Mercoledì 26 Giugno 2019
Esclusiva

Il ritorno del vinile: parte 3 (il mercato in ripresa)

 

Terza puntata dello speciale sulle stamperie di vinile con interviste ai maggiori esponenti specializzati nella stampa espressa e al dettaglio, parte integrale dello speciale “Il Rilancio del Disco” pubblicato sulla versione cartacea di DJ Mag Italia. Un approfondimento che trova posto on-line e che riapre con con la seguente domanda: il mercato del vinile è davvero in ripresa?

 

 

 

 

Alessandro Ferrante (Mr Vertigo Vinyl Records): Non è facile prevedere l’andamento del mercato, ma tutti i dati e l’interesse che negli ultimi anni le persone stanno mostrando nei confronti del vinile sono davvero molto incoraggianti.
Alessandro Neri (Fader): Le richieste dall’Italia sono quotidiane e in continua ascesa, soprattutto tra quelle realtà che si autoproducono, come gruppi musicali ed artisti legati alla scena musicale underground, che sforna sempre nuove e valide proposte, spesso messe sul mercato in serie limitata, cosa che fa di ogni prodotto un cult del genere proposto.
Giuseppe D’Alessandro (ApparelVinyl): Ci auguriamo che il fenomeno resti in auge e speriamo che anche le tirature salgano. Fare un pronostico è difficile ma siamo fiduciosi che la mania del vinile faccia riscoprire l’emozione del solco a grandi e piccini.

 

 

 
Marco Pollini (1st Pop): Il mercato del vinile è in crescita, ha sempre più estimatori, anche tra le giovani generazioni. Io stesso sto realizzando anche un film sul mondo della radio e dei vinili, “Radio Free”, ambientato anche nella Cuba degli anni Settanta: è la storia di una speaker che utilizza i vinili per il suo programma, essendone una grande estimatrice.
Filippo De Fassi Negrelli (Phono Press): È un mercato di nicchia, che non si è mai affossato completamente. Ha toccato il fondo intorno al 2008 e ora è in netta espansione. Ci sono tantissimi ordini di tirature relativamente piccole, e la cosa crea una sorta di imbuto, perché la capacità produttiva di realizzazione delle matrici per stampare il disco è quella che è, anche perché richiede tempo. Quindi ci sono tempi di attesa anche di 4-6 settimane per avere il disco finito. Tuttavia, le etichette non sono più sicure delle date esatte di uscita dei dischi programmati e non tutte sono disposte ad aspettare così tanto tempo. È un problema globale: la situazione delle altre stamperie all’estero è anche peggiore come tempi di attesa, e talvolta le etichette rinunciano a stampare l’uscita in vinile.
Cristian Adamo (Vinilificio): Nel 2005 quando ho iniziato a fare transfer su vinile in singola copia mi davano dello stravagante e del visionario senza futuro. In realtà da quando esistiamo come Vinilificio non ci sono mai stati cali di mercato, anche perché lavoriamo molto sull’innovazione. Siamo stati i primi, credo al mondo, a realizzare i vinili in singola copia totalmente personalizzati con copertine e centrini stampati. Attenzione, non si tratta di fatturati milionari: a stampare dischi non ci si arricchisce. Si tratta di un lavoro che richiede investimenti, molta dedizione e passione, molto tempo e molta fatica.

 

Appuntamento alla prossima settimana: “una moda passeggera?”

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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