Lunedì 13 Luglio 2020
Festival

Richards e Rotella, HARD vs EDC: eterni rivali

gary.

Un bel po’ di mesi fa abbiamo parlato dei personaggi di primo piano nella scena EDM mondiale, quelle menti e quei portafogli che orbitano nel dietro le quinte degli eventi musicali più importanti del pianeta Terra. Tra questi vi parlavo di Pasquale Rotella e Gary Richards, due giganti che, per disparità di vedute ma anche caratteriali, non si sono mai trovati alleati sul campo.

Procediamo con ordine. Sono gli anni ’90, Rotella e Richards sono due promoters operanti in sud California, che si dedicano a due tipi differenti di feste. Richards, purista musicale, con il suo socio Stephen Enos ha fondato Magical Mickey, da cui sono nati eventi come l’Electric Daisy Carnival e l’Haunted Mansion. Rotella invece, con la sua Insomniac Events, si dedicava ad eventi molto meno “festival” e molto più “rave”. Per farla breve, verso la fine degli anni ’90 Richards non ha creduto nel circuito dei rave-festivals e ha preferito dedicarsi ad altro, iniziando a lavorare per la Def di Rick Rubin, passando così al mondo discografico. Rotella non solo ha continuato con i suoi eventi, ma ha richiesto a Richards il permesso verbale di fare uso del marchio EDC, Electric Daisy Carnival, perché molto più simile come stile al tipo di evento nei suoi gusti. Negli anni a venire Rotella ha trasformato l’EDC in un punto di riferimento per i ravers di tutto il globo, dove glitters, stages da centinaia di metri e libertà di espressione sono i principi fondamentali. Portando parallelamente avanti eventi come Beyond Wonderland, Electric Forest, Escape From Wonderland, Nocturnal Wonderland e tanti altri, Pasquale Rotella venne definito come il “bulldozer del circuito festival”, perché i suoi immensi successi riducevano la concorrenza praticamente a zero.

 

Nel 2007 torna in scena Gary Richards, il quale probabilmente si era reso conto di aver giudicato troppo in fretta il festival-business, e lo fa con una nuova creatura: l’HARD. L’HARD nasce come evento improntato sull’hip-hop e su DJ di influenze rock, come i Justice. Sono gli anni in cui Rotella sta invece dominando l’emisfero house e trance. Comuni partners dei due definiscono Rotella come un “imprenditore molto appassionato ma che non guarda in faccia nessuno quando si tratta di business”, mentre Richards come un “purista musicale che non farebbe del male a nessuno”. Due personalità differenti, una sola cosa in comune: organizzano eventi mastodontici che muovono centinaia di migliaia di persone, con un giro d’affari da centinaia di milioni di dollari.

“Perché non diventare soci?” penserete voi. Ci ha pensato anche Richards, che poco prima di lanciare HARD nel 2007, propose una 50-50 partnership a Rotella, il quale prontamente rifiutò, anche perché nello stesso anno aveva appena chiuso una partnership con Live Nation, la più potente società di event promotion al mondo. Ciò ha comportato un inasprirsi della battaglia: cartelloni abbattuti, frecciatine continue, screzi. Per esempio si veda il trailer di presentazione dell’HARD Summer 2015: nel video-spot, in cui recitano Dillon Francis, Chromeo e tanti altri, compare più volte Richards che specifica “perché l’HARD non è un rave, è un festival musicale!“.  Alcuni agenti riferiscono addirittura che un artista non può suonare lo stesso anno per eventi di entrambe le fazioni. Oggi le cose sono leggermente cambiate, dal punto di vista delle proprietà: Rotella ha venduto il 50% di Insomniac per una cifra intorno ai 50 milioni di dollari, nel 2013, mentre Richards ha interamente ceduto HARD nel 2012 (per una cifra ignota). Mentre Rotella prosegue nel cammino di EDC, che ogni anno trova luogo in due differenti appuntamenti con più di 400.000 partecipanti totali (New York e Las Vegas), Richards continua a trovare fortuna con l’edizione Summer di HARD e la mitica crociera Holy Ship, uno dei party più esclusivi, inusuali e scatenati al mondo.

Potete immaginare cosa sia successo adesso. Gary Richards ha fondato EDC nel ’91, per poi affidare verbalmente il marchio a Rotella, come ho già detto. Il fatto è che è scoppiata una battaglia legale, perché avrebbe revocato la concessione all’uso del marchio. Non si tratta di Richards-che-vuole-far-chiudere-l’EDC, ma di Richards che vuole essere pagato per vedere la sua (ex) creatura essere diventata così grande e non volersi fermare. Come andrà a finire? Vi teniamo aggiornati. Per ora la domanda resta una sola: il circuito-festival mondiale, con una possibile continua espansione dei due protagonisti, prima o poi inizierà a risentire di questa aspra rivalità?

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Penna di DJ Mag dal 2013, redattore e social media strategist di m2o dal 2019.

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