Giovedì 13 Agosto 2020
Interviste

Dalla new age di Isabella Turso alla house, il perfetto remix di ‘Sliding Doors’

Il frontman dei Planet Funk assieme a La Morgia trasformano un brano per solo pianoforte in una tracciona deep house

Ci sono canzoni che ti prendono di petto e che ti lasciano lì, quasi stordito, mentre balli nel club. Ce ne sono altre che, invece, ti catturano l’anima mentre le ascolti da solo, nell’intimità di casa tua. Il remix di ‘Sliding Doors’ ad opera di Alex Uhlmann (frontman dei Planet Funk) e Luca La Morgia rientra a pieno diritto nel secondo caso. Il brano, originariamente composto dalla pianista e compositrice Isabella Turso e contenuto nel suo album ‘BIG BREAK’, è una traccia che trasporta tutta la leggerezza e la poeticità dell’original in una dimensione screziata di deep house. Un groove minimale ma funzionale, arpeggi celesti e un moog imperioso che si fa largo nel breakdown trasformano i tre minuti di ‘Sligind Doors’ un viaggio senza tempo né luogo perfetto per un sunset set.

Affascinati dalla storia di questo brano – nato all’interno di un album per solo pianoforte ed entrato poi nel mondo della musica elettronica – abbiamo raggiunto i produttori, Alex Uhlmann e Luca La Morgia, e la stessa compositrice Isabella Turso per saperne qualcosa di più.

 

Fare il remix di una canzone come ‘Sliding Doors’ è come essere in mezzo al mare su una barca e dover decidere dove girare il timone. Ogni direzione è buona, se soffia il vento dell’ispirazione. Poteva essere drum&bass come house, techno come trance. Qual è il processo che vi ha portati ad avere questo mood?
Alex & Luca: siamo molto vicini al mondo della club music legato a quello della classica. Il remix è caduto a pennello in un momento in cui anche nella pre-produzione del disco di Alex stavamo fondendo questi due mondi per rielaborarli in una chiave moderna. Il processo è venuto da sé, noi ci siamo solamente limitati a seguire l’ispirazione. Poi c’è da dire che Isabella fa parte di un mondo piuttosto raffinato ed elegante e la sua identità si sposa appieno con le ritmiche dance delicate ed organiche che abbiamo costruito.

Il groove è solido, il respiro è internazionale: sembra di sentire dei lontani richiami alle sonorità di Anjunadeep, Stephan Bodzin, e addirittura Frederic Robinson. Avete avuto degli artisti che sono state le vostre stelle polari in questo remix?
A&L: sicuramente l’ispirazione più grande sono stati i Kiasmos, ma perché no, anche Bodzin… sarà per via di quel moog al basso. Ci divertiremo molto a suonarlo in qualche dj set, prossimamente.

 

“Partorire” un brano, dargli vita e poi sentirlo completamente stravolto da qualcun’altro è un processo affascinante. Hai avuto modo di seguire i lavori di Uhlmann e La Morgia oppure hai sentito il remix per la prima volta dopo che era stato già terminato?
Isabella Turso: sono sempre stata attratta più dal processo di scomposizione che non dalla creazione stessa. Mi affascina l’idea di destrutturare materiale preesistente, che rinasce da una cellula per trasformarsi in qualcosa di nuovo, e il remix è esattamente questo, reinterpretare il “vecchio” per creare il “nuovo”. Ho seguito il lavoro fin dalle prime battute, perché ho voluto condividere con Alex e Luca un’idea di remix diversa dal semplice utilizzo campionato di una sezione di un mio brano. Volevo fosse mantenuto l’aspetto “classico” nel mio modo di suonare, libero espressivo e non in click, nell’utilizzo libero di strumenti come archi e arpe e nella scomposizione di pattern ritmici, il tutto mixato con suoni elettronici. Ho avuto la fortuna di incontrare due musicisti con cui è scattata una sintonia direi perfetta, considerando poi che il lavoro è stato realizzato a distanza, durante il lockdown!

Hai girato il video di questo brano all’interno del Muse – Museo di Scienze Naturali di Trento. Se dovessi immaginare un contesto – urbano, naturalistico o artistico – in cui ambientare il remix di Uhlmann e La Morgia, quale sarebbe?
I: ‘Sliding Doors’ Remix non ha fisicità, il suo contesto è puramente concettuale. Immagino un luogo non luogo, uno spazio atemporale attraverso cui raccontare tutto ciò che esprime movimento, forza, rinascita ed energia. Il videoclip che uscirà tra pochi giorni racconta in maniera simbolica l’ingresso di un cambiamento all’interno di un sistema, che attraversa il tempo e lo spazio, ma soprattutto il corpo di chi lo vive, destrutturandolo, per trasformarlo in qualcosa di diverso.

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Michele Anesi
Preferisco la sostanza all'apparenza. micheleanesi@djmagitalia.com

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