Mercoledì 15 Luglio 2020
Interviste

Regi: “Il momento del suono belga è arrivato”

Il trentanovenne belga Reginald Paul Stefan Penxten, noto ai più come Regi Penxten, non dimostra l’età che ha. Eppure di successi dietro alle spalle ne ha diversi, sia come Milk Inc che come Sylver. Ultimamente però, da quando si fa chiamare semplicemente Regi ed esce su Smash The House, label di Dimitri Vegas & Like Mike, va forte. Molto forte. Con tre album da solista all’attivo (“Best Of” del 2005, “Registrated” del 2007 e “Registrated 2” del 2010), Regi ha fatto breccia anche nel cuore di chi frequenta i festival.

Com’è nata “When It Comes To Love” (in Italia su JE – Just Entertainment)?

Questa canzone è nata da una collaborazione con Lester Williams, amico e dj belga, e la leggendaria Patti Russo, ex vocalist per Meatloaf e backing voice per i Queen. C’è stato un buon feeling sin da subito, tra noi. La sua voce autentica e potente ha portato subito a fare una collaborazione.

Come sei entrato in contatto con Williams e la Russo?

Lester è un mio connazionale, lo conoscevo già da tempo, la scena musicale belga non è così grande. Ho incontrato invece Patti a Miami e ci siamo poi sentiti tramite mail, telefono, skype e con tutti i mezzi della Rete.

Hai nuovi singoli o un nuovo album in programma?

Sì, il mio nuovo album si intitola “Voices” e penso uscirà a fine ottobre: vedrà la collaborazione di top artist come Yves V, Wolfpack, la giovanissima Lea Rue, Scala e molti altri.

Sei sempre stato un dj producer. Hai mai sentito la necessità di approfondire il tuo aspetto di musicista e compositore?

Io un musicista lo sono eccome, mi esibisco in parecchi live. Per il progetto Milk Inc., con la band al gran completo, e anche con il progetto Registrated, ho suonato dal vivo parecchi brani. Tutte le mie canzoni nascono per essere suonate con la mia chitarra e solo in seguito le sviluppo nel mio studio in chiave più pop o più dance. Quindi penso che i miei 12 anni di lezioni di chitarra stiano ancora dando i loro frutti.

Più che EDM big room sembra che le tue origini siano smaccatamente pop dance.

Professionalmente, io sono per la musica pop, poi la dance ultimamente si presta a più sfumature. Personalmente ammetto di essere un grande fan dello swing, del jazz e del rat pack.

Scrivi canzoni: non ti fermi mai?

Mi è naturale. Poi ogni idea viene… convertita in dance: EDM, pop, deep house e qualunque altro genere. Basta che il suono vesta bene la canzone.

Le radio sono ancora il miglio mezzo per promuovere le produzioni?

Sì e sono per ora insostituibili. Puoi usare Facebook e Twitter quanto vuoi ma se le persone non ascoltano la canzone in radio, allora hai un problema.

La dance, tra mille generi, forse è quello che se la passa meglio. Sei d’accordo?

Scrivendo canzoni pop in modo professionale penso che in una fase successiva con la dance ci si possa togliere delle grandi soddisfazioni.

E la scena club belga, la dance music vostra, nazionale? Il beat made in Belgio? Sembra possa essere una forte risposta a quello che viene dalla vicina Olanda, dalla Svezia o dai lontani States, non credi?

Il Belgio ha un numero enorme di talenti. Noi diamo casa al festival migliore al mondo: il Tomorrowland. Anche una certa musica dance ha avuto le proprie origini in Belgio, negli anni ’70, ’80 e soprattutto ’90. Quindi direi che son contento: ancora una volta i dj belgi stanno conquistando in mondo.

Molti giovani non chiudono occhio se a un grande dj non viene posta una domanda tecnica. Pertanto, qual è il tuo software musicale preferito?

Logic Pro X. Ci lavoro sin dall’inizio. E per le voci è il miglior software di sempre.

Con che etichette collabori?

Smash The Houese e Mostiko, sono con loro da sempre e abbiamo un eccellente rapporto lavorativo. In Italia sono rappresentate da Just Entertainment.

Ti piace un sacco suonare live con le band. Perché?

Sin dalla nascita del progetto Milk Inc. è sempre stato un susseguirsi di emozioni e gratificazioni. Ma, lo ammetto, niente può battere un buon dj Set.

Usa, Gran Bretagna, Italia e Francia. Quale nazione pensi sia da tenere sotto osservazione in fatto di creatività e risultati?

Il Belgio, non ne ho dubbi.

Dove sarà e cosa starà facendo Regi tra 20 anni?

Mi piace pensare che starò suonando nello stage dedicato ai Nonni del Tomorrowland, insieme a tanti altri dj del mio Paese ed internazionali.

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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