Domenica 18 Novembre 2018
Storie

Ribellione, metal e tante sigarette: la storia completa di Skrillex

La storia della dance degli ultimi dieci anni si riassume nella carriera di Sonny Moore, che a suon di hit e rivoluzioni sonore ha più di una volta cambiato radicalmente le regole del gioco

Foto di Jas Davis

Oggi il nome di Sonny Moore è uno dei sacri sinonimi della parola dance. In una scena così globalizzata e sfaccettata, il rispetto universale è qualcosa di davvero difficile da guadagnarsi – a tratti ormai impossibile – ma una ristrettissima cerchia di artisti del nuovo millennio è comunque riuscita ad ottenerlo; sarebbe arduo pensare quella cerchia senza includere a caratteri cubitali il nome di Skrillex. A novembre 2018, Sonny è un artista multiplatino il cui successo è stato semplicemente devastante. Oltre a gettare le basi dell’intera corrente musicale della dubstep, ogni capitolo discografico di Sonny Moore ha in qualche modo versato le fondamenta di una piccola rivoluzione, di una tendenza sonora, di uno stile estetico. La sua etichetta, OWSLA, rappresenta oggigiorno il collettivo di creativi dell’elettronica – e non solo – più importante e influente al mondo, fucina di talenti internazionali – anche qui, sia musicali che non – che nel giro di pochi anni hanno conquistato tutti i palchi più prestigiosi del pianeta. Dal game changer di ‘Scary Monsters & Nice Sprites’ nel 2010 fino agli album ‘Recess’ (2014) e ‘Skrillex and Diplo present Jack Ü(2015), così come alle infinite produzioni per le pop star più famose del panorama, Sonny non è mai inciampato sui suoi passi. E pare stia per cambiare ancora una volta le regole del gioco. Ma come si forgia un talento così universalmente riconosciuto? Torniamo indietro di una quindicina d’anni. Questa è la storia completa di Sonny John Moore.


 
Los Angeles, San Francisco, Las Vegas e ancora Los Angeles
I primi dodici anni della vita di Sonny sono costellati da spostamenti. Nasce nell’area nord di Los Angeles, ma la famiglia decide di trasferirsi più volte per diverse esigenze e così il piccolo è costretto a cambiare diverse scuole elementari. I genitori, un ispettore che lavora per compagnie di assicurazione e una casalinga, sono seguaci della chiesa di Scientology, motivo per cui hanno deciso per lui di rivolgersi ad un’educazione che si fondasse sui princìpi dell’organizzazione di L. Ron Hubbard. Il loro amore per Sonny è viscerale, spesso eccessivo, soprattutto da parte della madre. È lo stesso Skrillex, in più interviste a sfondo personale, a descrivere la sua infanzia come “troppo protettiva, piena di vizi materiali e poco indipendente”. Per il piccolo Sonny assorbe fin da subito – è facile perdersi emotivamente e sviluppare un sentimento di ribellione; non a caso gran parte degli emo della generazione millennials provengono da famiglie insospettabili. La popolarità della corrente delle boyband punk rock dei primi del Duemila – fortissima soprattutto negli Stati Uniti – conquista Sonny fin dai dodici anni e il ragazzino è solito frequentare i quartieri messicani dell’area est e sud della città in cerca di concerti punk e industrial metal. I primi dischi da lui acquistati sono ‘Antichrist Superstar’ di Marilyn Manson e ‘Broken’ dei Nine Inch Nails. Roba leggera.


