Domenica 15 Dicembre 2019
Interviste

Romain Pissenem: il creatore degli show più belli di Ibiza

È il fratello di Yann Pissenem, direttore di Ushuaïa e Hï. La sua High Scream Production produce gli show dei due locali e feste in tutto il mondo

Romain Pissenem è il fratello di Yann Pissenem, direttore di due tra i club più importanti del mondo, entrambi a Ibiza: Ushuaïa e Hï. Insieme hanno creato un impero economico e creativo. Mentre Yann con la sua The Night League si occupa degli aspetti artistici e di marketing, la High Scream Production di Romain si occupa degli aspetti produttivi, mettendo in piedi ogni giorno e ogni notte spettacoli sensazionali che accompagnano le performance dei dj più importanti del mondo. E non solo sull’isola delle Baleari. Nella rapida ascesa e consacrazione dei brand Ushuaïa e Hï, e nel modo in cui dominano la scena elettronica fornendo esperienze al di sopra delle aspettative, iI ruolo di Romain è stato e continua ad essere fondamentale. Scopriamo qualcosa in più del suo lavoro.

 

Ciao Romain. Parto diretto: quando sei arrivato a Ibiza?
Sono arrivato a Ibiza nove anni fa, quando sono stato coinvolto per la prima volta nella realizzazione di eventi sull’isola.

Cosa facevi prima?
Ho iniziato a lavorare per il teatro e la TV a Parigi. Ho sempre amato creare spettacoli ed esperienze che potessero coinvolgere il pubblico. Mi muovevo anche nella scena della musica e negli anni ho combinato le due industrie per le quali nutro maggiore interesse: teatro e musica elettronica.

Lavoravi con tuo fratello Yann anche prima di arrivare a Ibiza?
Abbiamo collaborato insieme a molti progetti. Siamo molto uniti, ci completiamo a vicenda nel senso ci occupiamo di aspetti opposti dello stesso prodotto. Abbiamo lavorato per eventi e location per anni, lui dal punto di vista artistico e del marketing, mentre io ho sempre guardato all’aspetto produttivo dello show sia da un punto di vista creativo che tecnico. Finché si è presentata l’opportunità di creare qualcosa insieme da zero, che oggi si chiama Ushuaïa Ibiza. 

Ricordi la tua prima produzione?
Lo ricordo molto bene! In realtà è stato un po’ un caso. Avevo 17 anni, ero nella mia città natale nel nord-est della Francia e mi piaceva una ragazza che stava prendendo lezioni al teatro locale. Siccome volevo impressionarla ho deciso di produrre uno spettacolo…

Non voglio sapere com’è andata a finire… piuttosto raccontami della prima produzione ibizenca.
La prima produzione completa su cui ho messo le mani dall’inizio alla fine, dai dettagli di progettazione alle specifiche tecniche fino all’evento live finale, è stata la festa di apertura dell’Ushuaïa nel 2011.

Quando hai aperto la società di produzione High Scream?
Otto anni fa. La società ha trasformato il mio sogno in realtà. Mi ha permesso di coinvolgere le persone migliori con le quali oggi siamo in grado di produrre uno spettacolo nella sua completezza, dall’idea alle specifiche tecniche e alla costruzione, fornendo anche il team operativo.

Quanti dipendenti hai?
In totale abbiamo più di 100 persone nel mondo. Il centro nevralgico delle operazioni si trova nella sede centrale di Londra. Poi c’è una grande squadra che lavora tutta l’estate a Ibiza più altri che si occupano dei nostri progetti speciali nel mondo come in Corea del Sud, Dubai ma anche in Francia e Spagna

