Mercoledì 20 Marzo 2019
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Reload, a Torino si parte bene. Ma dopo le 2 crolla il castello di carte

 

Reload Music Festival è uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di EDM italiani. L’evento torinese in questo 2017 è andato in scena il primo sabato di marzo al Padiglione 3 di Lingotto Fiere, facendo registrare il sold out. Cifre ufficiali non ce ne sono ancora, si parla di circa 12.000 persone

La line up presenta, in ordine di apparizione, oltre ai dj di apertura, Drop, Tigerlily, Shapov, Will Sparks, W&W, Carnage, Getter, Brennan Heart, Intensity e Tatanka (quest’ultimo accompagnato dalla storica voce di El Paris). Si va quindi dalla progressive house all’hardstyle, passando da Melbourne bounce, trap, dubstep e un pizzico di psy trance, che negli ultimi mesi non fa mai male.

Il festival, sotto il punto di vita artistico, funziona molto bene. La risposta della città in primis, e dell’Italia dopo, è ottima. Il crescendo di intensità di generi è ben bilanciato. La time table è ben strutturata. Drop, Tigerlily, Shapov e Will Sparks fanno divertire, poi nell’orario centrale W&W e Carnage infiammano la pista. Dopo di loro spazio a quello che è stato di sicuro l’ospite che più ha incuriosito il nostro Paese, Getter, essendo questa la sua prima data qui da noi. Dopo di lui gli esperti Brennan Heart e Tatanka a chiudere al meglio l’evento, richiamando moltissimi hardstyler ma essendo anche capaci di far divertire i meno appassionati ai ritmi più sostenuti.

 

 

Tutto procede per il verso giusto, la pista pian piano si riempie, la gente si diverte. Ma ecco arrivare il primo incubo ricorrente degli eventi musicali, ormai puntuale come un orologio svizzero: lo spray al peperoncino. Ve ne avevamo già parlato quando successe a Bologna con Don Diablo, ma quella non fu la prima volta e purtroppo neanche l’ultima. Il leitmotiv è ormai sempre lo stesso: si spruzza, si crea il panico, si strappano collanine dai colli, cellulari dalle mani e via discorrendo. Fermare il  modus operandi di questi sciacalli è praticamente impossibile. La bomboletta è talmente piccola che può essere nascosta ovunque, ci vorrebbero dei controlli troppo accurati per trovarle tutte all’ingresso.

Probabilmente a causa delle continue irritazioni causate dallo spray (che è stato spruzzato all’incirca una decina di volte), intorno alle 2 finiscono le bottigliette d’acqua, e questo è poi il secondo problema che ha infiammato gli animi dei partecipanti. La sicurezza nel frattempo è riuscita ad acciuffare qualche malfattore, ma non tutti. Ripeto, sarebbe materialmente impossibile. Al contrario di quanto scritto però dalla stampa nazionale, l’evento non è mai stato interrotto e poi ripreso diverse ore dopo, anzi. La musica non si è mai fermata, se non per qualche errore dei vari dj.

La struttura viene fatta aerare il più possibile, la gente si accampa lontana dalla pista, ma lo spray continua ad essere spruzzato. Carnage torna nel backstage con gli occhi grossi come due mongolfiere dall’irritazione, anche se in console non lo ha dato a vedere. Il Padiglione 3 di Lingotto Fiere però non si svuota sino alla fine. La gente ha voglia di divertirsi fino alla chiusura, lo fa sentire. La grande tradizione torinese per l’hardstyle ha fatto sì che fino a Tatanka il pubblico diminuisse molto poco, nonostante fossero ormai le 5 di mattina.

 

 

È proprio a fine serata che il castello di carta, bellissimo ma già vacillante, comincia a crollare. La gente è nervosa, vuoi per lo spray vuoi per la mancanza di acqua da bere. Avviandosi verso l’uscita c’è da andare a recuperare ciò che si è lasciato al guardaroba. Come ho detto, il pubblico fino all’ultimo è rimasto a divertirsi. Questo porta di conseguenza al fatto che intorno alle 5 ci fosse il classico “imbuto”, veramente tante persone ad aspettare di ritirare le proprie giacche, borse ed effetti personali vari. Sui social si parla anche di due ore di coda. Testimoni riferiscono di addette a questo lavoro che semplicemente si alzano e se ne vanno perché affermano di aver finito il proprio turno. Da lì è partito, si fa per dire, il self-service. La gente ha scavalcato ed è andata a recuperarsi le proprie cose da sola.

Reload Music Festival tiene a precisare che la gestione del suddetto guardaroba è stata affidata ad una società esterna. Non c’è neanche bisogno di dire che gli sciacalli non sono mancati neanche qua, e insieme ai propri oggetti hanno deciso di portarsi via anche quelli di altri partecipanti. Insomma, un gran bel caos, nel quale per fortuna nessuno si è fatto male, grazie anche al massiccio aiuto di sicurezza e forze dell’ordine, presenti numerose all’evento.

 

 

Il lato artistico è stato largamente apprezzato dalla maggior parte delle persone presenti, ma i problemi appena descritti hanno minato la buona riuscita dell’evento, e la rabbia delle persone, come succede in questi casi, si è riversata sui canali social ufficiali. Analizzando la situazione a mente lucida, calcolando che questa è la terza edizione del festival e che, prima di questa, mai nessuna aveva avuto problemi simili, è facile capire come la deriva che l’evento ha preso nelle sue ultime ore sia dovuta ad una serie di fattori concatenati sia interni che esterni alla produzione, che si sono alimentati a vicenda. Di sicuro il massiccio uso dello spray urticante utilizzato dai ladri ha influito in maniera pesante su tutta la vicenda. Di solito (ed è già, di per sé, triste partire così) viene spruzzato una, massimo due volte. Come ho già detto ieri si è sfiorata la decina.

Reload Music Festival ha voluto assumersi le proprie responsabilità là dove il pubblico si è fatto sentire, su Facebook. Prima con un post di scuse, poi con un comunicato stampa ufficiale che spiega che nei prossimi giorni si proverà a rimediare ai danni subiti dai partecipanti, e annunciando fin da oggi che l’anno prossimo verrà modificato il sistema del guardaroba, adottando i classici armadietti, sempre presenti negli eventi esteri.

Insomma, si è partiti bene e, purtroppo, si è arrivati male. Siamo sicuri comunque che, data l’esperienza dell’organizzazione Reload, in un anno di tempo si riuscirà ad imparare dagli errori commessi e a far sì che certi spiacevoli avvenimenti non accadano nell’edizione 2018. Sperando che questa assurda moda di creare il panico con lo spray urticante per rubare gli oggetti di valore passi, o sia dissuasa dagli addetti alla sicurezza. A quanto pare già ieri notte qualcuno di questi sciacalli è finito, infatti, in questura.

 

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