  
Il futuro è altrove
Sonny, che tra l’altro ogni tanto si fa già chiamare con il suo nickname ‘Skrillex’ o ‘Skrilly’ dagli amici, ha sempre dodici anni quando si imbatte nella Warp Records, con Aphex Twin e i suoi esponenti maggiori. Nel giro di pochissimo tempo si innamora di Aphex, Autechre e Squarepusher, sviluppando così un amore per il glitch e la complextro che equivale quello per il punk e il metal e iniziando così a frequentare anche i primi club di Los Angeles, in cui regnava il sound dell’electro house. Una serie di potenti influenze musicali conquistano i gusti di Skrilly che – conseguenza naturale – a tredici anni decide di acquistare il suo primo audio software, FL Studio, con cui smanetterà insieme alla sua chitarra elettrica. È il 2003: un anno di tanta musica ma anche dei primi incidenti di percorso adolescenziali. Il piccolo Sonny fuma, e neanche poco. Vive la scuola (un istituto privato di Scientology) in maniera piuttosto conflittuale, vittima spesso di bullismo da parte dei compagni (Sonny è un teenager con il frangettone nero e viola sugli occhi e una serie di piercing sul viso) e in continuo litigio con i suoi insegnanti a causa del vizio del fumo, che cercano di sopprimere a suon di sospensioni. Tra una punizione scolastica e l’altra, in casa Moore si decide di optare per l’insegnamento casalingo con un tutore personale. La sua ribellione è stata assecondata dalla famiglia: Sonny non dovrà più andare a scuola, potrà continuare a fumare liberamente e se ne starà a casa, lontano dai bulli. Su questo episodio, successivamente Skrillex ha dichiarato che nessuno dovrebbe imporre a qualcun altro cosa fare e cosa non fare, se quella è una sua libera scelta“. In questo anno difficile, accade dell’altro. C’è un’amica di famiglia che viene spesso a trovare i coniugi Moore. È una giovane donna che lavora dodici ore al giorno tra varie difficoltà economiche e che conosce Sonny fin da quando era piccolissimo. C’è una cosa che tutti i vicini, i migliori amici di casa e i genitori dei suoi amici sanno e che Sonny non sa. Ma che un giorno, nel 2004, accidentalmente, scopre. Quella signora è in realtà sua madre, e lui è stato adottato dai coniugi Moore pochi mesi dopo la sua nascita. Il crack mentale è inevitabile. Sonny scappa di casa. 


  
C’è posto nella band? 
Entra in contatto con un tale che si chiama Matt Good, un metallaro frontman di una band che si chiama From First To Last. Sonny vuole unirsi a loro, e non ci pensa due volte a prendere un volo per la Georgia. La sua intenzione è di produrre musica, ma McHale Butler, Eric Dale e Derrick Thomas – gli altri componenti – lo sentono cantare e lo preferiscono al microfono. Nello stesso anno, su Epitaph Records esce ‘Dear Diary, My Teen Angst Has a Body Count’il loro primo LP. Segue un tour per gli Stati Uniti che non va affatto male, e l’album vende 200mila copie. Due anni dopo però – nonostante l’uscita del secondo album ‘Heroine’ la band è costretta allo split: Sonny ha un polipo alle corde vocali, non riesce più a cantare come prima e il progetto non può continuare agli stessi ritmi. La sfortuna della malattia è in realtà un’occasione insospettabile per iniziare un nuovo glorioso percorso. È solo Sonny a lasciare (dopo un ultimo concerto a Orlando), poco dopo un’operazione chirurgica. Nei due anni dei From First To Last, Sonny ha aperto una pagina MySpace adornata di foto in perfetto stile emo in cui ha pubblicato diversi esperimenti di musica elettronica e in cui – complice anche l’hype della band – ha costruito una dignitosissima fanbase. Impossibilitato al canto, il rilancio di quel profilo MySpace è ovviamente la strada più conveniente da percorrere. Tra il 2007 e il 2009, sulla sua pagina MySpace escono diverse tracce caratterizzati da un suono complesso e sperimentale che riprende in modo del tutto personale il dubstep britannico. Sono gli anni di ‘Glow Worm’, ‘Equinox’ e ‘Signal’. Nel 2006 l’intenzione di produrre musica elettronica si fa solida come il marmo: prende un biglietto per il Coachella e assiste da solo all’epica esibizione ‘Alive’ dei Daft Punk. Ne rimarrà stregato. È un periodo in cui il nickname artistico di Sonny, nonostante fin da piccolo si facesse chiamare così, non è ancora Skrillex. Si parla di un certo Twipzil cui primo dj set è accompagnato da un suonatore d’arpa e le cui demo che distribuisce qua e là sono avvolte da una copertina blu con singoli disegni fatti da lui a mano.


