• GIOVEDì 06 OTTOBRE 2022
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Spinnin’ Records e Valamar: elettronica e nuove frontiere croate

Da anni il turismo croato si alimenta anche attraverso la musica elettronica, coinvolgendo label internazionali e catene di hotel

 

Negli ultimi anni, poche località turistiche sono cresciute nel borsino dei clubbers come la Croazia. Un’onda lunga che è partita da molto tempo e da molto lontano e che nel giro di poco tempo ha portato nella penisola adriatica una serie di festival con protagonisti brand come Ultra, Defected, elrow, Sonus – dietro il quale si cela la longa manus di Time Warp – e Hideout, per tacere di club quali Papaya Club, Culture Club e Acquarius e Noa, capaci di piazzarsi tra il decimo ed il trentesimo posto della nostra Top 100 Clubs di quest’anno. Tutto questo crea indotto e incrementa il turismo giovane: ecco perché questa estate una realtà globale come Spinnin’ Records si è legata alla catena Valamar Hotels di Hvar e Makarska, località non distanti da Spalato, dirimpettaie delle nostre San Benedetto e Pescara.

Dal 2 luglio al 27 agosto Spinnin’ Records e Valamar Hotels hanno dato vita a Sounds Of [PLACES]: tredici appuntamenti nei quali si sono alternati alcuni dei dj e produttori che fanno parte del roster dell’etichetta discografica olandese. Nomi quali Ofenbach, Cat Dealers, Pink Panda, Matroda, Adam De Great, Mike Vale, Tom Bug e Yakka, che dal primo pomeriggio sino quasi a mezzanotte si sono alternati nella consolle della piscina degli hotel coinvolti: set ai quali si poteva assistere sia nei pressi delle piscine medesime, sia dalle proprie terrazze: strutture a dieci piani con le stanze che si ispirano palesemente ai modelli vincenti di Ibiza (Ushuaïa), così come la Spinnin’ non è nuova ad operazioni di questi tipo, basti pensare alle sue brandizzazioni degli hotel di Miami durante la Music Week di marzo. Sounds Of [PLACES] termina – come accennato – prima di mezzanotte, in modo da lavorare in sinergia con le discoteche locali, senza sovrapporsi negli orari e senza doversi spartire o contendere la clientela.

 

 

Un meccanismo che funziona anche e soprattutto perché la Croazia in quanto tale è una meta turistica accessibile, facilmente raggiungibile con aerei e traghetti, offre proposte culinarie mediterranee e un mare pulito, tutto questo a costi piuttosto contenuti. Una meta adatta ai giovani, ai quali il turismo croato ha ben pensato di rivolgersi da tempo utilizzando come efficace strumento la musica elettronica, i dj, i club ed i festival. Un sistema che può declinarsi con party, serate o come accompagnamento in spiaggia o in piscina, come appunto si è verificato questa estate negli hotel Valamar: un’iniziativa che meriterebbe di essere presa in considerazione anche in Italia, dove in assoluto si continua a pensare all’eventone spot e al superguest, invece che di pensare a costruire qualcosa di più sistematico e duraturo. Scelte assolutamente legittime questa estate, la prima che si possa definire tale dopo i due anni trascorsi come sappiamo: per l’anno prossimo sarà bene ragionare anche ricorrendo a dinamiche diverse.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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