A Ibiza, insieme alla tua squadra realizzi per tutta l’estate uno show a sera, anzi due, considerando Ushuaïa e Hï. Come organizzi il lavoro? Come imposti la tua giornata?
Prima che arrivi l’estate, il nostro team segue la squadra di produzione nella realizzazione fisica dei progetti che sono già stati concordati precedentemente. Ogni locale ha la sua squadra dedicata. A Ushuaïa abbiamo solo 4 ore per smantellare un palco e costruire il successivo ogni notte in quanto è un hotel pienamente operativo. All’Hï abbiamo un po’ più di tempo, ma gli spettacoli sono tecnologicamente più impegnativi. Per quanto mi riguarda, la giornata inizia presto perché ho una famiglia e mi sveglio per passare del tempo con mia figlia. Durante il giorno sto in ufficio, che è nei locali, visto che durante l’estate cominciamo già a lavorare ai progetti per l’inverno e l’anno successivo. Ogni sera vado a Ushuaïa per dirigere gli spettacoli e nella notte all’Hï.

Giorni liberi mai eh?
No, anche se ho una squadra incredibilmente capace attorno a me. Produrre spettacoli è quello che amo fare, e inoltre ho la responsabilità verso il team di essere sempre disponibile. Cerco di dedicare un po’ di tempo a me stesso e allo sport in quanto aiuta a mantenere la mente fresca e, naturalmente, alla famiglia.

Preferisci i party di giorno all’Ushuaia o quello di notte all’Hï?
Faccio fatica a scegliere. Ogni singola produzione è diversa. Il nostro marchio di fabbrica è la una trasformazione completa ogni notte. 

Qual è stato tuo spettacolo preferito dell’estate 2019 a Ibiza?
Ognuno ha qualcosa di speciale. Sono molto orgoglioso dello spettacolo che abbiamo fatto per David Guetta all’Hï. Per la sua prima volta con noi del suo F*** Me I’m Famous ha voluto una produzione nuovissima, tecnologicamente avanzata, qualcosa che avrebbe distorto il senso dello spazio del pubblico. Così abbiamo creato un’enorme pila di cubi LED, contenuti speciali e uno spettacolo incredibile di luci che ha reso difficile capire e vedere dove e quale fosse il palcoscenico. È stato molto bello. A Ushuaïa poi, abbiamo creato una vera e propria metropoli per il party ANTS che ha completamente cambiato l’intero palco. Era impossibile riconoscerlo in quanto totalmente nascosto dalla scenografia. Il pubblico si è trovato in una sorta di mondo utopico fuori dalla norma.

Quando iniziate a pianificare la stagione?
Per novembre la maggior parte delle nostre idee sono finalizzate ed entriamo nei dettagli della questione pensando ai costumi, alle specifiche tecniche, alle decorazioni. Non smettiamo praticamente mai di lavorare a nuovi progetti. Una volta completato uno passiamo al prossimo.

È facile lavorare artisti di fama internazionale o alcuni di loro impongono le loro idee?
Il nostro compito è principalmente quello di integrare le idee degli artisti. Non è né facile né un’imposizione. La cosa più importante è capire l’artista, la sua musica e analizzare la direzione in cui lui e il suo team si stanno muovendo. Noi forniamo l’esperienza visiva che inquadra ciò che il pubblico sente e vede e insieme forniamo uno spettacolo coeso.

Come hai convinto i migliori artisti underground a soccombere al potere di coriandoli e del CO2?
Chi ha deciso che i coriandoli e gli effetti speciali sono solo per l’EDM? Lavoriamo con gli artisti per realizzare uno spettacolo adatto a loro, dove gli effetti speciali hanno lo stesso ruolo del design del palcoscenico, dei costumi, delle decorazioni, in modo che possano aggiungere qualcosa di prezioso ma in linea con l’artista.

In termini di stage design, qual è secondo te il miglior festival del mondo?
Non mi va di fare un nome. La progettazione scenica non è una cosa facile, abbiamo un grande rispetto per tutti coloro che lavorano in questo settore.

E a livello di club? (non vale rispondere Hï e Ushuaïa)
Sicuro che non posso rispondere Hï e Ushuaïa…?

Scegli una canzone che faccia da titolo di cosa per un tuo show.
‘The Sound of Violence’ dei Cassius. 

 

 

Articolo PrecedenteArticolo Successivo
Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.