  
Il mio nome è ‘Skrillex’
Il 2009 lo trascorre in giro supportando varie band indipendenti e continuando a pubblicare brani completi e piccoli esperimenti, affinando il suo suono. Quindi decide di fare il grande passo, ovvero il primo EP da solista: si chiama ‘Gypsyhook’ e comprende quattro remix e tre singoli. Segue un piccolo tour, e per un periodo sale sul palco con una band che si fa chiamare Sonny and the Blood Monkeysnata dall’unione di forze tra lui e gli Hollywood Undead. Nel 2010, prende un’altra decisione cruciale. Lanciare una nuova identità, che consacri il lavoro compiuto negli ultimi tre anni: esce in free download ‘My Name Is Skrillex‘, un EP ricco di influenze electro house e fidget, ma anche con i primi accenni del dubstep su cui ben presto metterà la sua firma. Il nome di Skrillex girava già da un anno, perchè il ragazzo aveva avuto la possibilità di esibirsi in alcuni club di Los Angeles. È in questo momento che, complici altri progetti artistici a cui prende parte, Skrillex viene scoperto da un gigante della scena. deadmau5 si innamora del suo lavoro e decide di scritturare con la sua label, mau5trap, il suo prossimo EP. Una scelta più che mai azzeccata, perchè il successivo capitolo discografico di Skrillex sarà ricordato come uno dei punti di svolta assoluti della storia della musica elettronica. Si chiama ‘Scary Monsters and Nice Sprites’ (nome ispiratosi allo ‘Scary Monsters’ di David Bowie) e lancia ufficialmente Skrillex nel panorama internazionale dei produttori più innovativi della scena. 12th Planet ha descritto l’EP come “bellissimo e avvolgente, ti fa innamorare ma allo stesso tempo di prende a cazzotti e ti squaglia la faccia“. Non a caso ne esce un tour americano a fianco di deadmau5, e l’EP entra in quarantanovesima posizione nella Top 200 Album Chart di Billboard. L’omonimo lead single conquista invece le prestigiose dance chart di Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Canada e Svezia. Praticamente tutte le più importanti. Vende mezzo milione di copie, l’anno successivo è certificato disco d’oro e nel 2012 l’EP vince ai Grammy’s come best dance/electronic album e best dance recording. Un jackpot planetario. 


 
 Sul tetto del mondo
Il carisma di questo ventenne è fuori dagli schemi. Il suo sound è rivoluzionario, la componente estetica marcatissima e iconico diviene da subito il suo stesso look, con un grosso paio di occhiali da vista neri e uno strambo taglio di capelli, rasato da un lato e lunghissimo dall’altro. Il 2011 è l’anno del terzo EP, ‘More Monsters and Sprites’, del primo tour mondiale, dei singoli ‘First Of The Year’, ‘Reptile’ e ‘Cinema’ (un remix per Benny Benassi) ma soprattutto del lancio della sua label OWSLA, in cui riunisce tutti i giovani talenti che ruotano intorno a lui, tra cui un giovanissimo Porter Robinson in cui lui ha creduto fin da subito. L’hype intorno a Sonny in questo momento è alle stelle. Addirittura Kanye West dichiara di aver sentito il suo remix di ‘Cinema’ e di ritenerlo “uno dei brani dance più belli che siano mai stati creati”. Nello stesso anno fa girare voce dell’arrivo di un nuovo album, ‘Voltage’che però non vedrà mai la luce. Poco dopo un’esibizione a Milano, l’intera discografia su cui stava lavorando gli viene sottratta con il furto del suo laptop. Un disastro. Uscirà invece, a fine 2011, un EP dal nome ‘Bangarang’Gli varrà sei dischi di platino e un disco d’oro, consacrando definitivamente Skrillex come uno dei produttori più influenti al mondo. Arriva un altro Grammy come best remix per ‘Cinema’, quindi altri due per l’EP (ancora best dance recording best dance/electronic album) e un altro per un remix di ‘Promises’ dei NERO come best remix recording. Nel 2012 fonda un duo con Boys Noize (Dog Blood), mentre l’anno successivo viene annunciato il progetto Jack Ü con Diplo. Nello stesso anno, il brano ‘Make It Bun Dem’ con Damian Marley mostra una nuova sfaccettatura del produttore statunitense, che dimostra notevole scioltezza anche in territori d’influenza raggae. Una carta fondamentale per quello che sarà il clamore del progetto Jack Ü. 


