Venerdì 23 Agosto 2019
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Sebjak: progressive con la tromba

Biondo, stoccolmiano e sempre sul pezzo: non puoi sbagliarti. Sebjak è forse in un circuito secondario del giro della progressive svedese, ma ha tutte le tracce in regola per diventare qualcuno. Reduce da Let’s Go, una recente collaborazione con Mike Hawkins e Into The Wild con Jaz Von D (uscita ufficiale a fine Agosto), Sebjak trova il suo più convincente successo in GODS, la creazione nata dall’unione con Steve Angello e AN21 (non a caso porta la firma della Size). Notevoli lavori sono anche Kemi, con Marcus Schossow, a lungo nella Top5 di Beatport l’estate scorsa e Liceu, sempre in collaborazione con Schossow. Il tipico suono “strombettato” di Sebjak ritorna in gran parte delle sue canzoni e costituisce un’autentica iniezione di energia e potenza nelle folle su cui si scaglia. Ascoltare per credere!

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La tua ultima traccia “GODS” ha riscosso notevole successo.

E’ stata una bella esperienza avere a che fare con Steve Angello, ancora oggi quando guardo Beatport e leggo il nome della traccia non mi pare vero. Qualche anno fa ho avuto un’idea iniziale e l’ho inviata ad AN21 che l’ha girata a Steve perché erano interessati al progetto. Dopo qualche mese di tentativi finalmente abbiamo creato qualcosa e dopo l’ufficializzazione, il momento più bello è stato quando Steve ha aperto un suo show proprio con GODS…

Quanto è importante per un artista pensare “outside the box” nel proprio lavoro?

Ad essere onesto, ormai sembra che più sei omologato agli stili che fanno tendenza e più facilmente avrai successo, basta guardare la Top10 di Beatport. Per me l’importante consiste nell’apprezzare le proprie creazioni, mentre i gusti del pubblico devono essere una conseguenza. Se hai successo ma non ti piace ciò che fai, che razza di successo è? Devi essere appassionato, e la passione comporta pazienza, grinta e impegno che ti porteranno a crescere sempre di più.

E se non hai fiducia in te stesso, è dura.

Esatto! Sai cosa significa stare dieci ore al giorno per tre anni chiuso nel tuo studio a comporre, cancellare, riprovare? Richiede tanto tempo e concentrazione che solo i giovanissimi riescono a rimediare, perché diventando adulti crescono gli impegni e il lavoro finirà col toglierti le ore da dedicare alla musica.

Immagino una bella spinta la diano anche i social.

Penso di sì, basti guardare Soundcloud. Oggi puoi condivider musica e conoscere immediatamente il parere delle persone aspettando qualche ora. Ai miei tempi c’era solo Youtube e da quando esiste questa piattaforma vedo ragazzi crescere alla velocità della luce. Conosci Kraguel? Poco più di un bambino che condivideva tracce gratis, oggi sta spopolando. Per quanto riguarda Facebook invece lo riservo più per i miei fans; ho un rapporto molto stretto con loro.

Personalmente amo la tua collaborazione con Schossow, “Kemi”. Qualcosa di nuovo in arrivo con Marcus?

Ne abbiamo parlato, ma non c’è nulla di concreto per il momento.

Hai mai pensato di lasciar perdere l’EDM?

Molto spesso! Lavorare con la creatività è dura, a volte è lì ad aiutarti ed altre volte sembra tu non l’abbia mai avuta. Mi aiuto ascoltando vecchi pezzi e facendomi coraggio pensando “se ce l’ho fatta l’anno scorso, posso farcela di nuovo”. Troppe volte ho desiderato uno stipendio fisso, un posto di lavoro solido e otto ore di sonno a notte, ma questa è la mia vita e amo ogni aspetto del djing.

Anche perché col tempo i lati positivi sostituiscono i negativi, immagino.

Il dj è un mestiere come tutti gli altri, la gente deve saperlo. Esplorare il mondo e conoscere nuovi aeroporti e discoteche è solo la punta di un iceberg. In realtà scopri ben poco dei paesi che visiti, perché non c’è tempo per fare qualsiasi cosa, dormire compreso. Poi ovviamente ci sono tantissimi aspetti positivi, ma se non sai condividere con entrambi non ne esci vivo.

Cosa ti aspetta per la fine dell’estate?

Primo tra tutti sicuramente il Creamfields, non vedo l’ora. Poi uno show a Barcellona e qualcosa in Svezia. Per l’autunno stiamo programmando un tour in Australia e negli USA.

A cosa lavori adesso?

C’è una bomba in arrivo, anche se in fase di lavorazione ancora. E’ una collaborazione con uno dei migliori del mondo, Pryda. La suono in numerosi dj set e ho molta fiducia in questo lavoro, promette bene e sarà qualcosa di speciale.

 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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