Domenica 13 Giugno 2021
News

Sarai sempre una leggenda

Ci ha lasciati uno dei più importanti protagonisti della consolle, della club culture, della musica tutta

Foto: M. D’Onofrio

La notizia la sappiamo, anche se non ci sembra vera. Sembra irreale. È morto Claudio Coccoluto. Se c’è una definizione perfetta per un dj, è che un dj è l’antitesi della morte. È il contrario della morte. Un dj porta sorrisi, gioia di vivere, momenti belli nella vita di chiunque. È la sua missione. E quindi la morte di Claudio sembra una contraddizione. Eppure, è così. Ne hanno già parlato tutti, prima di noi: quotidiani, TG, il web e i social che sono letteralmente esplosi. Anzi, se non avessimo issato il vessillo del lutto, “spegnendo“ di fatto il sito per qualche ora, in un omaggio sentito e senza parole, ci sentiremmo in difetto per essere arrivati per ultimi a scrivere di questo fatto tremendo. Claudio Coccoluto è stato, più tutti, il dj che ha saputo farsi carico delle istanze del mondo dei club nell’ultimo anno. È stato capace di reinventare il clubbing con le serate da ascoltare all’Hotel Butterfly a Roma. Si è messo in gioco, era in prima linea, anche e soprattutto in un momento storico davvero disgraziato per tutti noi che viviamo di musica e di dancefloor.

Claudio Coccoluto è stato un Grande Maestro, con le maiuscole. Perché era sicuramente un dj di grandissimo talento, capace di mixare e di selezionare i dischi come pochissimi al mondo. Ma prima ancora, era un appassionato puro, vorace, onnivoro di musica. E non ha mai cercato compromessi: era il dj che ti faceva ballare con la musica che gli piaceva, e che pensava potesse, dovesse piacerti, a te (a noi) che magari quei brani non li avevi mai sentiti prima, e che in un altro contesto avresti disprezzato. Questo fa un dj: mette i dischi, e fa ballare le persone. Non a caso, con l’ironia che l’ha sempre contraddistinto, il claim sul profilo Instagram di Claudio è “faccio cose, ballo gente”. Ma per far ballare le persone non basta mettere i dischi. Bisogna saper mettere i dischi. Avere la sensibilità, la capacità di leggere la pista, una qualità misteriosa che sta lì a metà strada tra lo psicologo, l’artista, e il compagno di serate, di casino. Qualcosa di molto difficile da spiegare, ma che succede e basta, e si può solo comprendere vedendo e ascoltandolo in azione, ammirati.

Ecco: Claudio Coccoluto era – è, perché persone così non muoiono mai – un grande, grandissimo artista. Sapeva far ballare tutti senza spostare di una virgola le proprie prerogative musicali. Senza compromessi. Che non significa prepararsi un set a casa e andare con il pilota automatico, ma invece capire quale disco estrarre dalla propria borsa minuto per minuto, pezzo per pezzo, per far decollare e poi mantenere in alta quota una serata. Claudio era dj il dj italiano più popolare, famoso, rispettato. E lo era per merito, perché dopo essersi affermato come un mito nel nostro ambiente, ha travalicato i confini dei club, diventando di diritto una delle figure chiave della musica tutta. E dobbiamo essere orgogliosi che spesso sia stato lui a rappresentare il nostro mondo agli occhi del grande pubblico. È la bandiera migliore che si potesse avere.

Ci mancherà. La sua è una perdita gigantesca, non serve che lo ribadiamo noi qui. Basta guardare le prime pagine di tutti giornali, o aprire e scrollare il feed di qualsiasi social network oggi.

Sarai sempre una leggenda.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.