Venerdì 04 Dicembre 2020
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Il ritorno dei Justice, nostalgia canaglia

 

 

Rieccoli. Finalmente. I Justice mancavano dalle scene dal 2011. Ma in realtà è dal 2007 che i due tentano di fuggire.  ‘‘ è diventato davvero la croce di Xavier de Rosnay e Gaspard Augé. Album di debutto monumentale, iconico, dal peso specifico enorme. Più per ciò che ha rappresentato e fotografato in quel momento storico che per il suo effettivo valore artistico. Chi vi scrive, nel 2007 era nel pieno di un’avventura musicale e discografica che era al 100% parte di quel movimento fatto di blog, di contatti diretti, di voglia di distruggere le convenzioni di un mondo, quello dei club, troppo sedimentato e ripiegato su se stesso. La fidget, l’electro, quel mondo indie che flirtava con il rock e l’hip hop con una libertà incredibile, senza precedenti, trovava nei Justice, da ‘Waters of Nazareth’ in poi, i rappresentanti ideali. I più cool, i più fighi, quelli con il suono più potente, con i video curati e l’immaginario perfetto. Onestamente non ne sono mai stato un grandissimo fan, ma ne ho sempre riconosciuto il potere di trascinatori e il valore iconico. Giù il cappello. Però è stata proprio quell’identificazione totale con il momento storico a crocifiggerli alla loro stessa croce.

 

 

 

 

Xavier e Gaspard non ne sono mai usciti. Imprigionati per sempre a simbolo del 2007 e del suo spirito. Infatti, all’uscita del secondo album ‘Audio, Video, Disco’ – decisamente più maturo e stratificato – ci fu una generale riluttanza. Un album migliore di ‘‘, eppure bocciato da pubblico e critica. Perchè era il 2011, e i Justice erano fuori moda. Tutto qui. L’entusiasmo gioioso dell’electro si era trasformato negli effetti speciali dell’EDM, e in quanto a resa scenografica non c’era più gara. I blog avevano esaurito la spinta propulsiva, la presabene di Myspace era stata sgomberata dall’egocentrismo di Facebook. Il mondo era cambiato. E così in fretta da far uscire i due francesini dall’orbita delle cose cool. E di nuovo, il mondo cambia così in fretta da restituirci i Justice nel 2016 con l’attesa di quel nome che ritorna ed è festa, ma è festa perchè profuma già di nostalgia (e occhio perchè la nostalgia porta a quella catastrofe chiamata revival). A leggere i commenti sui social e qualche post già in rete, si capisce che tornano alla mente i bei tempi andati. E cliccando play su ‘Safe and Sound’, diventa una certezza. Una bella traccia, mi piace. Sicuramente prodotta bene e assolutamente gradevole, deliziosa. Ma l’effetto è di un 1977 (basso slappato, archi, e impianto ritmico decisamente disco) che limona duro con il 2007 (sono pur sempre i Justice). La trepidante attesa che si era scatenata dopo i post di Busy P faceva presagire qualcosa di più, sinceramente. ‘Safe and Sound’ non è un brutto pezzo, ma non è memorabile. Tutto qui. In ogni caso, è in free download, proprio come si usava ai tempi dei blog. E sta già spopolando, per il numero di scaricamenti e per le views. Cosa non fa la nostalgia, in un’estate così sottotono.

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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