Giovedì 22 Agosto 2019
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Robert Hood e lo speciale dj set Hip Hop

Robert Hood è sempre stato considerato l’eminenza della minimal techno, fruitore e sviluppatore di una corrente che in Europa è arrivata con quasi una decade di ritardo. Dopo un passato tormentato ed una storia di redenzione che lo ha portato in Alabama per diventare pastore, il “techno priest” ha contaminato sempre di più il suo sound con cori gospel e riferimenti alla bellezza del creato. Ma Hood ha inevitabilmente incontrato nel suo percorso anche le sfumature di un hip hop dal glorioso passato parlando spesso di artisti quali A Tribe Called Quest, Gang Starr e Nas. Ora per il Weather Festival 2016, dopo il “Religious Techno Set” dello scorso anno, il nativo di Detroit si cimenterà in un set hip hop inedito. Una performance che suscita curiosità e che scontenterà chi voleva starsene sotto casa a ballare “Never Grow Old”.

Stessa sorte toccata a Ben Sims che lo scorso anno si era esibito al Field Maneuvers in un dj set reggae e a Moodymann che al Dimensions ha “paccato” un tribute set in onore di J Dilla (attesissimo n.d.r). Ci chiediamo dunque se “decontestualizzare” i dj dalle loro usuali comfort zone sia una nuova strategia imprenditoriale per generare hype o la volontà di voler esplorare davvero territori inediti. Ai posteri l’ardua sentenza.

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