  
Suono quel che mi pare
Il 2014 è l’anno del suo debut album, ‘Recess’. Un marketing eccezionale precede l’uscita della raccolta. Il suo sito viene sostituito da una pagina statica con un’emoji di un alieno, che al click su di esso emette brevi sample dell’album; qualche tempo dopo esce un’app nell’Apple Store, “Alien Ride“, contenente un folder con undici file bloccati e un countdown. Al termine di esso, gli undici file si sarebbero rivelati essere i brani di Recess. Diplo, Fatman Scoop e Kill The Noize sono i featuring di punta su ‘Recess’il cui successo è ancora una volta universale. Il 2015 è l’anno della “raggaestep” che conquista immediatamente la scena e diviene ben presto un trend diffuso che influenzerà tantissimo anche il pop. Oltre agli altri due Grammy’s vinti con ‘Diplo and Skrillex present Jack Ü’, l’album del duo formato con Diplo (cui prende parte anche Justin Bieber) e presentato all’Ultra, altre collaborazioni con Dillon Francis, GTA, Pusha T e Jauz lo vedono esplorare con approvazione della critica lo stesso territorio musicale. Nel 2016 si muove in sonorità più vicine alla trap in compagnia di Vic Mensa, RL Grime e The Game. Quindi ‘Purple Lamborghini’, worldwide hit realizzata per il film Suicide Squad. Tutto ciò che tocca diviene oro, Skrillex è diventato il genio creativo che tutti vogliono, e viene cercato dalle più luminose pop star del pianeta. I fan più fedeli non gli perdonano le sue continue metamorfosi sonore – arriva a collaborare anche con Mr.Oizo – e una buona fetta di essi lo vorrebbe addirittura ancorato alle sue origini dubstep. Ma l’anima creativa di Skrillex è sempre stata multiforme e di tutto vuol sapere meno che chiudersi in una scatola. Il 2017 prevede il ritorno generale al groove dell’house e lancia la compilation di HOWSLA, cui prende parte la sua ‘Chicken Soup’ insieme ad Habstrakt. Nell’arco di questi tre anni, parallelamente alle produzioni per il pop e ai singoli, escono un enorme quantità di remix che non passano in nessun caso inosservati. E così arriviamo al 2018. Sonny è probabilmente l’artista elettronico più rispettato e influente al mondo, è ufficialmente tornato con la band d’origine ed è in arrivo il suo nuovo album. Chi ha avuto la fortuna di sentirlo – principalmente produttori del giro OWSLA – lo ha definito un progetto ancora una volta rivoluzionario, che pare possa vedere la luce tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019. Nel frattempo, Diplo ha annunciato che dopo l’uscita dell’album di Sonny torneranno in scena i Jack Ü. Hype, hype e ancora hype. 


  
Ci salverà l’alieno?
Difficile stabilire con esattezza cosa abbia costituito principalmente il successo del giovane Sonny. La macchina del marketing ha girato sempre alla perfezione, dai tempi degli artwork personalizzati sui CD alla manovra promozionale su ‘Recess’e costante è stato il livello qualitativo della sua musica, che gli ha garantito otto Grammy’s e un numero spaventoso di dischi di platino. Aldilà di ciò l’exploit di Skrillex è da ricondursi alla fondamentale capacità intuitiva dell’artista sulla tendenze da cavalcare e nel saperne inventare di nuove nel momento in cui la scena si è rivelata ripetitiva o in blocco creativo. La musica dance è tornata ad essere satura. È difficile definire quale sia il trend più ricercato del momento, i grandi produttori tornano sotto la sempre caldissima ala dell’house e i dj della DJ Mag Top 100 hanno bisogno di aggiornarsi se vogliono restare a galla nei prossimi cinque anni. Nomi come deadmau5 e Hardwell sono usciti di scena mentre Martin Garrix, The Chainsmokers e Marshmello sembrano gli unici sopravvissuti a quel movimento che si faceva chiamare EDM; la Swedish House Mafia è tornata sulla Terra per dare il proprio contributo nel salvare il pianeta, rasentando però il pericolosissimo precipizio dell’operazione “revival”; nuove terre promesse come Africa, India e Corea iniziano a delinearsi come possibili hotspot di svolta. L’aria sta cambiando, ma di definito c’è nulla e il futuro è incerto. È, senza ombra di dubbio, il momento di Sonny. 

 

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Un ventiquattrenne romano letteralmente cresciuto nel club, ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando la playlist di Spotify.

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