Sabato 23 Ottobre 2021
Festival

Salmo canta sulle acque. E allora… balliamo!

Una giornata divertente, surreale, perché abbiamo visto la musica dal vivo e in presenza. Sulle acque: ecco il festival "galleggiante" organizzato dal rapper in Sardegna

Foto: Janthyma Verri

In un’estate piena di contraddizioni, di divieti, di divieti aggirati, di concerti a mezza potenza, con distanziamenti e sedute obbligatorie, qualcuno si è inventato il modo di fare un festival, in presenza, a norma, seguendo le regole. Come? Allestendo un palco sull’acqua, e convogliando gli spettatori su barche e gommoni, una platea di mare. Molto semplice, no? No. Per niente. Perché Mini Presents Water World (questo il nome completo dell’evento, patrocinato come potete immaginare dalla nota Casa automobilistica, e su questo aspetto ci torniamo), che siamo andati a vedere domenica 25 luglio nella meravigliosa Marina di Cala dei Sardi, nord-ovest della Sardegna, poco sopra Olbia, poco sotto Porto Cervo, non è certo un festival canonico.

L’idea di Sebastiano Pisciottu, fratello, manager e fidato braccio destro di Salmo, realizzata da LBNSK360 e Vivo Concerti, è intrigante: metti il pubblico a guardare lo show dal mare, non ci sono problemi di distanziamento né criticità relative alle norme sanitarie; i gommoni e le barche sono prese, perlopiù, da gruppi di famigliari o di amici, e le certificazioni richieste ad oggi, come il green pass, fanno il resto. Tecnicamente, è un festival sicuro. A livello logistico, però, organizzare qualcosa del genere è tutto fuorché semplice. Innanzitutto, il biglietto non è economico: si partiva da 160 euro a persona, passando per i 200 e fino ai 340, a seconda dell’imbarcazione e della posizione (le imbarcazioni erano ovviamente limitate e convenzionate); in secondo luogo, organizzare e regolamentare il posizionamento di barche e gommoni nello spazio della marina che delimita la “platea” diventa quasi pittoresco, anche perché nonostante i controlli costanti della Guardia costiera, i furbi ci sono ed è difficile rimbalzarli all’ingresso, visto che l’ingresso, di fatto, non c’è: siamo in mare. Altro dettaglio rilevante è quello della diffusione del suono: non siamo in un palasport, il delay in alcuni punti è notevole e in mare non c’è modo di installare le torri di ritardo. E in ogni caso, il suono “sbatte” anche sull’acqua, e per quella rifrazione non c’è molto da fare. Tuttavia, l’impianto è potente e spinge, e non essendoci band ma solo dj e microfoni, il risultato alla fine è discreto, non c’è di che lamentarsi. Non siamo in un golfo mistico wagneriano ma si può gustare il concerto senza eccessivi problemi.

Foto: Punkomat

Ecco, il concerto. Salmo è ovviamente il protagonista assoluto della giornata, il Water World in qualche modo è una sua creatura e ancora una volta va sottolineata la bravura del team Machete/Lebonwski: stiamo parlando di un’organizzazione che in dieci anni è arrivata a sedere ai tavoli importanti dei live e della discografia italiana, e una ragione ci sarà. Ed è semplice: da Salmo a tutti i membri della sua squadra, questi ragazzi hanno voglia di lavorare, intelligenza, capacità di leggere il mercato e una notevole visione creativa. Non è un caso che il catering (era possibile ordinare dei delivery dal porto alle imbarcazioni) fosse affidato a Natura by Art Academy, ristorante che vede tra i soci proprio Sebastiano Pisciottu. E non è un caso che Salmo fosse sul palco in completo Doomsday Society (indovinate di chi è il marchio?), maglietta e costume da bagno. E ancora, tutti gli aspetti dell’organizzazione passano in qualche modo da loro e dalla loro visione imprenditoriale. Una storia che andrebbe studiata per bene e presa ad esempio da molti giovani che vogliono fare musica oggi. Una factory capace di curare produzioni, video, foto, comunicazione e molto altro. E che è cresciuta nel tempo insieme ai suoi artisti, non si è certo improvvisata.

