Mercoledì 22 Maggio 2019
Interviste

SDG e Bismark in pieno stato di trance

Stefano Di Girolamo, ovvero SDG, è davvero un matto: mai legato definitivamente a un genere, si diverte a mettere insieme più generi creandone quasi uno nuovo di zecca, qualcosa che si potrebbe definire come minimal tech trance. Il gioco di frammenti vocali, che va ben oltre il chopped vocal, punta anche alla distorsione. Per il singolo “Infinity”, su etichetta Royal Supreme, ha coinvolto anche l’amico di tante battaglie, il mitico Bismark, eclettico dj romano molto conosciuto nella nightlife della Capitale, nel ’96 entrato a far parte dell’universo BXR con singoli come “Double Pleasure”, “Parapapà” e “Reactivate”.

Qual è l’alternativa alla musica electro EDM oggi durante i festival?

Bismark: La scena techno è sempre alla ricerca di nuove e valide alternative. Voto techno.
SDG: Le alternative sono poche: comunque sarebbe bello ascoltare della synth pop dal vivo.

Cosa manca alla cultura clubbing italiana?

Bismark: La cultura stessa.
SDG: La mentalità della gente.

Perché l’accoppiata SDG e Bismark?

Bismark: Siamo amici da tanti anni.
SDG: Perché c’è molto feeling e in più sappiamo sempre quel che vogliamo.

Siete spesso in studio, cosa state producendo?

Bismark: Tutto cio che ci passa per la mente. Siamo liberi di spaziare.
SDG: Sì, stiamo producendo elettronica molto tirata, spinta, ma non solo.

Come è nato “Infinity”?

Bismark: Per gioco. Come tutti i pezzi, del resto.
SDG: È nato così, per caso, suonando qualche parte in studio insieme a Marco (Bismark). Spesso le cose nascono così, dal nulla.

Come immaginate il 2015?

Bismark: Sempre ricco di musica.
SDG: Sì, ricco di molte novità e di esperienze sonore. E per quanto mi riguarda, sarà un anno molto sperimentale.

Su cosa state lavorando?

Bismark: Su molteplici idee e su diverse strade.
SDG: Su vari fronti, dalla techno alla trance e ad una house molto innovativa. E chi più ne ha, più ne metta. A me sinceramente piace un po’ tutto, quindi non mi fermo a un genere preciso.

Cosa state suonando ultimamente?

Bismark: Io suono techno e tech-house.
SDG: Ultimamente sto suonando musica molto elaborata: cerco di far capire, a chi mi segue, che oltre alla struttura e all’idea fenomenale, ci sono artisti che con due suoni fanno il lavoro di un’orchestra. È il dono della sintesi.

Pensate a un ritorno di una vecchia prog in stile BXR?

Bismark: Non credo. Tuttavia, quel suono rivisto e corretto potrebbe avere una buona possibilità di fare bene.
SDG: Sarebbe una figata. Ma ci vorrebbe anche un nuovo G.B. E non penso che in Italia ce ne siano molti di personaggi come lui.

Cosa pensi di questa voglia di dance da parte delle multinazionali?

Bismark: Credo diano spazio a tutto ciò che ha buone idee a livello di business. Tutto qui.
SDG: La musica sta cambiando: è l’era dell’elettronica, questa, e del digitale. Arriveremo a un punto in cui gli strumenti spariranno: quindi la dance è la chiave per tutti. E pertanto penso sia la scelta giusta da fare.

Perché i personaggi del mondo del pop vogliono farsi produrre dai dj, ora?

Bismark: Perche hanno una visione migliore avendo un contatto diretto con il pubblico.
SDG: Perché il dj fa ballare ed emozionare le persone, suona la track giusta al momento giusto, sa quello che vuole la gente. Gente che ama comunque un sound alternativo.

Come si fa a promuovere bene una produzione, oggi?

Bismark: Ormai siamo tutti schiavi del web. Quindi io dico la Rete, i social.
SDG: Prima di tutto serve un buon prodotto, che, al di là del genere, possa conquistare chi ascolta. Ma, soprattutto, bisogna attirare i giovani che grazie ai social creano dei tam tam incredibili.

Il vostro brano preferito degli ultimi 30 giorni?

Bismark: Svariati e in ogni stile musicale.
SDG: The Prodigy, “The Day Is My Enemy”.

Cosa pensate dei mash-up?

Bismark: È solo la possibilita di rivisitare brani in chiavi diverse, anche se per me molte non sono condivisibili.
SDG: Mah, non mi fanno impazzire.

Invece, quale pensate sia il miglior remixer oggi?

SDG: Tomcraft è sicuramente un ottimo remixer e producer.

E il miglior produttore?

Bismark: Paul Kalkbrenner.
SDG: Armin Van Buuren.

Ghost producer è ormai un termine desueto?

Bismark: Sì, tuttavia questo ruolo, dietro le quinte, dà spazio a nuove leve.
SDG: Dietro a ogni grande artista c’è sempre… un ghost con le palle. Sono professionisti incredibili, comunque.

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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