Lunedì 16 Dicembre 2019
Interviste

Spezzaci il cuore, Tiga!

Ho fatto qualche domanda a Tiga, incuriosito dal suo nuovo singolo “Don’t break my heart”, uscito il 21 novembre scorso. La traccia segue il successo di “Bugatti”, brano che ha riportato un notevole hype sull’artista canadese, e precede il prossimo album, in uscita nel 2016. “Don’t break my heart” è co-prodotta da Clarian North (già nei Footprintz), ha un suono cupo e notturno, e un vocal che si inserisce perfettamente in questa atmosfera. Tiga è un grande protagonista della scena internazionale da molti anni, e mi sono divertito a porgli domande curiose, oltre a quella di rito sul singolo. Potete leggere l’intervista dopo il video.

“Don’t break my heart” contiene, da un lato, elementi “tipicamente Tiga”, e dall’altro esplora nuovi territori. E’ una traccia dai toni scuri, una techno che flirta con l’electro. Ci vedo un fil rouge che la unisce alla tua produzione passata, ce lo vedi anche tu? Come ti è venuta l’idea per questa canzone?
Ho scritto questa canzone in inverno, durante un periodo romantico e introspettivo. Volevo qualcosa di emozinale, esprimere un sentimento melanconico. Nulla di radicale. Sì, c’è un link, una linea che attraversa tutta la mia produzione, e quel filo… sono io. La mia personalità, i miei gusti, che sono molto complicati e allo stesso tempo, in un certo senso, molto semplici.

Abbiamo ascoltato tue produzioni, remix, co-produzioni e collaborazioni per tutto il 2015, dalle cose uscite per la tua label Turbo alla hit “Dancin'” insieme a Eats Everything e Audion. Dopo tutti questi anni, cosa ti stimola ad essere così prolifico e così fresco in ciò che fai?

Ti ringazio, questa è una considerazione molto gentile. Io penso dipenda semplicemente dal fatto che non mi interessa ripetermi. Non sono interessato (o non sono capace) a spendere una carriera e una vita ad affinare un mestiere, a ripetere una tecnica. Invece sono attratto dalle idee, dalle connesioni e dalle opinoni: nella mia musica cerco sempre di fare qualcosa che suoni un pochino nuovo prima di tutto alle mie stesse orecchie; magari non così nuovo per le persone che ascoltano, paradossalmente, ma per me. Mi annoio facilmente, e a questo punto della mia vita, non ho voglia né tempo per fare e ascoltare cose che trovo noiose o poco interessanti.

Al roBOt08 Festival, lo scorso ottobre a Bologna, ti ho visto esibirti con due manichini molto eleganti sul palco insieme a te. È da quella notte che voglio chiederti il significato di quella scelta scenografica.
Sono i miei coristi. Sono perfetti. Mi danno supporto emotivo, un impatto visivo nuovo, e tanto stile… senza chiedere nulla in cambio!

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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