Giovedì 24 Ottobre 2019
Costume e Società

E se Banksy fosse Robert?

 

L’identità di Banksy, l’artista contemporaneo più famoso del mondo, è da sempre avvolta nel mistero. Ed è legata a doppio filo con la muisca e con la città di Bristol, nel sud dell’Inghilterra. Banksy, infatti, da quel che sappiamo, è proprio di Bristol: lì sono comparse le sue prime opere, lì è dove tutto è iniziato, stando anche alle interviste che l’artista ha comunque rilasciato negli anni (naturalmente senza mai svelarsi in volto). A legarlo alla scena musicale della città, da sempre importante e e seminale per tutto ciò che poi si è sviluppato nel mondo da fine anni ’80 in poi, sono stati diversi fattori. In primis le dichiarazioni di Banksy, che in diverse occasioni ha espresso stima e indicato come vero e proprio modello e riferimento un suo illustre concittadino, Robert Del Naja, cioè 3D dei Massive Attack, che oltre ad essere il frontman della band, è da sempre un artista impegnato dapprima con i graffiti (ancora ai tempi del Wild Bunch, collettivo da cui nacquero i Massive) e poi con le arti grafiche e la pittura. Sono sue molte delle cover e le sleeve dei dischi dei Massive Attack, per esempio.

 

Girl-and-a-Soldier-by-Banksy

 

Poi c’è la faccenda di Burial, progenitrore del dubstep – sempre di Bristol, naturalmente – la cui carriera si è sviluppata in modo più o meno parallelo a quella di Banksy, e a sua volta dall’identità celata a lungo. Burial e Del Naja hanno poi discograficamente flirtato su un remix e un brano inedito qualche anno fa. E ovviamente le voci che Burial fosse Banksy hanno circolato per un bel po’. Il giornalista Craig Williams del Daily Mail, tempo fa, aveva seguito la pista di Bristol, e aveva collegato gli spostamenti di Robert Del Naja (tour dei Massive Attack, dj set, apparizioni pubbliche) scoprendo il parallelismo tra la sua presenza in determinate città e la comparsa delle opere di Banksy proprio nei medesimi luoghi. Una circostanza che 3D, come sempre dal profilo schivo, aveva liquidato come “una bellissima storia, che purtroppo non è vera”. Eppure i dubbi sono rimasti e circolati ancora. Finché un paio di giorni fa Goldie, il buon vecchio Goldie, intervistato alla radio, parlando di Banksy ha pronunciato una frase sibillina: “Non per mancare di rispetto a Robert, che è un grande artista…”. Ed è venuto giù il mondo.

 

3d

 

Si parla di grandi conferme, qualcuno ha smentito, ma ormai i dubbi si fanno concreti. 3D smentirà, poco ma sicuro, anche perché Banksy ha commesso più di un’illegalità, e Del Naja non vorrà di certo dei casini per questo. Ma tutta questa storia sta ormai raggiungendo livelli parossistici. In ogni caso, è bello pensare che la storia sia proprio questa. E che Robert Del Naja, oltre ad essere il centro di una delle migliori band degli ultimi trent’anni, è anche l’artista più rivoluzionario del nostro tempo. Voi come vi sentireste ad essere Banksy e uno dei Massive Attack?

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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