Martedì 20 Agosto 2019
Esclusiva

Il ritorno del vinile: parte 5 (la concorrenza straniera)

 

Quinta puntata dello speciale sulle stamperie di vinile con interviste ai esponenti specializzati nella stampa espressa e al dettaglio, parte integrale dello speciale “Il Rilancio del Disco” pubblicato sulla versione cartacea di DJ Mag Italia. Un approfondimento che trova posto on-line e che riapre con con la seguente domanda: il settore italiano teme la concorrenza straniera in fatto di competitività?

 

 

Making a negative of the master

 

 

Alessandro Neri (Fader): Nel mondo sono rimaste solo una trentina di stamperie attive, che lavorano 24/7 per soddisfare le esigenze di tutto il mondo. Purtroppo è impossibile che nascano nuove stamperie dato che non esistono più le aziende che producevano i macchinari come le presse per la stampa. Risulta difficile parlare di competitività, a mio avviso in questo caso è meglio che si collabori il più possibile; se il mercato cresce ce n’è per tutti.

Alessandro Ferrante (Mr Vertigo Vinyl Records): Inutile negarlo, è una guerra che si combatte su vari fronti perché si passa da prodotti costosi ma di eccellente qualità, a prodotti meno raffinati ma estremamente economici, quindi non è affatto semplice.

Giuseppe D’Alessandro (ApparelVinyl): United House Nation. credo che questo concetto abbia appiattito l’idea di concorrenza tra paesi, e abbia influito, con il fenomeno internet, a dare l’opportunità di essere presenti in qualsiasi parte del mondo. La musica è condivisione, non competizione.

 

 

 

 

Filippo De Fassi Negrelli (Phono Press): Non particolarmente. Tra fabbricanti ci conosciamo quasi tutti, nel mondo ci sono meno di 30 fabbriche.

Cristian Adamo (Vinilificio): No, non temo la concorrenza straniera. Temo piuttosto l’arrembaggio euforico di coloro che vedono nel vinile un nuovo Eldorado. Il vinile è una nicchia e nicchia rimarrà per sempre. Temo l’imprenditore arrembante privo di cultura e know how. L’industria del vinile ha bisogno di competenza, esperienza e molta pazienza. La fretta, l’arroganza di chi pensa di comprarsi tutto, di farsi strada a forza di slogan e annunci sensazionali sono il male per la musica e per il vinile e instillano nel cliente e nel consumatore idee fuorvianti e sbagliate sulla produzione dei vinili. Il vinile ha bisogno di qualità, senza la qualità è un supporto che non ha senso di esistere.

Marco Pollini (1st Pop): La concorrenza c’è sempre, è giusto che tutti lavorino e offrano i loro servizi.

 

Appuntamento alla prossima settimana con la puntata sulle attrezzature per la stampa in casa propria.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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