Sabato 17 Agosto 2019
Costume e Società

Se io fossi i Daft Punk

 

Se io fossi i Daft Punk nel 2017 farei un tour mondiale e lo chiamerei “Alive 2017“.

Se io fossi i Daft Punk, per il tour mondiale “Alive 2017”, sceglierei 12 location pazzesche, una al mese, in posti tipo il Grand Canyon, la Grande Muraglia Cinese, sotto le Piramidi in Egitto, la Masada in Israele…

Se io fossi i Daft Punk, per il tour “Alive 2017”, non so se sceglierei l’Italia. Avrei dubbi sulla location.

Se io fossi i Daft Punk metterei il prezzo del biglietto dei concerti del tour “Alive 2017” a 200 dollari.

Se io fossi i Daft Punk, all’ultima canzone dell’ultima data del tour “Alive 2017”, mi toglierei il casco sul palco e ringrazierei i fan di tanta dedizione e pazienza.

Se io fossi i Daft Punk, per la prima data del tour mondiale “Alive 2017”, sceglierei il festival di Coachella.

Se io fossi i Daft Punk, per l’ultima data del tour mondiale “Alive 2017”, sceglierei Parigi.

Se io fossi i Daft Punk non produrrei più nessun album.

Se io fossi i Daft Punk mi preoccuperei meno del merchandising e più di quelli come me, distrutti dalla loro latitanza.

Accettate il consiglio, per una volta. Tranne quando parlo dell’Italia. 

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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