Sabato 04 Dicembre 2021
Interviste

Stephan Bodzin: il nuovo album, Lisbona, i social che “fanno schifo”, le differenze tra un live e un dj set. Tutto è relativo.

Il musicista e producer tedesco si racconta in concomitanza dell’uscita del suo nuovo album 'Boavista', molto influenzato dalla sua nuova vita di fronte all’Atlantico

Pochi artisti techno sanno mettere d’accordo tutti quanti come Stephan Bodzin. Da outsidera a grande protagonista dei mainstage di tutto il mondo, i suoi live fanno sempre la differenza, grazie ad una competenza tecnica ed una conoscenza della musica – non soltanto elettronica – che vanta pochi eguali. Tutto questo si è trasferito alla perfezione anche nel suo nuovo album ‘Boavista’, uscito lo scorso mese su Herzblut Recordings. Il suo ultimo lavoro, la sua vita portoghese, la pizza napoletana: Bodzin ha parlato di questo e di tanto altro in questa intervista con DJ MAG Italia.

 

‘Boavista’ è il tuo nuovo album, sei anni dopo il tuo ultimo lavoro. Sei anni nella musica elettronica sono tantissimi.
In questo lasso di tempo sono cambiate tantissime cose: mi sono trasferito a Lisbona con la mia famiglia e con il mio studio, così posso anche godermi le onde dell’Atlantico e il clima mite anche a novembre! Tutto questo si è riflesso anche sulla mia musica e i feedback che sto ricevendo per ‘Boavista’ non possono che rendermi felice.

Come racconteresti ‘Boavista’ con parole tue?
È molto semplice: è la musica, la mia musica, che in questo momento voglio condividere con il resto del mondo. ‘Boavista’ in portoghese letteralmente significa ‘bella vista’, da intendersi tutto quanto di bello e di buono vogliamo vedere in quello che abbiamo davanti a noi, con lo sguardo sempre rivolto in avanti e imparando a non dare peso a cose che non lo meritano. Tutto questo musicalmente per me può tradursi nella techno, in musica da ballare, da ascoltare, ma anche in armonie, suoni, rumore, energia e in certi momenti persino in fragilità. Tutto questo sono io, in questo momento della mia vita.

Hai ricominciato a suonare nei club e nei festival? Che effetto ti ha fatto?
Sì, ed è stato bellissimo riprendere a suonare: si può facilmente immaginare quanto tutto questo mi sia mancato. Il mio primo show senza restrizioni è stato a giugno, al Brooklyn Mirage di New York: c’era nell’aria tantissima tensione, un misto di lacrime e sorrisi, una dei momenti più intensi di tutta la mia carriera. Ognuno di noi non vedeva l’ora di ricominciare. L’eventuale lezione ricevuta dal lockdown? La vita continua. Sempre.

 

Quali sono le differenze tra un live e un dj set per Stephan Bodzin?
Per me un buon set significa avere in ogni momento il controllo di quello che suono e trasmettere questa sensazione a chi mi ascolta. Una buona selezione distingue i bravi dj dagli altri, ma quando al drop successivo mancano ancora due minuti buoni, quando invece sarebbe il momento entrasse subito, ecco che un live set in questo senso può fare la differenza. Non mi dispiace fare dj set, gradisco suonare la musica degli altri, ma quando ci do dentro con il moog capisco di sentirmi davvero a casa.

Che cosa distingue una buona traccia da una meno buona?
Nella musica e nell’arte in generale non esistono buoni e cattivi. Tutto dipende dalle valutazioni di ognuno di noi, e in quanto tali le valutazioni sono al 100% soggettive. È tutto davvero relativo.

Che effetto ti ha fatto remixare i Depeche Mode?
Un onore, non trovo altre parole per dirlo. Pazzesco vedere che dopo 20 anni ce se ne ricordi e me lo si chieda ancora (sorride – ndr).

 

Il tuo rapporto con i social network?
Sarò conciso: fanno letteralmente schifo, trasmettono un’immagine falsa della realtà e azzerano valore e importanza delle vere relazioni sociali.

Come vedi il futuro della musica elettronica?
Posso parlarvi del mio prossimo futuro, dei 25 remix del mio nuovo album che arriveranno a breve! Più in generale, noto una grande euforia perché la scena elettronica è finalmente ripartita. Speriamo che uno stop così lungo non torni mai più.

Tornerai presto in Italia?
Lo spero, a breve auspico di poter annunciare nuove date nel vostro Paese. Lo scorso anno avevo programmato di trascorrere molto tempo in Italia con la mia famiglia ed avevo in animo di organizzare una serie di session con alcuni vostri artisti: il covid ha stoppato tutto. Non devo raccontarvi quanto l’Italia e la sua scena elettronica mi abbiano sempre ispirato tantissimo, ma soprattutto lasciatemi svelare una grande verità: la miglior pizza napoletana qua a Lisbona la faccio io! Venite qua a provarla. it´just beliiiisssiiimmooooo 🙂

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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