Martedì 28 Gennaio 2020
Interviste

‘Thirst’, l’album della consacrazione di SebastiAn

Ha iniziato una collaborazione con la casa di moda Yves Saint Laurent e trovato il tempo di collaborare con Charlotte Gainsbourg e Frank Ocean. Ora si affida in studio alla voce dell'amico Bakar

Sebastian Akchoté (nell’immagine principale in studio con l’amico e collega Bakar, sua “controparte” in studio) è un po’ introverso. Non ama farsi intervistare ma quando parte a raccontarsi è un fiume in piena. Dopo aver condiviso con i fan il terzo singolo ‘Beograd’, tratto dal suo secondo album, ‘Thirst’, su Ed Banger Records/Because Music, ha detto che alcune sue ultime canzoni sono state ispirate dalle “strane” frequentazioni di “particolari” club. Mistero.

Sono anni che il produttore, dj e musicista parigino collabora con numerosi artisti appartenenti al circuito alternativo, oltre che pop. Frank Ocean, Kavinsky, Charlotte Gainsbourg, Philippe Katerine e Woodkid sono solo alcuni dei nomi finiti nella sua biografia. Dopo aver remixato brani di Daft Punk, Kelis, The Kills, Rage Against the Machine e tantissimi altri ancora, il prolifico artista francese racconta come nasce il suo tipico sound: una combinazione di influenze techno, electro e house che vanno a miscelarsi con eleganza a funk, soul, pop ed elementi classici.

SebastiAn crea sempre qualcosa di nuovo e unico. Oltre a un tour mondiale in supporto al suo album di debutto (da Coachella al Parklife, dall’ADE a Pukkelpop), ha co-prodotto numerose colonne sonore, come quella per ‘Steak’ di Quentin Dupieux (sì, lui, Mr. Oizo, nel 2007), dove ha coperto anche i panni di protagonista. Ha recitato in ‘Our Day Will Come’ e ‘The World Is Yours’, film di Romain Gavras. Di recente, ha anche iniziato una collaborazione con la casa di moda Saint Laurent e il direttore creativo del marchio Anthony Vaccarello. L’intento? Produrre musiche per la maggior parte delle sfilate marchiate YSL.

 

Raccontaci di ‘Thirst’, l’album che è un po’ la tua consacrazione. Come è nato?
Ho iniziato tutto nel bel mezzo della produzione dell’album di Charlotte Gainsbourg e mentre ero coinvolto anche nell’album ‘Blond’ di Frank Ocean. L’equilibrio tra i due stili e i due diversi individui è stato una vera fonte di ispirazione per me. Charlotte si è trasferita ormai a New York e Frank viaggia spesso tra Los Angeles e Londra. E io sono sempre impegnato come dj, sono sempre in giro. Quindi tutto è iniziato nel mezzo di chattate, idee che transitano per il mondo grazie alla Rete.

Qual è l’ultima produzione a cui hai lavorato nel tuo studio?
Dopo Kavinsky, ho fatto alcune produzioni, per Frank e per Charlotte e il suo album, ‘REST’. Con fatica ho poi finito il mio nuovo lavoro.

Chi ha seguito insieme a te il “controllo qualità” del tuo ultimo lavoro?
L’incredibile Chab, un ragazzo francese che ha masterizzato tutti i pezzi dei Daft Punk e quasi tutti gli album degli artisti di EdBanger.

 

Com’è una tua giornata lavorativa?
Il lavoro è il 90 per cento della mia vita. Giorni e notti non dormo per fare cose legate alla mia professione. Dormo al massimo cinque ore a notte e quindi, sì, ho molto tempo da dedicare al mio lavoro.

Ricordi il momento in cui sei entrato per la prima volta in uno studio di registrazione?
Sì. In realtà non ho deciso a tavolino di aprirne uno mio. È successo tutto viaggiando, incontrando alcuni artisti. Ho iniziato a creare alcune tracce in diversi posti e dopo tante collaborazioni, senza sapere come sarebbe finita, ho capito che avrei avuto bisogno di un posto tutto mio. Per ‘Thirst’, ad esempio, solo dopo alcune tracce ho capito che avrebbe avuto questa forma, questa sostanza. Lascio che le cose vadano naturalmente.

SebastiAn accompagnato dal fido Bakar

 

Chi ha effettuato il trattamento acustico del tuo studio?
Io. Ho fatto tutto da solo, a casa. Per le mie produzioni, e non intendo solo i brani, mi piace avere il controllo di tutto. Mi piace anche l’idea che il suono dei miei brani sia fatto esclusivamente in casa mia.

Usi spesso attrezzatura vintage?
Mi piace ma non la sta usando molto. Però mi piacciono i computer. Mi piace quando tutto è compatto, quando tutto è facile da trasportare.

Puoi fare il nome di un produttore che apprezzi molto?
Per le cose vecchio stile dico Brian Wilson, sicuramente un genio. Per le cose più recenti invece DJ Premier, un artista incredibile molto stimolante. Il domani? Sarà di JPEGmafia, che è pazzesco.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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