Chiusa questa doverosa parentesi, parliamo di cose importanti: la musica. Salmo, dicevamo, è il protagonista assoluto di Mini Presents Water World, sale sul palco alle 18 e per un’ora prende tutti per mano in uno dei suoi live da bombardamento pesante. Il fido Dj Slait in consolle, e le sue hit sparate una dopo l’altra con l’intento di non fare prigionieri: ’90 Minuti’, ‘Ho Paura Di Uscire’ – ormai nella versione definitiva con il beat di ‘Losing It’ di Fisher – ‘Ho Paura Di Uscire 2’ insieme a Lazza, e poi gli altri ospiti: Coez, Noyz Narcos, Dj 2P. Nella seconda ora il live si trasforma in dj set; l’ibrido è interessante e divertente, forse Salmo indugia su una bass house potente, sicuramente molto da festival, ma alla lunga forse un filo monotona e caciarona. Si percepisce che a un certo punto il pubblico avrebbe preferito un’ultima mezz’ora di concerto, si tratta soprattutto di giovanissimi e giovanissime che vogliono vedere il loro idolo, e il prezzo del biglietto non era certo quello di un palasport né di una serata in un club. Il gran finale arriva con ‘La Canzone Nostra’ di Mace sparata in modalità dj set, sing-a-long finale per la hit dell’anno e tutti felici. Prima di Salmo, c’era stato Bob Sinclar. Scelta che fa sorridere per tanti motivi: il dj francese non c’azzecca molto con Salmo e il suo pubblico, sono due concetti diametralmente opposti. E poi, Sinclar in Sardegna fa subito pensare a un clubbing piacione, opulento, briatoresco. Eppure, da navigato maestro, Bob è saldamente ai comandi e pilota un set perfetto, house facile ma mai banale, edit e bootleg di Daft Punk e altri classici house, una manciata delle sue hit in chiusura, in generale una presa bene che si coniuga alla grande con una giornata estiva in barca. A risalire ulteriormente la line up, Mamacita, il soundsystem di Max Brigante che è stato ed è uno dei maggiori successi, anzi una delle migliori intuizioni nel clubbing italiano delle ultime stagioni – e lo dico da totale non-fan di quel suono, è proprio il concept ad essere assolutamente vincente – e prima ancora e i dj di Radio 105, partner dell’evento, mentre a inizio giornata, sullo stage di 105, il giovane Deitz, vincitore di Mini Meet Music Contest 2020.

Foto: Roberto Graziano Moro

Ecco, i partner. Torniamoci su. Il festival si chiama Mini Presents Waterworld, il nome del main sponsor presente addirittura nel nome della manifestazione (tra l’altro, Mini rispetto musica e cinema si sta muovendo davvero intelligentemente, tenete d’occhio perché potrebbe esserci occasione di qualche contest). Poi, Red Bull, Heineken, Sammontana, Glo. Non li sto citando per qualche dovere marchettaro: sto sottolineando come un evento del genere, oggi, può stare in piedi soltanto grazie a un intervento massiccio degli sponsor. Nulla di nuovo sotto il sole, intendiamoci, vale per qualsiasi grande evento, anche in tempi e contesti meno avventurosi e più canonici. E ben vengano i grandi marchi che investono nella musica. Ma se stavate facendo i conti della serva, fughiamo i dubbi. Anche con un biglietto alto, anche con oltre 200 imbarcazioni in platea (vogliamo trasformarle approssimativamente in 2mila, 3mila spettatori?) i costi non si ripagano, tanto più che non c’era il plus dei bar. L’idea di Water World è suggestiva, non è semplice da realizzare (il palco allestito al molo era di 640 metri quadrati, non esattamente la pedana in pallet della festa dell’oratorio) e richiede sinergie particolari. Viviamo un momento sospeso, incerto, e un evento come questo ci ridà il sorriso e la voglia di stare sotto un palco. Speriamo di tornare all’edizione 2022, naturalmente, perché ci siamo divertiti; ma anche di vedere i classici, cari, vecchi concertoni estivi. Proprio Salmo, in una storia su Instagram il giorno dopo il concerto, si è lasciato andare: “vorrei organizzare un concerto in Sardegna completamente gratuito per le persone che non sono potute venire al live. Sono disposto a farmi arrestare pur di suonare dal vivo!” prima di rilanciare addirittura con un evento benefico a favore dei suoi conterranei sardi che con i devastanti incendi di questi giorni hanno perso greggi, coltivazioni, terreni e lavoro. Hai tutta la nostra comprensione e tuto il nostro appoggio, Salmo. E non vediamo l’ora di vedere un altro Water World.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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