Martedì 18 Maggio 2021
Esclusiva

Allo Space di Miami durante il COVID

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di un lettore che domenica 14 febbraio ha partecipato ad una festa al Club Space di Miami

Stefano Conzadori è un appassionato di musica dance elettronica e nostro lettore. È proprietario insieme alla moglie di un brand di bikini (Applod) con mercato tra Stati Uniti e Colombia dove vive e partecipa a vari eventi. Come magari qualcuno di voi sa, il Club Space di Miami è aperto e, come tantissimi locali della Florida, lavora nel rispetto delle regole imposte. Domenica scorsa Stefano ha deciso di trascorrere San Valentino nel locale di downtown, con Marco Carola in console per la sua mini-residenza di un mese. Riceviamo e pubblichiamo la sua esperienza diretta (la leggete dopo la foto).

 

Dopo aver trascorso due mesi in Colombia visitando la famiglia di moglie e sbrigando pratiche lavorative (la nostra produzione di bikini viene fatta in Sudamerica), venerdì 12 febbraio sono arrivato a Miami che considero la mia seconda casa. La frequento da più dieci anni e prima dell’emergenza Coronavirus ho avuto il piacere di viverci per un anno e mezzo. In Florida tutti i locali sono aperti, non c’è obbligo di mascherina per strada e tutto funziona in modo regolare. Unica regola tassativa: a mezzanotte deve chiudere tutto fino alle 6 della mattina. A Miami ho avuto il piacere di conoscere David Sanipoli, co- fondatore dello Space e del III Points Festival, persona veramente eccezionale e creativa che negli ultimi anni insieme al suo staff è riuscito a creare una stupenda situazione musicale. Domenica 14 febbraio, attratto dalla presenza di Marco Carola in console e incuriosito da come un club possa stare aperto durante il COVID, ho deciso di andare allo Space. Il club apre alle 6 della mattina e chiude a mezzanotte. Arrivo verso le 8 di sera. Dopo pochi minuti di attesa e dopo aver comunicato al buttafuori i nostri nomi in lista, ci viene misurata la temperatura e, una volta appurato che tutto sia ok aspettiamo il nostro turno in un’area delimitata con distanza di sicurezza tra un gruppo e l’altro. A turni, i gruppi vengono accompagnati al proprio tavolo dove la mascherina si può togliere ma è assolutamente obbligatoria per tutti gli spostamenti all’interno del locale. La pista è stata eliminata. Al suo posto ci sono solo tavoli. Senza non si entra. Sono distanziati e ognuno può ospitare massimo 10 persone. Il costo di un tavolo parte da 500 dollari. In tutto ci saranno state circa 500 persone che si comportavano in maniera ordinata, ballando senza nessun problema. La situazione, nonostante tutto, era piacevole. Sembrava una festa privata con Marco Carola in console che ha proposto un set più soft e melodico del solito, riuscendo a creare l’atmosfera giusta. Devo dire che la mia esperienza è stata molto positiva perché ho visto ordine e non ho visto assembramenti come si vedevano nelle discoteche italiane durante la scorsa estate, ad esempio. Le regole erano tutte rispettate. Seppur con una capienza limitata e la sola presenza di tavoli, l’esperienza non è ridotta perché comunque si ha la possibilità di ballare. Credo che con una buona organizzazione e con delle regole precise (e che devono essere rispettate!) un club possa aprire e lavorare in totale sicurezza seppur con delle limitazioni. Spero accada presto anche in Italia. Saluti da Miami.

Stefano

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