare il tema.

Parigi offre una varietà gastronomica che ha pochi rivali al mondo, così porto la comapagine italiana della spedizione in uno dei ristoranti che preferisco in città. Con me ci sono Ghemon, Joan Thiele (giovane cantante prossima all’esordio discografico), Sara (la sua discografica) e Laura, responsabile di Red Bull. Dopo cena, di corsa a sentire Floating Points, con il suo nuovo live show che mette insieme le macchine, un batterista, un bassista e una piccola orchestra. Mi piace molto la svolta jazz di Sam Shepherd (a proposito, il suo nuovo album “Elaenia” è appena uscito e ve lo consiglio caldamente). Uno spettacolo notevole, sia per l’eleganza portata in scena, sia per il modo di rendere davvero live il termine: non entro in diatribe alla Deadmau5 su chi “schiaccia play” e chi davvero ci dà dentro davanti al pubblico. Oggi esistono molti modi diversi di portare sul palco una performance, ma questo di Floating Points è davvero un anello di congiunzione importante tra classica e contemporaneità elettronica, tra il club, la musica popolare e quella colta. Il locale, il New Morning, è un club piuttosto piccolo, c’è un bel pienone e l’atmosfera è ottima, si percepisce l’attenzione verso lo spettacolo e l’artista. Finito il concerto, ritorniamo al Gaité per una birra e qualche chiacchiera con Marco e lo staff responsabile degli studi. Se di giorno l’atmosfera è eccitante, la notte lo è molto di più: i ragazzi stanno sparsi per gli studi a produrre musica, a suonare,e a confrontarsi in assolutà libertà, si sente il processo creativo e il suo sviluppo, lo si sente nell’aria, nell’ambiente. Uno di quei momenti magici, una sorta di simposio. Fantastico.

Lezioni di Storia davanti al mixer

Sveglia, colazione, doccia, taxi. Eccoci nuovamente alla sede dell’Academy, come attirati da una forza magnetica, irresistibile. Stamattina a tenere la sua lecture sarà un ospite molto atteso, il signor Craig Leon. Probabilmente il suo nome non vi dirà granché. Craig è un produttore americano, che negli anni ’70 ha trasformato la sua passione per la musica in un lavoro, bussando alle porte di vari studi ed etichette. Finché non è diventato A&R della mitica Sire Records, e in capo a qualche anno si è trovato a trovato a lavorare con giovani promettenti, come i Ramones, come Blondie, Talking Heads, Suicide. E più tardi con i grandi protagonisti della musica classica, da Luciano Pavarotti alla London Symphony Orchestra. Leon racconta la sua storia incredibile, ci fa ascoltare registrazioni originali di sue produzioni e ci spiega le evoluzioni della tecnologia e lo spirito molto avventuroso di come certi mix sono stati arrangiati ai tempi, per pezzi diventati poi leggendari, iconici. Su tutti, “Bltzkrieg Bop” dei Ramones (“Hey, ho! Let’s go!”). Parallelamente, ci suona sue tracce meno note e molto più sperimentali. Dai suoi aneddoti, e ancora di più dai suoi discorsi, affiora il carisma e la fortissima aura artistica di quest’uomo, che a 63 anni, con il suo pizzo bianco e un impeccabile outfit total black, con maglioncino dolcevita, conserva un sano e inarrestabile istinto alla libertà, alla rottura degli schemi, all’estro e all’esperimento. Senza barriere o paletti di sorta. Una manna per i ragazzi dell’Academy, che hanno bisogno di maestri del genere. Mai fermi sulle proprie posizioni, maturi per gli anni di esperienza ma mai conservatori. Il peccato più grande, per un artista, è non essere progressista rispetto alla propria arte. A pranzo mi trovo proprio al tavolo con Craig e la compagna, mentre fanno piani e organizzano i loro incontri di lavoro per le settimane successive (perchè ok essere artistoidi, ma un pizzico di pragmatismo serve sempre).

Se il pomeriggio è libero, e le ore scivolano via tra un giretto per gli studi, a buttare l’orecchio sulle produzioni dei partecipanti, e una passeggiata nel Marais, la sera ci aspetta il live del nostro Furtherset, nel quartiere di Belleville. Stratificazioni sonore, synth, pad e un casino infernale a volume altissimo. Questo porta in scena Tommaso. E se non è particolarmente piacevole nel sesno più canonico del termine (a volte è una sfida di resistenza con il pubblico), è sicuramente molto interessante. Di lui mi piace proprio questo: l’atteggiamento punk, la voglia di essere fuori dai canoni e sbattersene di cosa può pensare il pubblico, che non può ballare né cantare un ritornello. Furtherset ha vent’anni, e a quell’età bisogna avere questo attegiamento di sfida verso le regole. È sano, è giusto. È la lezione di Craig Leon, in fondo. Ci sarà tempo per essere più organici e ordinati. Per adesso va bene così. Dopo di lui, La Maroquinerie ospita i Liturgy, e poi il piatto forte della serata: Colin Stetson e Sarah Neufeld. Sassofono (ma anche altri fiati) e violino. Un concerto sbalorditivo per la capacità di incantanre il pubblico con un set up decisamente ostico, dallo scarsissimo appeal. Almeno sulla carta. Ma la noia non arriva neanche vicina al club, stasera. I due costruiscono un dialogo perfetto, un mondo sonoro personalissimo, complice un utilizzo sapiente di effetti e frasi campionate. Un mantra.

Au revoir, mes amis!

La nostra intensa, seppur brevissima, avventura alla RBMA si conclude mercoledì. Che è, a dirla tutta, un giorno libero, dedicato – per quanto mi riguarda – a un po’ di lavoro, ma soprattutto a estenuanti camminate per Parigi. Vicoli, parchi, passaggi, portici, mercati, negozi, la capitale francese è una delle città che amo di più al mondo, e se si tratta di girarla in lungo e in largo mi offro sempre volontario. Con questa grande gioia nel cuore rientro in Italia. Con un ricordo bellissimo e con la sensazione di aver assistito a qualcosa di grande. Au revoir, Paris. Au revoir, mes amis.

Poi, purtroppo, l’amarezza, un venerdì sera qualunque. È proprio Ghemon a scrivermi un messaggio: “hai visto che succede a Parigi?”. L’orrore. Un orrore così grande che non vorremmo nemmeno immaginarlo. Un orrore che lascia in stand by post come questo, che lascia in stand by molti sentimenti e che soprattutto, purtroppo, si porta via tante, troppe vite. Vite di persone che stavano facendo le cose più normali e belle del mondo. Un concerto, una partita, una cena tra amici.

La seconda tranche della RBMA, in programma in questi giorni, è per ora rinviata. Anche questa in stand by. Sapremo darvi notizie sulle nuove date al più presto. Intanto, ciò che possiamo fare è non fermarci, e usare i ricordi belli, come questi che ho scritto, che tenere alta la testa, e forti i cuori.

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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